Archivio mensile:novembre 2015

La Costituzione: speranza per il futuro.

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Art. 9 Costituzione: “1. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. 2. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Vi sono alcuni che pensano alla nostra Costituzione come ad un fatto lontano, ancorato ad un tempo passato e ormai sepolto dalla modernità e dalla globalizzazione.

In realtà non è così. La Costituzione è una visione della società, della comunità nazionale, frutto di un’aspra lotta per la riconquista della libertà e assolutamente proiettata nel futuro.

La speranza di società delineata dai Padri Costituenti è stata nel tempo disattesa e spesso anche boicottata.

Certo i tanti nemici della Costituzione non sono riusciti ad azzerarla del tutto e grazie ad essa molti progressi e conquiste sono state possibili nel nostro Paese.

Epperò, in sue parti fondamentali la nostra Costituzione è rimasta quasi lettera morta, vuoto monito di ciò che poteva essere e rischia di non essere più.

Ciò è ben lungi dall’essere superflua perdita, perché ove attuata la Costituzione avrebbe avuto effetti concreti e positivi nella crescita complessiva del Paese ed essa si sarebbe potuto porre quale baluardo per impedire la perdita di tante vite umane dovute all’incuria, alla trascuratezza, all’ignavia, al disprezzo mostrati verso i nostri territori.

L’ultimo caso che tanto ci ha colpito è accaduto nei giorni scorsi a Mondello, località balneare di Palermo, dove la caduta di un masso dal costone del Monte Gallo ha provocato una vittima, danni e la evacuazione di tante famiglie dalle loro abitazioni.

Subito è stato evidenziato l’inerzia della amministrazione nel porre rimedio ad una situazione di pericolo che si era già manifestata con evidenza nel passato.

Il punto, però, rimane quello dell’assoluta mancanza di serie politiche di salvaguardia del territorio, visto non quale luogo di sviluppo, di crescita, di vivibilità e benessere, bensì quale luogo da sottoporre a sfruttamento e speculazioni di ogni genere.

Questo approccio miserevole al nostro paesaggio ha consentito l’abusivismo edilizio, l’inquinamento delle acque, dell’aria, uno sviluppo della urbanizzazione senza tenere conto del deterioramento delle enormi ricchezze storiche ed artistiche del Paese.

Cosa ci è rimasto oggi? Immobili inadeguati pronti a cedere sotto la spinta di eventi tellurici che in altri Paesi sarebbero vissuti come semplici inconvenienti; alluvioni e frane che inghiottono persone e cose; strade dissestate divenute trappole mortali; corsi d’acqua divenuti ormai latrine a cielo aperto. E così via.

Se abbiamo ancora una speranza dobbiamo riporla nella nostra Costituzione e riprendere quel filo logico virtuoso di sviluppo della ricerca e della cultura quali strumenti di conoscenza e passione per il bello che portino alla cura del paesaggio, del nostro patrimonio storico ed artistico. Ossia, in concreto, cura dei corsi d’acqua, cura che si costruisca secondo tecniche di compatibilità ambientale, cura che si adottino innovazioni tecnologiche per la riduzione dell’inquinamento, per una mobilità sostenibile, per una conversione ecologica del nostro modello di vita, per la crescita economica attraverso uno uso compatibile delle risorse storiche ed artistiche che si concentrano nel nostro Paese.

Per avere un futuro mai come in questo caso occorre guardare al passato, chiediamo l’attuazione della Costituzione, chiediamo che finalmente si attui quel progetto di società ideato dai Padri Costituenti, per il futuro nostro e dei nostri figli.

Alessandro Crociata

 

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L’impegno civile non è un gioco, bensì un preciso dovere costituzionale da svolgere con serietà e consapevolezza.

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La nostra Costituzione espressamente  “richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (art. 2 Cost.).

Non vi può essere comunità senza aver ben presente questo fondamentale principio e senza tener conto del fatto che insieme ai diritti vi sono anche i doveri. Solo da una equilibrata sintesi degli uni e degli altri può realizzarsi l’altro fondamentale principio indicato dai Padri Costituenti: la eguaglianza (art. 3 Cost).

Doveri, questi, che si realizzano anche attraverso l’impegno politico, ossia quell’insieme di attività volte alla normazione e amministrazione delle comunità nazionale e locali.

La politica vera, quella alta, quella mossa dalla passione civile (non quella delle cronache giudiziarie, affaristica, serva dello lobbies, in particolare quella finanziaria) può svolgersi solo se si ha ben chiaro che l’impegno personale di ciascuno di noi impone studio, analisi,  conoscenza, tempo e comporta sacrifici.

L’azione politica non può essere frutto di improvvisazione e dilettantismo, in quanto attraverso essa si pongono le condizioni per il nostro futuro e per quello dei nostri figli, per la nostra qualità della vita, per quella realizzazione di modello di comunità prefigurato dalla Costituzione sorta dalla Resistenza.

Vi sono temi complessi da risolvere che non possono essere affrontati con la “pancia”, con le reazioni scomposte del momento, con l’occhio solo alla immediata (finta) soddisfazione della “gente”, ma impongono misure adeguate, idonee, sensate. E queste presuppongono conoscenza dei problemi e strumenti per la loro risoluzione.

Cosi, non è possibile l’azione politica senza conoscenza di cosa sia un bilancio dello Stato e/o degli enti locali, cosa siano partecipazioni, cosa l’innovazione tecnologica, l’energia, l’articolazione dello Stato, le istituzioni democratiche e il loro funzionamento, quelle finanziarie, quelle sovranazionali, e così via.

Per queste ragioni gli associati di Democrazia in Movimento partecipano ed organizzano incontri di studio con esperti di vari settori, per rendere il proprio impegno concretamente efficace e porre le condizioni per la formazione di cittadine e cittadini consapevoli e capaci di affrontare le sfide del futuro con un occhio attento alla nostra Costituzione.

Invitiamo tutte le amiche e gli amici di Democrazia in Movimento a seguire e partecipare attivamente a queste iniziative e ad offrire le proprie competenze e conoscenze a favore di tutti, in modo rendere la nostra Comunità sempre più consapevole e forte.

Conference room

Laicità non è ateismo

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Con l’avvicinarsi delle festività natalizie si susseguono, come ormai ogni anno, le notizie di scuole che eliminano i festeggiamenti “per rispetto delle altre religioni”. Dopo i recenti attacchi terroristici, la notizia è ancora più accentuata dall’apparente scontro tra religioni e dall’esplodere della questione del rapporto con la religione musulmane.
E’ in realtà una manifestazione di ignoranza: la religione è anche un fatto culturale e le festività natalizie risalgono a prima della tradizione cristiana, coi saturnalia romani e altre festività su cui la tradizione cristiana è stata sovrapposta. Basti pensare all’albero di natale e a quanto sia facile trovare un abete in Israele o Palestina.
Il voler sostenere il dialogo tra le religioni o la laicità non deve comportare la negazione delle diverse identità religiose, anzi dovrebbe favorire la conoscenza reciproca tra le diverse religioni.
Meglio sarebbe allora stimolare la conoscenza delle diverse festività, anche non cristiane, piuttosto che negare ai cristiani le loro festività.

Il presente scritto è riferito esclusivamente al suo autore, il quale si assume responsabilità civile e penale dello stesso. Il contenuto non è stato sottoposto al voto degli associati DiM pertanto non necessariamente esprime le posizioni del Movimento. Viene pubblicato per alimentare il dibattito

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Immagine da https://www.flickr.com/photos/99566311@N06/14455178419

I mille modi per vessare i cittadini…

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La regressione tariffaria volgarmente definisce quel sistema che obbliga un terzo a imporre il pagamento di imposte occulte o palesi. Praticamente lo stato dice a Caio  < per me metti le tue zampe, nelle tasche di tutti e dammi il gettito >. 
Il killer è l’ente che, da una posizione di dominio, inserisce fra i suoi costi, dei costi non correlati al costo del bene o del servizio ceduto, che obbliga il contribuente, se intende avvalersi del servizio principale , di corrispondere oltre al costo del servizio, valori accessori a volte estremamente superiori al costo del servizio stesso, oggetto del contratto fra azienda ente e cittadino.
Le tariffe di regressione che hanno sforato il principio dell’art 53 sono le imposte di bollo, le imposte di registro, il ticket sanitario e quasi tutte le tariffe dei servizi dei comuni italiani, Tasi, Imu,  IUC e TARI, Tosap , Acqua, le cui tariffe sono  tutte sistematicamente incostituzionali.
Le imposte di bollo sui conti correnti ad esempio sono dei prelievi forzosi a cui il contribuente non può sottrarsi, in quanto spinto a possederne uno comunque e  quasi obbligatoriamente.
Lo erano già prima per i ticket sanitari che, in realtà, hanno spostato tutto il costo sanitario sul contribuente che finanzia la spesa stessa, tutte le volte che accede al servizio, salvo i casi di disabilità o di mancanza del reddito, che esentano il contribuente dal contribuire la spesa.
In realtà il contribuente ha già finanziato la spesa, pagando tasse erariali allo Stato alle regioni e ai comuni. Ma anche queste, in gran parte sono incostituzionali in quanto  lo Stato ( sano ) dovrebbe abbattere l’aliquota pari alla differenza o il semplice ‘scalcolo’ dell’aliquota defalcata, fra aliquota base e aliquota ceduta agli enti ( regioni, province e comuni ) e rinuncia a sostenere l’una e l’altra,  mentre istituisce  da oltre  27 anni ulteriori aliquote esterne all’aliquota base, che violano il principio di progressività sancito dall’art. 53 della costituzione italiana. L’addizionale regionale la paghiamo almeno 3 volte in più, basta aprire una stupidissima bolletta del gas e della luce e resteremo esterrefatti da questo fenomeno orrendo.

TITLE: DRACULA (1958) ¥ PERS: LEE, CHRISTOPHER ¥ YEAR: 1958 ¥ DIR: FISHER, TERENCE ¥ REF: DRA015CJ ¥ CREDIT: [ THE KOBAL COLLECTION / HAMMER ]

Ora  in virtù di questo principio nefasto, il governo sciacallo,  come inserisce il canone Rai nelle bollette energetiche, domani inserirà secondo il principio, che nessun cittadino gli ha chiesto di applicare, attenzione, non quello che ha già pagato, ma quello che non ha potuto pagare fra cui l’irpef, i bolli, multe, sanzioni e via discorrendo, per cui il malcapitato, se non paga questi balzelli in gran parte incostituzionali, per i motivi di cui sopra , non si riscalderà più e né potrà avere la luce in casa?
Il fatto grave in assoluto, sarà che senza un adeguamento sostanzioso dei redditi in alto, immediati, per onorare tali importi e lasciare la ‘differenza’ per vivere al cittadino,  giocoforza, moltissimi italiani saranno tagliati fuori completamente dal libero diritto di usufruire del servizio e quindi ci sarà inevitabilmente, chi non avrà né il  riscaldamento, tanto meno l’acqua e  il gas che serve per cuocere alimenti.
Questo è più uno stato di diritto, oppure è uno stato che esercita esclusivamente  la tirannia fiscale?
Per quei cittadini che corrono verso le nuove forma di monete complementari o elettroniche, si avvertono che intanto ‘corrono’ per estendere quelle forme, in quanto deviati dal principio inserito che porterebbe alla consueta enunciazione della sovranità monetaria e dunque bisogna fare molta ‘attenzione’ a trasformare l’Italia in una Gestapo fiscale, molto peggiore rispetto a quella che è già, che non ha come scopo la tracciatura della moneta e che potrebbe non impedire affatto  l ‘evasione fiscale, ma bensì, sulla scorta di intendimenti delinquenziali imposti dal sistema finanziario che si è ‘bevuta’ l’equità da 50 anni almeno, spingere rapidissimamente ancora di più all’ impoverimento dell’intera collettività.
Pertanto senza un adeguato sistema di rimpiazzamento ‘monetario’, probabilmente ci troveremo, con una sorta di  un futuro ‘bancomat’, sistematicamente senza monete sopra, ancora più velocemente, perché prima che ci arriveranno le dette monete, esisterà una piovra assetata di sangue di vittime innocenti, che sono i cittadini, per cui si acuiranno le disuguaglianze sociali, creando un esercito di nuovi poveri tagliati fuori e per sempre, da ogni forma di autonoma  capacità di sopravvivenza.
Luigi Intorcia

 

APPELLO RIVOLTO A TUTTI I CITTADINI LIBERI

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APPELLO RIVOLTO A TUTTI I CITTADINI LIBERI

DICIAMO BASTA alle diseguaglianza sociali. Non è ammissibile che vi siano soggetti che intascano 25 – 30 mila euro netti al mese ed una moltitudine di persone che non riesce a mettere insieme pranzo e cena. Quale etica, quale senso morale, quale giustizia vi è in tutto ciò? Come non provare un moto di ribellione sociale, e smantellare tutto, quando 4,5 milioni di persone vivono in Italia sotto la soglia di povertà e altri 6 milioni gravitano vicino a quella soglia.

DICIAMO BASTA ad un sistema che annienta le fasce deboli della popolazione con vessazioni di ogni genere, mentre i finanzieri speculatori con un semplice clic al computer spostano masse enormi di capitali sottraendoli alla tassazione, finendo per gravare il peso fiscale solo sulla parte più povera della popolazione (operai, artigiani, piccoli imprenditori, famiglie etc.).

DICIAMO BASTA ad una informazione drogata e drogante che disorienta i cittadini creando convincimenti falsati in modo che i forti e i furbi siano lasciati di poter perseguire i propri affari impunemente.

DICIAMO BASTA al continuo salvataggio delle banche senza chiedere ai loro amministratori di pagare il prezzo dei loro errori, delle loro speculazioni e delle loro malefatte.

DICIAMO BASTA a questo smantellamento quotidiano della nostra Costituzione per assecondare un potere finanziario asfissiante.

DENUNCIAMO CON FORZA che dal 1992 ad oggi si è messo in moto un perverso disegno che attraverso una pervicace azione sulle tasse, sulle finanziarie, sulla moneta, sulla sovranità, sulla stessa legittimità costituzionale, usando in modo spregiudicato leggi, decreti, atti di governo, imponendo le regole neoliberiste dei mercati finanziari, intende perseguire come più ampio obiettivo la distruzione della democrazia e la schiavitù del popoli.

FERMIAMO questo scempio prima che sia troppo tardi. Occorrono azioni incisive, menti libere, aggregazioni non violente e democratiche capaci di sfidare questi bestiali poteri e ricondurre i nostri paesi, i nostri popoli, verso quelle libertà democratiche che tanto faticosamente sono state conquistate nel secolo scorso.

AGIAMO, per riportare la nostra Costituzione al suo disegno originario di libertà, democrazia, solidarietà.

PRETENDIAMO, la piena attuazione dell’art. 53 della Costituzione, i suoi principi di capacità contributiva e progressività quali baluardi forti contro la dispotica applicazione di folli imposizioni fiscali, contro l’impoverimento della popolazione, per il sostegno alla cultura, scuola, sanità, beni pubblici, lavoro, industria.

CHIEDIAMO, alle cittadine e ai cittadini di prendere con forza, con coraggio e determinazione, la strada indicataci dai Padri Costituenti, pretendendo la piena attuazione della Costituzione. Azione da portare avanti senza inutili fardelli ideologici e divisioni strumentali di parte ma con l’idea di appartenere ad una sola Comunità, quella nata dalla Resistenza e sancita nella Carta Costituzionale.

NOI CI SIAMO!

Luigi Intorcia e Alessandro Crociata

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Beni pubblici tra fruizione pubblica e sfruttamento privato

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Il luogo è uno dei più suggestivi della costa palermitana: lungomare di Barcarello – Sferracavallo. Ci troviamo all’interno della riserva marina di Capo Gallo.

Coloro che hanno avuto, e hanno, la fortuna di frequentare questa parte della costa, stretta tra Isola delle Femmine e Mondello, ben sa di quale bellezza possa essere in grado di donare la natura.

Buona parte di questa parte di costa non è stata toccata dalla edificazione selvaggia che ha visto altri tratti del litorale palermitano ormai definitivamente sfigurati. Neppure la selvaggia speculazione politica-affaristica-mafiosa degli anni ’60-’70 ha intaccato questo meraviglioso luogo.

Questo ci consente di avere un luogo “sano”, una natura per lunghi tratti incontaminati, ed è un miracolo se solo si pensa agli sfregi sorti tutto intorno, che hanno reso una città protesa sul mare quasi aliena, nemica delle sue coste.

In questo tratto di costa, direttamente sugli scogli del lungomare di Barcarello – Sferracavallo, oggi fa cattiva mostra di sé uno “stabilimento balneare”, realizzato su concessione della Capitaneria di Porto, che nel tempo è stato utilizzato quale spazio attrezzato per il bagno, nelle ore diurne, e discoteca all’aperto, nelle ore notturne.

L’impatto della struttura, per dimensioni e concreto uso che ne è stato fatto, è sempre stato insostenibile, lo è ancor di più oggi che la stessa struttura è stata abbandonata e giace lì in progressivo degrado.

L’impatto visivo e di inquinamento dei luoghi è di facile intuito.

Nel merito ci chiediamo il senso di consentire che tali opere siano ammesse in luoghi che dovrebbero essere di massima fruizione pubblica e fonte di sviluppo per tutta la comunità e non solo dei beneficiari di “concessioni demaniali”, per guadagni di alcuni soltanto (soliti noti?).

La Capitaneria di Porto di Palermo deve dare conto in modo trasparente degli oneri percepiti per la concessione demaniale. Oggi dei costi necessari per rimuovere la struttura abbandonata e per bonificare l’area. Deve poi spiegare perché la struttura sia rimasta montata per tanti anni e sia rimasta montata per l’intero anno solare, mentre è noto che esse vadano smontate alla fine della stagione balneare. Deve chiarire se sono state emesse sanzioni e/o provvedimenti e la loro esecuzione.

L’uso dei beni demaniali non può essere fonte di guadagno per pochi e di costi per la collettività. Quando è così si snatura il senso e la alta funzione di tali beni e si tradisce la nostra stessa Costituzione. La tradisce in quanto nel riconoscere la libera iniziativa economica e i beni privati la Carta fondamentale prevede la possibilità della loro funzionalizzazione a fini di utilità sociale, mentre qui si ribalta il principio e si prevede la funzionalizzazione dei beni pubblici a fini di speculazione privata. E questo è inammissibile.

Alessandro Crociata

(Il presente scritto è riferibile al suo autore, non rappresenta necessariamente le posizione di Democrazia in Movimento in quanto non espressamente discusso e votato. L’autore si assume responsabilità civile e penale di quanto nello scritto contenuto).

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DiM partecipa al Tavolo di Lavoro su Costituzione e Territorio Bene Comune.

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DiM partecipa al Tavolo di Lavoro su Costituzione e Territorio Bene Comune.

Democrazia in Movimento partecipa al Tavolo di Lavoro su Costituzione e Territorio Bene Comune degli Italiani, con la partecipazione e la disponibilità giuridica di Paolo Maddalena (vice Presidente emerito della Corte Costituzionale).

Democrazia in Movimento appoggia e partecipa a tutte le iniziative che intendono affermare i principi di sovranità popolare e opera per una piena e sostanziale applicazione della Costituzione, per troppo tempo disattesa nei suoi principi fondamentali.

La riforma elettorale dell’Italicum, già approvata, e quella della Costituzione, in via di approvazione, riducono fortemente la partecipazione popolare ai processi democratici del Paese e finiscono per esaltare la disaffezione delle cittadine e dei cittadini alla partecipazione già evidenziata con l’astensionismo delle tornate elettorali nazionali e locali.

Democrazia in Movimento ritiene che la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla vita delle Comunità locali e della stessa Comunità nazionale sia l’unico vero antidoto alle gravissime sperequazioni, diseguaglianze sociali, manifestazioni di corrutela, disgregazione sociale, che si stanno sviluppando in ogni settore, pubblico o privato, del Paese.

L’allontanamento delle cittadine e dei cittadini dalla vita politica democratica del Paese è il miglior regalo che si possa fare ai più forti, ai più furbi, a coloro che utilizzano le istituzioni per aumentare il già notevolissimi divario tra la parte più ricca e la stragrande maggioranza della popolazione.

La sovranità popolare, il suo democratico esercizio, non sono meri principi astratti, sono ciò che possono consentirci di recuperare quel divario di diseguaglianze che stanno spingendo tantissime italiane e italiani verso la miseria, verso condizioni di vita inaccettabili.

Domani 21 Novembre 2015 dalla ore 09,30 Democrazia in Movimento sarà presenteall’Hotel dei Congressi EUR Viale Shakespeare, 29, 00144 Roma e ci sarà in tutte le successive iniziative che si svilupperanno nei territori e nel Paese.

Democrazia in Movimento

 

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Difendiamo Telejato, presidio di libera informazione

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Difendiamo Telejato, presidio di libera informazione.

Telejato e Pino Maniaci rappresentano una voce libera e democratica, presidio nel territorio contro lo strapotere mafioso, subendo per le tante battaglie per la legalità minacce e aggressioni. Mai però si era temuta una sua chiusura.

Suona sinistro che si prospetti la sua chiusura oggi che Telejato conduce una durissima battaglia contro la c.d. “antimafia affaristica”, denunciata da Pino Maniaci, che ha visto di recente la sospensione dalle funzioni del Presidente delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo e la rinuncia agli incarichi da parte del decano degli amministratori giudiziari avv. Cappellano Seminara.

Abbiamo letto delle intercettazioni nelle quali il magistrato Saguto e l’ex prefetto di Palermo Cannizzo parlavano apertamente delle “poche ore rimaste a Telejato”. Se qualcuno pensasse di tradurre impunemente quelle parole in realtà, sappia che noi non lo permetteremo.

Domenica 15 novembre 2015 Pino Maniaci era con noi a ricordare a tutti che “La mafia non è mai stata onorevole”, oggi è il nostro momento di stare a fianco della libera informazione, di Pino Maniaci e di Telejato.

Democrazia in Movimento

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Analisi piramidale del conflitto in Siria

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Immagine tratta da http://www.limesonline.com/parigi-il-branco-di-lupi-lo-stato-islamico-e-quello-che-possiamo-fare

Il potere non e’ solo uno. In ogni decisione e in ogni conflitto si contrastano poteri diversi con la propria forza relativa. Ma il potere e’ strutturato in maniera complessa e spesso le forze in contrasto agiscono su livelli diversi.
Si puo’ tentare un’analisi dei conflitti seguendo la struttura piramidale dei poteri.
Si inizia con il livello base: quello in cui le forze in campo sono evidenti e in cui si possono analizzare i fatti nella loro sostanza. E’ il livello più semplice ma anche insidioso perchè occorre ricercare la realtà dei fatti, cosa non sempre semplice.
Il secondo livello è quello politico-sociale, in cui c’è lo scontro tra le forze politiche e le diverse componenti della società. E’ anch’esso un livello abbastanza evidente, ma occorre qui distinguere tra le varie propagande per cercare la verità.
Il terzo livello è quello geopolitico, in cui si scontrano i vari stati con le loro sfere di influenza e i loro interessi. E’ un livello non sempre evidente e occorre ragionare per capire i possibili interessi in gioco.
L’ultimo livello è quello sovranazionale, in cui agiscono le multinazionali ma anche i cosiddetti poteri forti, spesso nascosti. E’ il livello più difficile da comprendere perchè a questo livello le azioni sono di solito nascoste e dissimulate. E’ anche il livello piu’ delicato perche’ nell’analizzarlo bisogna cercare di evitare di essere tacciati di complottismo.

Nel caso della Siria a livello base la situazione è complessa:  la guerra civile contro Assad dura da anni e tra i ribelli anti Assad si è imposta l’ISIS che ha conquistato parte di IRAQ e Siria, controllando anche alcuni pozzi di petrolio. Alcuni stati, tra cui gli USA, stanno bombardando ISIS (maggiori dettagli nel livello geopolitico). L’ISIS è combattuto dall’esercito di Assad, dall’esercito dell’IRAQ e dai curdi (insieme a truppe dell’IRAN e di altri peasi arabi).
A livello politico sociale lo scontro è tra il governo di Assad e i ribelli, a cui si aggiungono i curdi che vorrebbero istaurare un loro stato indipendente e le truppe di IRAN e altri paesi arabi. Le diverse fazioni controllano diversi territori e ne conquistano o perdono di nuovi via via che il conflitto si evolve.
A livello geopolitico si vedono le responsabilità di USA e occidente, insieme ad Arabia Saudita ed altri stati islamici, che hanno finanziato i ribelli anti Assad, tra cui ISIS, e bombardano l’ISIS ma non i ribelli anti Assad, perchè vorrebbero rovesciare il governo di Assad, amico della Russia e nemico dell’Arabia Saudita. La Russia ha da poco iniziato a bombardare ISIS e ribelli anti Assad in supporto al governo siriano. La Turchia bombarda ISIS ma anche i curdi, perchè non vuole che si crei uno stato curdo.
A livello dei poteri forti, ovviamente tutto questo avvantaggia chi vende armi alle parti in guerra e chi specula magari sul petrolio e sul riciclaggio del denaro dell’ISIS. Gli attentati di Parigi contribuiscono ad alimentare il conflitto coinvolgendo l’Europa, che era restia ad intervenire, aumentando i guadagni derivando dall’uso delle armi. Rinsaldano inoltre i legami tra Europa ed USA, utili in vista del TTIP, anche se a questo punto potrebbero riaprire un dialogo con la Russia, per fare fronte comune contro ISIS. Che ci sia qualche evento in futuro per controbilanciare questo fatto e rinverdire il conflitto in Ucraina? Altro aspetto utile, per i poteri forti, degli attacchi di Parigi è la paura, che consentirà di instaurare ulteriori controlli sulle comunicazioni e limitazioni delle libertà.

Il presente scritto è riferito esclusivamente al suo autore, il quale si assume responsabilità   civile e penale dello stesso. Il contenuto non è stato sottoposto al voto degli associati DiM pertanto non necessariamente esprime le posizioni del Movimento. Viene pubblicato per alimentare il dibattito

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