Analisi piramidale del conflitto in Siria

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Immagine tratta da http://www.limesonline.com/parigi-il-branco-di-lupi-lo-stato-islamico-e-quello-che-possiamo-fare

Il potere non e’ solo uno. In ogni decisione e in ogni conflitto si contrastano poteri diversi con la propria forza relativa. Ma il potere e’ strutturato in maniera complessa e spesso le forze in contrasto agiscono su livelli diversi.
Si puo’ tentare un’analisi dei conflitti seguendo la struttura piramidale dei poteri.
Si inizia con il livello base: quello in cui le forze in campo sono evidenti e in cui si possono analizzare i fatti nella loro sostanza. E’ il livello più semplice ma anche insidioso perchè occorre ricercare la realtà dei fatti, cosa non sempre semplice.
Il secondo livello è quello politico-sociale, in cui c’è lo scontro tra le forze politiche e le diverse componenti della società. E’ anch’esso un livello abbastanza evidente, ma occorre qui distinguere tra le varie propagande per cercare la verità.
Il terzo livello è quello geopolitico, in cui si scontrano i vari stati con le loro sfere di influenza e i loro interessi. E’ un livello non sempre evidente e occorre ragionare per capire i possibili interessi in gioco.
L’ultimo livello è quello sovranazionale, in cui agiscono le multinazionali ma anche i cosiddetti poteri forti, spesso nascosti. E’ il livello più difficile da comprendere perchè a questo livello le azioni sono di solito nascoste e dissimulate. E’ anche il livello piu’ delicato perche’ nell’analizzarlo bisogna cercare di evitare di essere tacciati di complottismo.

Nel caso della Siria a livello base la situazione è complessa:  la guerra civile contro Assad dura da anni e tra i ribelli anti Assad si è imposta l’ISIS che ha conquistato parte di IRAQ e Siria, controllando anche alcuni pozzi di petrolio. Alcuni stati, tra cui gli USA, stanno bombardando ISIS (maggiori dettagli nel livello geopolitico). L’ISIS è combattuto dall’esercito di Assad, dall’esercito dell’IRAQ e dai curdi (insieme a truppe dell’IRAN e di altri peasi arabi).
A livello politico sociale lo scontro è tra il governo di Assad e i ribelli, a cui si aggiungono i curdi che vorrebbero istaurare un loro stato indipendente e le truppe di IRAN e altri paesi arabi. Le diverse fazioni controllano diversi territori e ne conquistano o perdono di nuovi via via che il conflitto si evolve.
A livello geopolitico si vedono le responsabilità di USA e occidente, insieme ad Arabia Saudita ed altri stati islamici, che hanno finanziato i ribelli anti Assad, tra cui ISIS, e bombardano l’ISIS ma non i ribelli anti Assad, perchè vorrebbero rovesciare il governo di Assad, amico della Russia e nemico dell’Arabia Saudita. La Russia ha da poco iniziato a bombardare ISIS e ribelli anti Assad in supporto al governo siriano. La Turchia bombarda ISIS ma anche i curdi, perchè non vuole che si crei uno stato curdo.
A livello dei poteri forti, ovviamente tutto questo avvantaggia chi vende armi alle parti in guerra e chi specula magari sul petrolio e sul riciclaggio del denaro dell’ISIS. Gli attentati di Parigi contribuiscono ad alimentare il conflitto coinvolgendo l’Europa, che era restia ad intervenire, aumentando i guadagni derivando dall’uso delle armi. Rinsaldano inoltre i legami tra Europa ed USA, utili in vista del TTIP, anche se a questo punto potrebbero riaprire un dialogo con la Russia, per fare fronte comune contro ISIS. Che ci sia qualche evento in futuro per controbilanciare questo fatto e rinverdire il conflitto in Ucraina? Altro aspetto utile, per i poteri forti, degli attacchi di Parigi è la paura, che consentirà di instaurare ulteriori controlli sulle comunicazioni e limitazioni delle libertà.

Il presente scritto è riferito esclusivamente al suo autore, il quale si assume responsabilità   civile e penale dello stesso. Il contenuto non è stato sottoposto al voto degli associati DiM pertanto non necessariamente esprime le posizioni del Movimento. Viene pubblicato per alimentare il dibattito

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