Archivio mensile:dicembre 2015

Il silenzio non è neutrale: è complice. Noi non saremo mai complici del disastro dell’Italia.

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Nei prossimi mesi il Parlamento sarà impegnato nella approvazione della riforma costituzionale. Questo dopo aver approvato la legge elettorale (Italicum)

Oltre 40 articoli della Costituzione saranno modificati, ben più del semplice superamento del bicameralismo perfetto.

Ai cittadini si dice che attraverso questa riforma sarà abolito il Senato e su questo si chiede e si chiederà il sostegno alla riforma costituzionale.

Non è vero. Non è vero che si abolisce il Senato. Non è vero che la riforma riguarda solo il superamento del bicameralismo perfetto.

Ci dicono e ci diranno che questa riforma serve all’Italia.

Per il bene dell’Italia? E avete bisogno di menzogne, avete bisogno di mentire?

A questi del bene dell’Italia non importa proprio nulla, non è questo che vogliono.

Questi vogliono solo più potere per fare quello che vogliono riducendo a semplice comparsa il dissenso, l’opposizione, il controllo sulle loro malefatte.

Del resto, gli stessi che se ne fregano dell’astensionismo, della disaffezione delle cittadine e cittadini alla vita pubblica, del popolo che diserta le elezioni, possono mai essere credibili quando dicono che vogliono riformare per il bene dell’Italia?

Allontanano le cittadine e i cittadini dalle urne, riducono la possibilità per tutti noi di dire la nostra, accentrano su di loro tutti i poteri: LO FANNO PER I LORO INTERESSI, SOLO PER I LORO INTERESSI.

Chi consente tutto questo non è neutrale, è complice. E’ assolutamente complice.

Noi di Democrazia in Movimento non saremo silenti, non saremo complici, contrasteremo con tutte le nostre forze le loro menzogne. Noi vogliamo l’attuazione della Costituzione, non regalare più potere a chi ci ha già fregato e ci fregherà di più in futuro.

NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE.

parlamento

LA TUTELA DEL RISPARMIO: OBBLIGO COSTITUZIONALE.

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L’art. 47 della Costituzione prevede espressamente: “1. la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. 2. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese“.

Un Governo incapace di tutelare il risparmio, di coordinare e controllare l’esercizio del credito, che non ha ben chiaro che favorire l’accesso del risparmio all’investimento azionario non significa trasformare le cittadine e i cittadini in “piccoli giocatori di borsa”, alle mercé delle fluttuazioni di mercato e dei giochi degli squali speculatori finanziari, è un governo che tradisce la Costituzione e che merita di essere cacciato.

L’accesso del risparmio all’investimento azionario è una forma di tutela del risparmio attraverso la partecipazione virtuosa alla crescita dei complessi produttivi del Paese.

Un popolo che non pretende l’attuazione della Sua Costituzione è un popolo che merita di essere truffato, un popolo senza dignità.

Noi pretendiamo l’attuazione della Costituzione, pretendiamo che chi non è in grado di tutelare il risparmio venga cacciato, che chi truffa sul risparmio delle cittadine e dei cittadini venga punito per attentato alla Costituzione.

Alessandro Crociata

 

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LA PARTECIPAZIONE QUALE RIMEDIO ALLE FREGATURE.

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Milioni di italiani che abitano nei centri storici, nelle zone residenziali, nelle periferie delle grandi città vivono in condominio.

Moltissimi italiani quando sentono parlare di condominio hanno immediate reazioni infastidite, pensando subito a questi spazi comuni quali luogo del forzoso saluto in ascensore a persone che vieppiù ci stanno sulle balle o alle “fastidiosissime” riunioni assembleari dove è sempre meglio delegare qualcun altro che “noi abbiamo di meglio da fare”.

Spesso ci si scaglia contro quei condomini che diligentemente fanno le pulci, verificano, controllano, l’operato delle amministrazioni condominiali perché sia mai che questo ci distolga dal nostro amato social, dalla TV o dal cazzeggio quotidiano.

Poi scopriamo che il condominio diventa il luogo delle fregature, dei soldi spariti, delle spese costruite ad arte da amministratori prezzolati con l’avallo di qualche condomino più furbo degli altri, di liti finite in Tribunale con spese per avvocati e condanne da ripartire, sprechi, lavori non fatti o fatti male, lavori fatti pur quando non necessari. In definitiva il primo luogo di dissanguamento delle nostre già scarse finanze che a volte nemmeno le tasse ed Equitalia.

A ben vedere la “vita in condominio” è una metafora del più ampio vivere in “Comunità” ed è rappresentazione evidente di un Paese che non riesce a far funzionare i “piccoli” luoghi centro della nostra vita quotidiana e, dunque, figurarsi le città e il Paese nel suo complesso.

Che vuol dire questo?

Il Condominio è il luogo più prossimo, più vicino, alla nostra vita più intima, quella familiare. Il Condominio è una parte della abitazione. Dovremmo quindi sentirlo luogo fondamentale della nostra azione, della nostra attenzione, della nostra volontà di renderlo luogo accogliente e funzionale. Del resto è quel luogo dove noi abbiamo diritto a partecipare direttamente, a dire la nostra, ad influire sulle decisioni che vengono assunte dall’assemblea. Quel luogo dove la delega è una possibilità, ma non una necessità.

Invece niente. tranne, come detto, pagarne poi le conseguenze.

Questo disinteresse è il medesimo che si manifesta nella “vita pubblica”, tranne poi anche qui pagarne le conseguenze a causa di politici inetti o farabutti, di decisioni prese per garantire alcuni furbi e non quelli della collettività. Tranne poi lamentarsi nei social per questo disinteresse o per i regali a banche e gruppi finanziari.

I Padri Costituenti avevano ben chiaro tutto questo e indicavano la partecipazione quale strumento per perseguire il bene della collettività e, in definitiva, il bene di ciascuno di noi.

La soddisfazione dei bisogni della collettività, di tutti noi, abbisogna di partecipazione e condivisione, di idee e progetti, di solidarietà; se solo ci si fermasse un attimo a riflettere sui vantaggi che ne potrebbero scaturire a fronte di quello che nell’immediato sembra “una rottura di scatole”, questo Paese potrebbe avere una speranza per il futuro.

Ma il degrado dei nostri condomini (fisico e di qualità della vita) è il medesimo dell’intero Paese, e tutto questo non è colpa del destino cinico e baro, bensì diretta responsabilità di ciascuno di noi, del nostro disinteresse, del perseguimento del bisogno immediato anche a fronte di pagarne prezzi altissimi successivamente.

Fino a quando non comprenderemo tutto questo resteremo in balia di amministratori prezzolati nei nostri condomini e di politici prezzolati nella gestione della cosa pubblica; resteremo in balia dei forti e furbi nei nostri condomini e “interessi forti” nella nostra vita sociale. Ci saranno altri che decideranno per noi e noi saremmo poi chiamati a pagarne prezzi e conseguenze.

Ma in questo caso almeno dovremmo avere la dignità di ammettere che le fregature non sono dovute solo ad amministratori di condominio e politici prezzolati, a condomini e poteri finanziari che decidono per noi, ai furbi e ai corrotti, ma dovremmo ammettere che questo è dovuto soprattutto alla nostra stupidità, alla nostra condotta, al fatto che permettiamo tutto questo attraverso la nostra assenza.

E non abbiamo scuse, perché se è vero che nella cosa pubblica dobbiamo delegare, nella gestione dei condomini non abbiamo obbligo di delega, così non è colpa di coloro che deleghiamo se questo Paese è al collasso è colpa di tutti coloro che pur potendo non partecipano. Se no avremmo dei condomini perfetti e invece sappiamo che fanno pena tanto quanto fa pena l’intero Paese.

In conclusione chi non partecipa è causa del problema, è il problema. Noi di Democrazia in Movimento abbiamo ben presente tutto questo, per questo riteniamo la partecipazione strumento decisivo per il bene di tutta la collettività.

Alessandro Crociata

(Il presente scritto è riferibile al suo autore, che ne assume responsabilità, ed è pubblicato per alimentare il dibattito).

(foto tratta dal web)

condominio

La tutela dei minori: tra effettività e speculazione politica.

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Alcune trasmissioni televisive si sono occupate del collocamento dei minori nelle comunità, evidenziando aspetti di forti criticità relativi al business che ne deriverebbe.

Polemica rilanciata anche da Matteo Salvini, il quale ha chiesto una commissione di inchiesta sulle cc.dd. “case famiglia”.

La tutela dei minori è fondamentale obbligo di uno Stato che ha ben presenti i suoi doveri costituzionali. La materia, comunque, non può essere affrontata con facili sensazionalismi o speculazioni politiche, bensì con estremo rigore e serietà.

In questi giorni è stato pubblicato un report dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza: “La tutela dei minorenni in comunità, la prima raccolta dati sperimentale elaborata con le procure della Repubblica presso i Tribunali per i Minorenni“. Utile strumento per i dati raccolti e contemporaneamente evidente segnale delle enormi disfunzioni e inefficienze in un ambito così delicato quale l’intervento dello Stato nella tutela dei minorenni.

Il primo dato che risulta è il numero dei minorenni collocati in comunità: circa 19.000, dei quali circa il 43% minorenni stranieri non accompagnati.

L’altro dato che risulta evidente è che nei decenni da quando si sono attivati gli strumenti di tutela dei minorenni si è proceduto senza alcuna seria raccolta dei dati relativi agli interventi, alle modalità, ai tempi, etc. Infatti quello realizzato dall’Autorità Garante è il primo tentativo di raccolta dati al netto delle esperienze sporadiche di alcune procure sparse nel territorio (ben poche in verità).

Un dato che l’Autorità Garante offre come positivo – la collaborazione volontaristica delle procure – in realtà evidenzia un forte motivo di preoccupazione: in un ambito così delicato e gravido di conseguenze per le famiglie nei decenni si è proceduto in modo caotico, disarticolato, in assenza di alcun monitoraggio, con evidente lassismo come prova il fatto che le stesse comunità spesso tardano nel compilare e inviare dati per i quali sarebbero obbligati per legge.

In questo contesto,dunque, è ben possibile che si siano avute, e si hanno, disfunzioni e abusi tendenti a trasformare  un istituto di fondamentale importanza per la tutela dei minorenni in lucro speculativo.

I pur preziosi dati raccolti dall’Autorità evidenziano un ulteriore grave deficit conoscitivo che va immediatamente colmato: ossia il grado di efficienza che il “sistema” offre nella tutela dei minorenni e nel supporto offerto alla loro armonica crescita. In altri termini, in che misura questo intervento si pone quale strumento che assicuri ai minorenni quelle tutele negate nelle famiglie di origine o a coloro che sono privi di tali famiglie (come nel caso dei minorenni stranieri non accompagnati)? Quale l’effetto dell’intervento dello Stato nelle sue diverse articolazioni sui minorenni divenuti adulti o ritornati nelle famiglie dalle quali erano stati allontanati?

Ulteriore lacuna nel report della Autorità è quello relativo al tempo di collocamento in comunità. Infatti, nel report sono riportati i dati relativi al tempo di collocamento nelle comunità, ma non degli interventi eseguiti durante questo tempo. Aspetto questo di fondamentale importanza per evitare l’effetto “parcheggio” del minore. Dati che abbisognano di un lavoro di “rete” tra tutti gli operatori (tribunali, procure, servizi sociali, operatori comunità, etc.), del tutto lacunoso allo stato.

In conclusione, il lavoro svolto dalla Autorità Garante è importante perché offre spunti conoscitivi necessari se si vuole trattare la materia con serietà e rigore. Deve diventare buona pratica per tutti la conoscenza dei dati per poter intervenire sulle enormi disfunzioni con efficacia ed efficienza. Lo deve diventare soprattutto per coloro che intendono fare politica seriamente con occhio rigoroso e volontà di risolvere i problemi, non di abbaiare alla luna per sollecitare il facile consenso demagogico.

Per chi vuole approfondire di seguito il link:

http://garanteinfanzia.s3-eu-west-1.amazonaws.com/s3fs-public/La%20tutela%20dei%20minorenni%20in%20comunit%C3%A0.pdf

Alessandro Crociata

(il presente scritto è riferibile al suo autore, del quale assume responsabilità, ed è pubblicato per alimentare il dibattito).

 

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