La tutela dei minori: tra effettività e speculazione politica.

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Alcune trasmissioni televisive si sono occupate del collocamento dei minori nelle comunità, evidenziando aspetti di forti criticità relativi al business che ne deriverebbe.

Polemica rilanciata anche da Matteo Salvini, il quale ha chiesto una commissione di inchiesta sulle cc.dd. “case famiglia”.

La tutela dei minori è fondamentale obbligo di uno Stato che ha ben presenti i suoi doveri costituzionali. La materia, comunque, non può essere affrontata con facili sensazionalismi o speculazioni politiche, bensì con estremo rigore e serietà.

In questi giorni è stato pubblicato un report dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza: “La tutela dei minorenni in comunità, la prima raccolta dati sperimentale elaborata con le procure della Repubblica presso i Tribunali per i Minorenni“. Utile strumento per i dati raccolti e contemporaneamente evidente segnale delle enormi disfunzioni e inefficienze in un ambito così delicato quale l’intervento dello Stato nella tutela dei minorenni.

Il primo dato che risulta è il numero dei minorenni collocati in comunità: circa 19.000, dei quali circa il 43% minorenni stranieri non accompagnati.

L’altro dato che risulta evidente è che nei decenni da quando si sono attivati gli strumenti di tutela dei minorenni si è proceduto senza alcuna seria raccolta dei dati relativi agli interventi, alle modalità, ai tempi, etc. Infatti quello realizzato dall’Autorità Garante è il primo tentativo di raccolta dati al netto delle esperienze sporadiche di alcune procure sparse nel territorio (ben poche in verità).

Un dato che l’Autorità Garante offre come positivo – la collaborazione volontaristica delle procure – in realtà evidenzia un forte motivo di preoccupazione: in un ambito così delicato e gravido di conseguenze per le famiglie nei decenni si è proceduto in modo caotico, disarticolato, in assenza di alcun monitoraggio, con evidente lassismo come prova il fatto che le stesse comunità spesso tardano nel compilare e inviare dati per i quali sarebbero obbligati per legge.

In questo contesto,dunque, è ben possibile che si siano avute, e si hanno, disfunzioni e abusi tendenti a trasformare  un istituto di fondamentale importanza per la tutela dei minorenni in lucro speculativo.

I pur preziosi dati raccolti dall’Autorità evidenziano un ulteriore grave deficit conoscitivo che va immediatamente colmato: ossia il grado di efficienza che il “sistema” offre nella tutela dei minorenni e nel supporto offerto alla loro armonica crescita. In altri termini, in che misura questo intervento si pone quale strumento che assicuri ai minorenni quelle tutele negate nelle famiglie di origine o a coloro che sono privi di tali famiglie (come nel caso dei minorenni stranieri non accompagnati)? Quale l’effetto dell’intervento dello Stato nelle sue diverse articolazioni sui minorenni divenuti adulti o ritornati nelle famiglie dalle quali erano stati allontanati?

Ulteriore lacuna nel report della Autorità è quello relativo al tempo di collocamento in comunità. Infatti, nel report sono riportati i dati relativi al tempo di collocamento nelle comunità, ma non degli interventi eseguiti durante questo tempo. Aspetto questo di fondamentale importanza per evitare l’effetto “parcheggio” del minore. Dati che abbisognano di un lavoro di “rete” tra tutti gli operatori (tribunali, procure, servizi sociali, operatori comunità, etc.), del tutto lacunoso allo stato.

In conclusione, il lavoro svolto dalla Autorità Garante è importante perché offre spunti conoscitivi necessari se si vuole trattare la materia con serietà e rigore. Deve diventare buona pratica per tutti la conoscenza dei dati per poter intervenire sulle enormi disfunzioni con efficacia ed efficienza. Lo deve diventare soprattutto per coloro che intendono fare politica seriamente con occhio rigoroso e volontà di risolvere i problemi, non di abbaiare alla luna per sollecitare il facile consenso demagogico.

Per chi vuole approfondire di seguito il link:

http://garanteinfanzia.s3-eu-west-1.amazonaws.com/s3fs-public/La%20tutela%20dei%20minorenni%20in%20comunit%C3%A0.pdf

Alessandro Crociata

(il presente scritto è riferibile al suo autore, del quale assume responsabilità, ed è pubblicato per alimentare il dibattito).

 

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