LA PARTECIPAZIONE QUALE RIMEDIO ALLE FREGATURE.

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Milioni di italiani che abitano nei centri storici, nelle zone residenziali, nelle periferie delle grandi città vivono in condominio.

Moltissimi italiani quando sentono parlare di condominio hanno immediate reazioni infastidite, pensando subito a questi spazi comuni quali luogo del forzoso saluto in ascensore a persone che vieppiù ci stanno sulle balle o alle “fastidiosissime” riunioni assembleari dove è sempre meglio delegare qualcun altro che “noi abbiamo di meglio da fare”.

Spesso ci si scaglia contro quei condomini che diligentemente fanno le pulci, verificano, controllano, l’operato delle amministrazioni condominiali perché sia mai che questo ci distolga dal nostro amato social, dalla TV o dal cazzeggio quotidiano.

Poi scopriamo che il condominio diventa il luogo delle fregature, dei soldi spariti, delle spese costruite ad arte da amministratori prezzolati con l’avallo di qualche condomino più furbo degli altri, di liti finite in Tribunale con spese per avvocati e condanne da ripartire, sprechi, lavori non fatti o fatti male, lavori fatti pur quando non necessari. In definitiva il primo luogo di dissanguamento delle nostre già scarse finanze che a volte nemmeno le tasse ed Equitalia.

A ben vedere la “vita in condominio” è una metafora del più ampio vivere in “Comunità” ed è rappresentazione evidente di un Paese che non riesce a far funzionare i “piccoli” luoghi centro della nostra vita quotidiana e, dunque, figurarsi le città e il Paese nel suo complesso.

Che vuol dire questo?

Il Condominio è il luogo più prossimo, più vicino, alla nostra vita più intima, quella familiare. Il Condominio è una parte della abitazione. Dovremmo quindi sentirlo luogo fondamentale della nostra azione, della nostra attenzione, della nostra volontà di renderlo luogo accogliente e funzionale. Del resto è quel luogo dove noi abbiamo diritto a partecipare direttamente, a dire la nostra, ad influire sulle decisioni che vengono assunte dall’assemblea. Quel luogo dove la delega è una possibilità, ma non una necessità.

Invece niente. tranne, come detto, pagarne poi le conseguenze.

Questo disinteresse è il medesimo che si manifesta nella “vita pubblica”, tranne poi anche qui pagarne le conseguenze a causa di politici inetti o farabutti, di decisioni prese per garantire alcuni furbi e non quelli della collettività. Tranne poi lamentarsi nei social per questo disinteresse o per i regali a banche e gruppi finanziari.

I Padri Costituenti avevano ben chiaro tutto questo e indicavano la partecipazione quale strumento per perseguire il bene della collettività e, in definitiva, il bene di ciascuno di noi.

La soddisfazione dei bisogni della collettività, di tutti noi, abbisogna di partecipazione e condivisione, di idee e progetti, di solidarietà; se solo ci si fermasse un attimo a riflettere sui vantaggi che ne potrebbero scaturire a fronte di quello che nell’immediato sembra “una rottura di scatole”, questo Paese potrebbe avere una speranza per il futuro.

Ma il degrado dei nostri condomini (fisico e di qualità della vita) è il medesimo dell’intero Paese, e tutto questo non è colpa del destino cinico e baro, bensì diretta responsabilità di ciascuno di noi, del nostro disinteresse, del perseguimento del bisogno immediato anche a fronte di pagarne prezzi altissimi successivamente.

Fino a quando non comprenderemo tutto questo resteremo in balia di amministratori prezzolati nei nostri condomini e di politici prezzolati nella gestione della cosa pubblica; resteremo in balia dei forti e furbi nei nostri condomini e “interessi forti” nella nostra vita sociale. Ci saranno altri che decideranno per noi e noi saremmo poi chiamati a pagarne prezzi e conseguenze.

Ma in questo caso almeno dovremmo avere la dignità di ammettere che le fregature non sono dovute solo ad amministratori di condominio e politici prezzolati, a condomini e poteri finanziari che decidono per noi, ai furbi e ai corrotti, ma dovremmo ammettere che questo è dovuto soprattutto alla nostra stupidità, alla nostra condotta, al fatto che permettiamo tutto questo attraverso la nostra assenza.

E non abbiamo scuse, perché se è vero che nella cosa pubblica dobbiamo delegare, nella gestione dei condomini non abbiamo obbligo di delega, così non è colpa di coloro che deleghiamo se questo Paese è al collasso è colpa di tutti coloro che pur potendo non partecipano. Se no avremmo dei condomini perfetti e invece sappiamo che fanno pena tanto quanto fa pena l’intero Paese.

In conclusione chi non partecipa è causa del problema, è il problema. Noi di Democrazia in Movimento abbiamo ben presente tutto questo, per questo riteniamo la partecipazione strumento decisivo per il bene di tutta la collettività.

Alessandro Crociata

(Il presente scritto è riferibile al suo autore, che ne assume responsabilità, ed è pubblicato per alimentare il dibattito).

(foto tratta dal web)

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