RIFLETTI ED INVITA ALLA RIFLESSIONE.

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RIFLETTI E INVITA ALLA RIFLESSIONE.
 
Un tempo i cittadini si recavano in massa alle urne, partecipavano alle attività dei grandi e piccoli partiti, si sceglievano i propri rappresentanti in proporzione alle loro forze e avevano politici del calibro di Pertini, Dossetti, La Pira, Einaudi, Ingrao, Berlinguer, Moro, De Gasperi, Nenni, Calamandrei.
Quei politici in quel tempo e con questa Costituzione hanno trasformato l’Italia da un Paese agricolo ed arretrato nella quinta potenza industriale al mondo con ritmi di crescita che ci hanno reso leader mondiali in settori strategici. Un tempo avevamo il controllo delle nostre scelte e quei politici concorrevano a creare una Europa tra pari per creare benessere e pace.
 
Oggi la maggioranza dei cittadini non si reca più alle urne, non partecipa più alla vita politica, del tutto delegata a segretari e proprietari di partito, non sceglie più i propri rappresentanti, ormai decisi dalle segreterie dei partiti e imposti agli elettori (quei pochi rimasti), e abbiamo politici del calibro di Scilipoti, Razzi, Sibilia, Orfini, Boschi, Renzi, Gelmini, Brunetta, Salvini.
 
Oggi l’Italia è in piena crisi economica, ha smantellato quasi del tutto le proprie industrie e quelle poche rimaste sono ormai controllate da capitali stranieri.  Oggi le scelte sono state svendute ad un gruppo di burocrati che tutelano gli interessi dei grandi gruppi finanziari e l’Europa è diventata un luogo dal quale fuggire.
Un tempo Napolitano era un nano accanto a dei giganti, oggi si presenta come un gigante accanto a dei nani.
 
Non è vero che il problema è il bicameralismo.
Non è vero che il problema è la governabilità.
Non ci prendete in giro, non ci caschiamo.
Il problema siete voi, solo voi. Siete inadeguati e lo siete perché vi scegliete tra di voi, vi supportate a vicenda per i vostri sporchi affari ed interessi. Per ottenere questo avete allontanato i cittadini dalla politica attiva, ci avete fatto credere che era inutile partecipare, votare, decidere, che voi eravate in grado di farlo per noi, per tutti noi.
Oggi volete ancora più potere per soddisfare i vostri interessi e di quelli che vi finanziano.
No il problema non è bicameralismo e non è la governabilità.
Il problema siamo noi che vi consentiamo tutto questo, che accettiamo tutto questo, nonostante l’evidenza della vostra inadeguatezza, della vostra furbizia a nostro danno.
E’ ora di dire BASTA. Non vi daremo altro potere, non vi cederemo altri pezzi della Sovranità. Questa appartiene solo al popolo il quale ha il dovere di esercitarlo per il bene di tutta la Comunità.
Diciamo no alla riforma Costituzionale Renzi – Boschi,  pretendiamo di riprenderci la Sovranità; riprendiamoci la partecipazione, le scelte, le lotte per i diritti e l’osservanza dei doveri.
Scegliamo di nuovo giganti a rappresentarci e mandiamo questi nani dove meritano di stare.
Alessandro Crociata
(questo scritto è riferibile al suo autore, il quale se ne assume responsabilità, e viene pubblicato al fine di alimentare il dibattito).
parlamento

 

2 pensieri su “RIFLETTI ED INVITA ALLA RIFLESSIONE.

  1. I proclami, gli allarmi, i lamenti, le invettive hanno accompagnato negli anni il degrado ed il declino del Paese a fronte delle malefatte e malpensate della casta, mentre la fiducia della Cittadinanza nella classe dirigente, scendeva progressivamente sino al livello del 3-5%.

    Negli anni non siamo stati capaci di dare forza e vitalità ad un Progetto Operativo capace di convogliare quel malcontento generale in una “ribellione costruttiva” nel nome e nel segno di quella Costituzione che adesso corre gravi pericoli, e del cui destino siamo ulteriormente preoccupati.

    Destino che si vuole appeso al risultato di un referendum che gli stessi massimi promotori e sostenitori definiscono “difficilissimo” e quindi a rischio di consacrare il renzismo per volontà popolare referendaria, nel caso passasse la conferma.

    Credo che sia ancora possibile nei 3/4 mesi che ci restano, scongiurare quel rischio attivando quel 95% di Cittadinanza attorno ad Progetto Operativo di Ribellione Costruttiva che pure esiste, avallato da importanti personalità, ma mai adottato operativamente.

    Nulla meglio di esso potrà produrre quella confederazione che si sta cercando di realizzare tra le moltissime entità che si rifanno alla Costituzione. Progetto che diverrebbe un collettore spontaneo naturale scontato di ogni entità rivolta alla salvaguardia della Costituzione e della qualità della nostra Democrazia.

    Nulla megio di esso saprà trarre forza e coesione da quel 95% per arrestare degrado e declino e avviare quel ricambio qualitativo del personale delegato alla conduzione del Paese e del suo Popolo.

    Solo di fronte ad un Progetto Operativo che si avvii, con l’entusiasmo di chi costruisce un nuovo futuro, cadranno le divisioni, i muri, i personalismi, le gelosie e invidie che ci dividono in mille entità troppo deboli e quindi destinate a soccombere nel perenne impari duello col potere, come sempre unito nel suo dispotismo, pur sotto diverse bandiere.

    “Sovranità Popolare REALIZZATA, non solo enunciata, per il cambiare il futuro del Paese, esercitando direttamente la Costituzione, restituendole autorità e autorevolezza, blindando il suo Spirito Originale ed Autentico!”

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