Archivio mensile:febbraio 2016

Lo sport preferito dei furbi d’Italia? A loro gli onori, a noi lacrime e sangue.

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Televisione di Stato (sarebbe meglio dire di regime) e giornali in queste ore stanno facendo da megafono alla (insulsa) candidatura dell’Italia per le olimpiadi del 2024.

Secondo il dossier presentato sarà una imperdibile occasione di sviluppo e crescita economica.

Di questo siamo tutti sicuri: saranno occasione di crescita e di sviluppo economico. Il punto è: per chi?

Di solito crescono i conti bancari di affaristi, speculatori, tangentisti, corruttori, corrotti e affini.

Di solito finisce con la privatizzazione dei guadagni (e degli onori) e la collettivizzazione dei costi e delle perdite.

Ancora oggi noi tutti paghiamo le scellerate conseguenze dei mondiali di calcio ’90, mentre chi organizzò quei mondiali gode degli onori e degli allori della pubblicità che ne derivarono (Cordero di Montezemolo).

E’ giunta l’ora di invertire la tendenza.

Queste olimpiadi sono volute dai Renzi, dai Cordero di Montezemolo, dai Malagò, dai Mattarella; certo non sono volute dal popolo, certo il popolo non vuole pagare miliardi di euro per una olimpiade quando tolgono le pensioni di reversibilità alle vecchiette e raschiano il fondo del barile per raccattare soldi (vedi vicenda RAI e bollette della luce).

E allora che siano questi signori a rischiare con i loro patrimoni. Le olimpiadi siano pagate per intero con fondi privati. Però non con i soldi delle banche (che alla fine sono sempre soldi nostri), con i fondi a loro disposizione se ne hanno. Con i soldi delle tante società di cui sono amministratori delegati. Lo Stato non deve pagare nemmeno un euro.

Del resto ci ripetono continuamente che il privato è meraviglioso, e allora dimostrino questi signori che sono in grado con i loro soldi di organizzare una olimpiade.

Poi se l’olimpiade sarà un successo saremo noi popolo a prenderci il merito e gli onori.

Per una volta invertiamo la tendenza. Vediamo se questi saranno ancora così convinti di farla questa idiozia dell’olimpiade 2014 a Roma.

Alessandro Crociata

(L’articolo è riferibile esclusivamente al suo autore e non è espressione di Democrazia in Movimento, in quanto non è stato sottoposto secondo le regole interne. E’ pubblicato per alimentare il dibattito).

http://www.repubblica.it/sport/vari/2016/02/17/news/roma_2024_presentazione_dossier-133604142/

Le carceri colabrodo. Un sistema allo sbando.

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L’evasione dal carcere Rebibbia di Roma di due pluriomicidi rende sempre più evidente la fallimentare gestione dei servizi penitenziari.

I sindacati degli agenti penitenziari da tempo evidenziano gravissime carenze di organico, disorganizzazione dei servizi penitenziari, sovraffollamento.

In queste condizioni le carceri non possono assolvere alle funzioni loro affidate dalla Costituzione e dall’ordinamento penitenziario.

Soltanto episodicamente, ossia in occasione di condanne per il sovraffollamento, di suicidi di agenti di polizia penitenziaria e detenuti, o – come nel caso odierno – di evasioni eccellenti, il pianeta carcere diventa oggetto di veloce e distratta attenzione per ripiombare subito dopo nel dimenticatoio delle cose non rilevanti.

Tutto questo è intollerabile, occorre intervenire immediatamente e trovare le necessarie risorse in termini economici, di personale, di strutture, per rendere le carceri italiane quei centri che possano assicurare la certezza della pena e la funzione rieducativa indicata dalla Costituzione e dall’ordinamento penitenziario.

Ministro e dirigenti del ministero della Giustizia facciano quanto devono oppure si dedichino ad altro, lasciando gli incarichi a chi vuole realmente intervenire in modo efficace sul sistema penitenziario.

Democrazia in Movimento

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