La giustizia è lenta mentre le balle di Renzi sono velocissime.

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Dire che noi abbiamo attaccato la magistratura non fa i conti con la realtà, non è accaduto, non la sfido, io ho chiesto di andare a sentenza, io ho detto che il centrodestra era quello del legittimo impedimento, noi siamo quelli che chiedono di fare velocemente i processi“.

Fare presto i processi, questo dice Renzi. Accidenti, come non essere d’accordo?

Il punto è che questa non è una frase detta in uno dei tanti bar che si trovano all’interno dei Tribunali, detta da avventori che subiscono le lungaggini processuali sulla loro pelle non avendo possibilità alcuna di incidere sulle stesse. Sono frasi dette dall’attuale Presidente del Consiglio (che, per quanto abusivo sia, è pur sempre il capo del governo in carica).

Senza volerci spendere in sofisticate analisi alcuni dati rendono evidente quanto strumentali siano le parole di Renzi.

Cominciamo con il dire che se volessimo sapere quanti sono i processi pendenti in Italia, dovremmo fermarci alle statistiche del 2012 pubblicate nel sito del Ministero della Giustizia. E oggi siamo nel 2016. Alla faccia dell’attenzione per la giustizia. Per approfondire: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14.wp?selectedNode=0_10

Evidenziamo poi che l’ultimo reclutamento di personale nelle cancellerie dei tribunali ormai risale a circa 16 anni fa. Il che significa che al netto di chi nel frattempo non è più in servizio, oggi abbiamo notevoli carenze di organico.

Inoltre, ormai la giustizia è affidata per buona parte a magistrati precari, scelti con criteri non trasparenti, fuori dalla selezione concorsuale, pagati a cottimo, ossia: giudici onorari di tribunale, vice procuratori onorari, giudici di pace.

Questi ormai rappresentano circa il 60% dell’intera magistratura in servizio. I dati tratti dal sito del CSM ci dicono, infatti, che ci sono:

a) 8756 magistrati togati in servizio (ossia che hanno vinto un concorso e hanno fatto l’uditorato). Di questi, 6457 sono assegnati alla funzione giudicante (ossia quelli che decidono le cause) e 2193 alla funzione requirente (ossia i pubblici ministeri).

b) 5501 magistrati onorari. Di questi, 1507 sono giudici di pace, 2187 giudici onorari di tribunale (che decidono le cause), 1807 vice procuratori onorari (che svolgono le funzioni di udienza al posto dei pubblici ministeri o trattano i c.d. affari semplici).

La giustizia italiana è in gran parte amministrata da personale (GOT e VPO) che “guadagna” circa 98 euro ad udienza, ossia circa 800 euro al mese. Senza alcuno dei benefici che spettano ai lavoratori (articolo 4 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 273). Ovvero guadagna a cottimo (per ogni singola attività eseguita) come accade per i giudici di pace (articoli 11 e 15, comma 2 bis e 2 ter, della legge 21 novembre 1991, n. 374).

La giustizia italiana è questa e siamo in presenza di un vero e proprio disastro a vantaggio di corrotti, corruttori, ladri, truffatori, furbi, potenti che possono permettersi le migliori difese e compagnia cantando; e per converso, a danno dei più indifesi, dei più deboli, di chi alla fine viene soltanto stritolato dal sistema.

Basta questo per comprendere quanto false, strumentali, opportunistiche siano le parole di Renzi. E ci sarebbe molto altro da dire sullo sfascio della giustizia italiana.

Il fatto che chi menta così spudoratamente chieda maggiori poteri ci allarma parecchio. Occorre fermarlo, occorre vada a casa insieme alla sua corte e che, finalmente, si rimetta la scelta dei parlamentari e dei governanti al popolo sovrano con una legge veramente democratica e rispettosa della costituzione.

Alessandro Crociata

(Democrazia in Movimento – Palermo)

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