Archivio mensile:gennaio 2017

Prima che sia troppo tardi, discutiamo di questa Unione Europea e di questo Euro.

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L’Unione Europea e l’Euro sono in fase di implosione.
Il divario tra i paesi del nord Europa, come la Germania, e quelli mediterranei, come l’Italia, sta raggiungendo livelli ormai insostenibili.
Possiamo lasciare questo percorso verso il suo destino autodistruttivo, possiamo lasciarlo in mano ai gruppi xenofobi che si stanno rinforzando in tutta Europa sotto forma di finto nazionalismo, oppure possiamo con serietà, senso di responsabilità, visione per il futuro di progresso dei popoli europei, rimettere in discussione in radice quanto fatto fino ad oggi e ripensarlo su basi completamente diverse.
Nazionalità e nazionalismo non sono la stessa cosa.
Europa dei popoli ed Europa finanziaria non sono la stessa cosa.
La costruzione keynesiana della nostra Costituzione non è la stessa cosa della costruzione ordoliberista della Unione Europea e dell’Euro.
Noi di Democrazia in Movimento apriamo un serio dibattito su questi aspetti, senza pregiudiziali, senza le urla scomposte che accompagnano alcuni dibattiti degli oltranzisti europeisti e antieuropeisti, al fine dare una speranza al nostro Paese e in definitiva all’Europa stessa, che non necessariamente deve coincidere con l’Unione Europea e con l’Euro.
Invitiamo a partecipare al dibattito, prima che sia troppo tardi.

Democrazia in Movimento
www.democraziainmovimento.org

LA SENTENZA SULL’ITALICUM NON CI CONVINCE DEL TUTTO.

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La Corte Costituzionale si è pronunciata sull’Italicum dichiarando la incostituzionalità del premio di maggioranza assegnato con il ballottaggio e la possibilità di scelta rimessa ai capilista eletti in più collegi.

Resta il premio di maggioranza assegnato alla lista che ottiene almeno il 40% dei voti validi.

Questa pronuncia archivia definitivamente il progetto di governabilità delineato dal governo Renzi con l’avallo del Presidente Napolitano. Progetto che poggiava sulle due gambe della riforma costituzionale e della riforma elettorale (V. discorso di Renzi al Senato del 24.2.2014).

Detto questo, il mantenimento del sistema premiale al primo turno non ci soddisfa in quanto consente una grave distorsione del sistema rappresentativo, assegnando alla lista che dovesse superare anche di un solo voto la soglia del 40% dei voti validi ben 340 seggi, con un premio del 15%.

Questo sacrificio alla piena rappresentanza è irragionevole anche alla luce dei dettami della sentenza della stessa Corte 1/2014, laddove si ammette di poter sacrificare (in parte) il principio di rappresentanza solo per conseguire “la formazione di una adeguata maggioranza parlamentare, allo scopo di garantire la stabilità del governo del Paese e di rendere più rapido il processo decisionale”.

A ben vedere i sistemi elettorali conseguenti per il Senato dalla sentenza 1/2014 e per la Camera dei Deputati dalla sentenza del 25.1.2017 denotano una sostanziale difformità che impediranno nei fatti di conseguire la “stabilità del governo del Paese e di rendere più rapido il processo decisionale”, pertanto vengono a mancare quei requisiti di “proporzionalità”, “ragionevolezza” e “bilanciamento degli interessi” al cui concorrere solo è legittimo sacrificare (parte) della “rappresentanza”, espressione della sovranità popolare come prevista all’art. 1 Cost.

La difformità dei sistemi elettorali, del resto, è frutto di una specifica volontà del Parlamento a guida renziana, laddove ha deciso di limitare l’intervento della riforma elettorale solo alla Camera e non al Senato, nella arrogante quanto velleitaria convinzione di poter vincere il referendum costituzionale che vedeva la trasformazione del Senato in organo non più elettivo.

In conclusione, la Corte ha inferto un ulteriore colpo mortale alla governabilità renziana, ossia quel sistema in cui ci deve essere sempre e comunque un vincitore che prende il banco e con esso tutti i poteri dello Stato senza limiti e validi contropoteri; però ha consentito delle inammissibili aperture, salvando premio di maggioranza al primo turno e capilista bloccati, che possono incidere sul sistema di rappresentanza democratica, senza per ciò stesso far conseguire alcun vantaggio in termini di maggiore efficienza del sistema, anzi ponendo ulteriori gravi questioni come il collegamento diretto tra i capilista e le segreterie di partito, con quanto ciò significhi in termini di selezione di adeguato personale politico.

Noi di Democrazia in Movimento proseguiamo la nostra lotta per la piena attuazione della Costituzione, per la piena realizzazione della Sovranità Popolare e per la eliminazione di questi obbrobri antidemocratici fatti salvi dalla sentenza della Corte Costituzionale.

Alessandro Crociata

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Dopo la sentenza

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La sentenza di ieri della Consulta ha finalmente messo un po’ d’ordine nel caos creato da Renzi con la sua riforma costituzionale e legge elettorale annessa.

Il sistema torna, di fatto, proporzionale con la possibilitá di un premio di maggioranza se qualcuno dovesse raggiungere il 40%.

Restano i capilista bloccati e, con essi, i giochetti interni ai partiti per deciderli. Ma quantomeno sono state limitate le pluricandidature, con l’assegnazione degli eletti per sorteggio e non con ulteriori scelte partitiche, e perció i politici nostrani dovranno metterci sul serio la faccia per puntare a un risultato anche personale.

Il PD continua a puntare sul Mattarellum, che nessun’altro pare volere, mentre i soliti Grillo e Salvini gridano al voto. Mattarella vorrebbe leggi omogenee in Camera e Senato, ma riteniamo difficile il parlamento possa mettersi d’accordo.

Noi di Democrazia in Movimento riteniamo importante che si concluda al piú presto questa legislatura, segnata dalla precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il Porcellum con cui sono stati eletti gli attuali parlamentari.

 

Il giorno dell’Italicum innanzi alla Corte Costituzionale.

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Oggi, innanzi alla Corte Costituzionale, saranno chiamati in udienza pubblica le cause di incostituzionalità dell’Italicum sollevate dai Tribunali di Messina, Torino, Genova,  Perugia, Trieste.

http://www.cortecostituzionale.it/documenti/lavori/doc/CC_CL_UP_20170123115827.pdf

La Corte è chiamata a decidere sulla costituzionalità delle norme dell’Italicum relative alle elezioni della Camera dei deputati, per le parti concernenti la lista dei candidati, l’attribuzione dei seggi, la soglia di sbarramento. il premio di maggioranza. il blocco misto delle liste e delle candidature, il meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza al secondo turno di ballottaggio tra le due liste con il maggior numero di voti, l’opzione per un collegio da parte del candidato capolista eletto in più collegi plurinominali, il meccanismo del recupero proporzionale dei voti nella Regione Trentino-Alto Adige.

Democrazia in Movimento ringrazia le cittadine e i cittadini che hanno, con sacrificio personale e alto senso democratico, portato innanzi ai Tribunali le questioni di incostituzionalità dell’Italicum, oggi rimesse alla valutazione della Consulta.

Democrazia in Movimento auspica che la Corte accolga pienamente tutte le questioni di costituzionalità sollevate, in modo da rendere effettivo l’alto principio sancito all’art. 1 della Costituzione, secondo il quale la sovranità appartiene al popolo.

Alessandro Crociata

Democrazia in Movimento

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