Siamo realisti, vogliamo l’impossibile: attuare la Costituzione.

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L’avvento di Trump, la campagna elettorale francese con la forte ascesa della Le Pen, la Brexit, l’Europa a due velocità ipotizzata dalla Merkel, sono tutti fattori che rendono sempre più probabile una implosione della Unione Europea e dell’Euro.

I pressanti monti di Draghi di questi giorni sono un ulteriore forte segnale in questo senso, una sorta di linea Maginot a difesa dei fragili confini del castello di carta che sono l’UE e l’Euro.

Il punto centrale del ragionamento a quanto pare non è più il “se”, ma il quando e il come.

In altri termini, dato per inevitabile la dissoluzione della Unione Europea e dell’Euro per come sono stati costruiti, occorrere ragionare seriamente su come “governare” questo crollo prima che esso avvenga.

La cieca obbedienza ai dettami ordoliberisti posti a fondamento della Unione Europea e dell’Euro sta impedendo ogni seria riflessione, lasciando tutto lo spazio di reazione ai cosiddetti populismi.

Populismi che altro non sono che manifestazioni di rifiuto di una situazione che sta portando all’impoverimento strati sempre più ampi della popolazione e alla concentrazione di ricchezza in sempre meno mani.

Cosa fare allora?

Se vogliamo evitare che il futuro sia regalato ai nazionalismi egoistici, improntati alla xenofobia, è necessario ripartire dal nostro sistema costituzionale, dalla struttura keynesiana della nostra Costituzione, con la sua centralità del lavoro, dei diritti sociali e dei doveri di solidarietà.

L’opposto del sistema di questa Unione Europea e di questo Euro, improntati all’ordoliberismo della scuola di Von Hayek, uno degli economisti che più ha contrastato le teorie di Keynes.

Basta leggere il discorso di Mario Draghi fatto a Gerusalemme il 18 giugno 2013:

“In this context, it is worth recalling that the monetary constitution of the ECB is firmly grounded in the principles of ‘ordoliberalism’, particularly two of its central tenets:

  • First, a clear separation of power and objectives between authorities;
  • And second, adherence to the principles of an open market economy with free competition, favouring an efficient allocation of resources”.

Tradotto, più o meno: “In questo contesto, vale la pena ricordare che la costituzione monetaria della BCE è saldamente fondata sui principi dell’ordoliberalismo, in particolare due dei suoi principi fondamentali: In primo luogo, una netta separazione dei poteri e degli obiettivi tra le autorità; e in secondo luogo, l’adesione ai principi di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse”.

In sostanza, l’opposto del solidarismo interventista a tutela dei diritti sociali ed economici della nostra Costituzione.

Noi non vogliamo lasciare il nostro futuro in mano al populismo xenofobo e nazionalista dei Le Pen e Salvini, ma non vogliamo nemmeno lasciarlo a questa Europa costruita sulla rigida competizione ordoliberista che sta massacrando fette sempre più ampie di popolazione.

Vogliamo ripartire dalla Costituzione, vogliamo riprendere il progetto sociale, economico e politico delineato dalle Madri e dai Padri Costituenti, convinti che in questo progetto solidaristico, di diritti e doveri sociali, possa trovarsi risposta vera ai bisogni del Popolo, quello che fonda il nostro ordinamento repubblicano nato dalla Resistenza.

Speriamo di poter condividere con voi queste riflessioni e trovare ragioni per portare avanti insieme questo progetto.

Alessandro Crociata

Democrazia in Movimento

www.democraziainmovimento.org

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Un pensiero su “Siamo realisti, vogliamo l’impossibile: attuare la Costituzione.

  1. Contributo all’attuazione della Costituzione!
    I tributi indiretti,ancoa oggi si parla di aumento delle accise sulla benzina che producono una grave ingiustizia nei confronti delle classi meno abbienti, se non vengono resi progressivi in rapporto alla capacità contributiva effettiva dei contribuenti e quindi sono incostituzionali. Lo dice il Vero Costituzionalista,ovvero colui che,insieme ad altri, ha elaborato e scritto l’articolo 53 della Costituzione e di cui è stato relatore a nome di tutti i partiti nel giorno 23 maggio 1947!
    Eccolo a voi!
    Premessa!
    Anche nel nuovo sistema fiscale la persona umana venne messa al centro con la sua vita economica fatta di ricavi e spese.
    L’On.le SCOCA: relatore dell’ articolo CONCORDATO, sarà il 53, con tutti i partiti presenti in Assemblea Costituente.
    Inizia ad illustrare all’Assemblea Costituente del 23 maggio 1947 il
    SIGNIFICATO DI CAPACITA’ CONTRIBUTIVA ( 1° comma articolo 53 della Costituzione)
    ” ….prima che il cittadino debba essere chiamato a destinare una quota della sua ricchezza allo stato per soddisfare i suoi bisogni, DEVE soddisfare i bisogni suoi che la vita quotidiana richiede e quelli dei suoi famigliari.
    Sono questi carichi economici che caratterizzano quella capacità contributiva che l’articolo concordato mette a base dell’imposizione.
    I loro importi devono servire per misurare gli imponibili nella effettiva consistenza
    Così potremo accertare redditi e capacità contributive effettive e dare progressività al sistema tributario nel suo complesso”
    Da queste semplici parole e comprensibilissime da tutti, si capisce senza possibili interpretazioni, il diritto Costituzionale della persona alla deducibilità, analitica ed effettiva, delle spese primarie e sociali che non rappresentino un lusso, dal reddito lordo comunque conseguito sia da capitale,da rendite di tutti i tipi da lavoro etc.etc! Sull’importo della loro differenza applicare aliquote leggermente progressive ma infinite su scaglioni di reddito il più vicino possibile!
    E’ così che l’ On.le Salvatore Scoca
    inizia ad illustrare il precetto di progressività ( 2° comma Art.53 Cost.)
    “…….il nostro sistema tributario, regolato dall’articolo 25 dello statuto Albertino,
    è informato al criterio della proporzionalità.
    Se poi consideriamo che più dei tributi diretti rendono i tributi indiretti
    e questi attuano una progressione a rovescio, in quanto,
    essendo stabiliti prevalentemente sui consumi gravano maggiormente
    sulle classi meno abbienti, si vede come in effetti la distribuzione
    del carico tributario avvenga non già in senso progressivo
    e neppure proporzionale ma in senso regressivo, che per una Costituzione come la nostra che vuole essere di equità sociale, fiscale e di solidarietà rappresenta un grave ingiustizia a danno delle classi più povere.
    Questa ingiustizia deve essere eliminata in sede di accertamento del reddito globale personale, ciò significa che l’onere tributario complessivo gravante su ciascuno risulti informato al criterio della progressività. La progressività deve essere effettivamente operante!
    Si può discutere sulla misura della progressività non sul principio”.
    Chi paga il 10% di imposta su 10.000 lire rimane con 9.000 lire per i suoi bisogni quotidiani mentre chi ha 100.000 lire e paga il 10% di
    imposta rimane con 90.000 lire. E’ evidente che il 1° sopporta un sacrificio assai maggiore del 2°. Sarebbe bene alleggerire il 1° e rendere meno leggero il 2°!
    Osservazione:
    noi invece di applicare questa prescrizione abbiamo pensato bene di introdurre una Vera Patrimoniale sul reddito regressiva.
    Questa è rappresentata dall’ 80% sul costo dei prodotti petroliferi.
    Per esempio: su 100 euro di benzina 80 se ne vanno allo stato per le spese pubbliche e sono pagati in parti uguali sia dal “ ferrarista” che dal “ pandista”! Questo tributo di 80 euro, che reca una grave ingiustizia a danno delle classi più povere, non essendo reso progressivio in rapporto alla capacità contributiva è, di fatto, una tributo incostituzionale!
    Ancora l’On.le Scoca Salvatore
    “Se esaminiamo l’attuale nostra legislatura, accanto alle normali leggi di imposta ci sono ECCEZIONI, troppe DIFFERENZE di TRATTAMENTO tra classi di cittadini ed altri classi, tra varie CATEGORIE di CONTRIBUENTI, LESIVE del principio di UGUAGLIANZA e di SOLIDARIETA’ SOCIALE presenti in questa prima parte di Costituzione.
    Queste gravi MENDE della nostra legislazione vanno eliminate con una RADICALE riforma tributaria”.
    E’ così che diritti e doveri sociali furono messi, da Padri e Madri Costituenti, in perfetto equilibrio. Ma così non è stato! Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
    Infatti le gravi MENDE non sono state archiviate e sussistono ancora,che aggravando le disugaglianze di trattamento tra categorie di contribuenti, violano sia l’articolo 3 sul principio di uguaglianza sia l’articolo 53 nei suoi 2 commi, come illustrati dal relatore On.le Scoca, della Costituzione.

    Qui un articolo apparso su Repubblica di Firenze nel Marzo 2013 che dimostra…….
    ………. in modo chiaro e disarmante l’efficacia, dell’applicazione dell’articolo 53 della Costituzione, per evitare l’evasione fiscale e fare emergere un sommerso annuo pari
    a circa 450/500 miliardi per un mancato gettito di 260 miliardi annui tra
    IVA/Accise/Irpef/ Irap e contributi Previdenziali

    Per il precetto di capacità contributiva, così come spiegato dall’On.le Scoca, le spese primarie e sociali, non quelle che rappresentano un lusso, non sono soggette ad alcuna TASSAZIONE, NEL SENSO CHE ESSE FANNO PARTE DELLA CAPACITA’CONTRIBUTIVA.

    L’articolo racconta che i clienti dei costruttori hanno portato in deduzione dal loro reddito lordo il 36% del totale dell’importo delle fatture rilasciate dai fornitori.

    L’ Agenzia delle Entrate di Firenze,viste queste deduzioni di spese da parte dei contribuenti, potendo farlo, in quanto le fatture sono nelle mani sia dei fornitori costruttori sia dei loro clienti, hanno fatto un “ controllo incrociato” ed hanno scoperto che i fornitori non avevano contabilizzato sul loro reddito d’impresa gli incassi degli importi dei loro clienti!

    Il nuovo accertamento ha portato allo scoperto un sommerso di 11 milioni di imponbile tra IVA e IRPEF. Poi ci sono evasioni di IRAP e Contributi Previdenziali!

    Possiamo dire che i Veri Costituzionalisti, ossia i Costituenti del 1946/47, con il precetto di capacità contributiva e del sistema tributario informato a criteri di progressività, avevano consegnato al legislatore ordinario la chiave di volta per
    “ evitare” elusione ed evasione fiscale! Il legislatore, invece, ha messo in soffitta l’articolo 53 della Costituzione della Repubblica Italiana e tenuto in vigore il sistema monarco/fascista del 1848!
    TORELLI ROBERTO

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