Un metodo di lavoro per dare un futuro all’Italia

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Il 4 dicembre 2016 il popolo italiano si è espresso in modo chiaro per dire NO alla riforma costituzionale proposta dal governo a guida Matteo Renzi.

Il popolo ha espresso un NO chiaro, netto, forte, manifestato con il 60% dei voti, in un quadro di ampia partecipazione dell’elettorato.

Sono ormai passati 4 mesi da quella storica domenica, eppure sembra che essa non ci sia mai stata

Certo, il Presidente del Consiglio non è più Matteo Renzi, essendo il testimone passato a Paolo Gentiloni, ma per il resto proseguono tutte le politiche del precedente governo, anzi queste vengono richiamate con orgoglio dal nuovo Presidente del Consiglio.

Prosegue inoltre lo svuotamento della Costituzione, lo svilimento degli alti principi, del lungimirante programma sociale, economico e politico della Costituzione.

Il cavallo di troia rimane sempre lo stesso: l’equilibrio di bilancio imposto dai trattati dell’Unione Europea.

Questo è lo strumento utilizzato per azzerare i diritti sociali, economici e politici indicati dalle Madri e dai Padri Costituenti.

E a breve a quanto pare avremo un altro tassello che ci farà ulteriormente precipitare nel baratro della macelleria sociale in atto da almeno 20 anni: l’ulteriore considerevole aumento dell’IVA.

Una tassa incostituzionale, in quanto irrimediabilmente contraria all’art. 53 Cost., al principio di progressività e proporzionalità, che non solo diventa sempre più centrale nel sistema impositivo del nostro Paese, ma raggiunge livelli insostenibili per le sempre più asfittiche finanze degli italiani.

Il 4 dicembre abbiamo vinto, abbiamo salvato la Costituzione e la democrazia. Vero. Ma se ci fermiamo a questo presto saremo perdenti in via definitiva.

Occorre una forte azione popolare di recupero del progetto costituzionale.

Per fare questo non bastano le sole “buone intenzioni”, né le riunioni accademiche aperte solo a finti capi con il fine di fare proselitismo fine a se stesso, dove si enunciano i grandi proclami senza aggancio vero con la realtà.

Noi riteniamo necessario una forte assunzione di responsabilità; occorre che tutti si rimbocchino le mani, che tutti lavorino per costruire concretamente, all’interno di regole certe e condivise, un concreto programma di attuazione della Costituzione.

Questo è quello che noi di Democrazia in Movimento stiamo facendo attraverso la nostra partecipazione alla Confederazione di Sovranità Popolare: niente fumosi incontri accademici, bensì organizzazione di tavoli di lavoro che costruiscano in modo condiviso un programma sociale, economico e politico che dia speranza al Paese tutto.

Invitiamo tutti a iscriversi ai tavoli di lavoro, al fine di dare un serio e fattivo contributo di idee, perché di questo ha bisogno il Paese.

I gruppi di lavoro già attivi sono:

  1. Stato, mercato e liberalizzazioni;
  2. Banche e debito;
  3. Giustizia e diritti umani;
  4. Etica costituzionale ed etica politica.

Per iscriversi: www.sovranitapopolare.it
Democrazia in Movimento

www.democraziainmovimento.org

https://www.facebook.com/democraziainmovimento.org/?fref=ts

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