Archivio mensile:maggio 2017

Attentato di Manchester: terrorismo, immigrazione e integrazione

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L’attentatore della strage al concerto di Ariana Grande a Manchester era, ancora una volta, un immigrato di seconda generazione. Non un profugo appena arrivato, magari mandato dall’ISIS proprio per compiere attentati, ma un cittadino Inglese figlio di genitori regolarmente immigrati.

C’é da chiedersi, dunque, cosa possa portare una persona che é stata accolta e inserita nella societá ad uccidersi portando con sé cosí tante persone. É, di fatto, un fallimento dell’integrazione e della societá in generale.

Il fatto si ricollega anche al fenomeno crescente dei suicidi tra i giovani, aggravato dal fatto che il fondamentamentalismo islamico “sfrutta” il disadattamento per dare motivazioni ulteriori per un atto che diventa ancora piú grave perché causa la morte di altre persone. La veritá é che questa societá non dá un futuro né un senso alla vita dei giovani, e questo crea terreno fertile per il fondamentalismo che invece fornisce almeno un senso al suicidio.

Occorre dunque una riflessione piú ampia, soluzioni piú complete ai problemi della societá. Non serve fermare i flussi migratori, ammesso sia possibile, perché gli immigrati sono giá qui. Occorre contrastare il fondamentalismo islamico smontando la sua propaganda di odio e non fomentando lo scontro di civiltá con altro odio.

Occorre una migliore sicurezza, visto che a quanto pare i controlli al concerto non erano sufficientemente approfonditi.  Occorrono migliori leggi di contrasto, perché spesso questi attentatori sono giá conosciuti ma non si riescono a fermare fino, al massimo, a poco prima che compiano i loro attentati.

Bisogna peró stare attenti, affinché questi attentati non vengano sfruttati per limitare le libertá dei cittadini. Sarebbe una vittoria per i terroristi e per i loro mandanti.

 

Referendum Svizzero sull’Energia: la democrazia (diretta) che funziona

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Gli Svizzeri hanno deciso ieri di approvare la “Strategia energetica 2050“. Questo comporta una graduale uscita dal nucleare, la promozione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.
In Italia é invece ancora in corso il dibattito sulla Strategia Energetica Nazionale e non si sa come andrá a finire, né se i prossimi governi rivedranno quanto eventualmente deciso.
Questo é emblematico di come la Democrazia Diretta possa portare a decisioni definitive e condivise in minor tempo e con un miglior risultato.

É inoltre emblematico che lo scorso Novembre un piano piú ambizioso di uscita dal nucleare era stato invece bocciato, anche perché non sufficientemente dettagliato e troppo ambizioso nelle tempistiche. Si vede quindi un’applicazione della Democrazia Diretta non semplicistica, con un sí e un no definitivi e “tombali”, ma con la possibilitá di aggiustamenti successivi delle proposte

Altro fattore interessante é che il Referendum é passato nonostante comporti un aumento del costo per kWh, elemento che mostra che la Democrazia Diretta, se un piano é ben spiegato, puó portare ad approvare soluzioni a prima vista impopolari.

Democrazia in Movimento auspica che si affermi, anche in Italia, una Democrazia Diretta sul modello Svizzero che, come si vede in questo caso, puó portare a soluzioni di larga portata, condivise e lungimiranti.

 

Magia: il reddito di cittadinanza crea lavoro? Quale e come?

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La novitá degli ultimi post del M5S (http://www.beppegrillo.it/2017/05/il_reddito_di_cittadinanza_per_rilanciare_il_lavoro.html http://www.ilblogdellestelle.it/il_reddito_di_cittadinanza_per_creare_lavoro.html)
é che il reddito di cittadinanza crea lavoro. Non si spiega bene peró come.

È una vera e propria manovra economica che serve a rilanciare il lavoro, (Alessandro di Battista)

I beneficiari del reddito, infatti, dovranno formarsi, riqualificarsi e accettare una delle tre proposte di lavoro che saranno offerte. Per poter garantire un lavoro ai cittadini bisognerà però rendere più efficienti i Centri per l’impiego. (Roberta Lombardi)

Si parla di rendere efficienti i Centri per l’impiego e della riqualificazione e formazione dei disoccupati.

La realtá é che il lavoro si potrebbe sí creare, ma grazie a un’aumento della domanda. Non si capisce perché quelli del M5S non spieghino questo aspetto, forse lo ritengono troppo difficile per i loro elettori? O forse perché questo metterebbe in crisi il modello basato sull’offerta dei neoliberisti, di cui loro di fatto fanno parte?

Il rischio vero, peró, é che le famigerate tre offerte tra cui il disoccupato si troverebbe a scegliere siano inadeguate alle sue competenze, magari composte dai minijob che potrebbero sostituire i voucher.

Una vera fregatura, e d’altra parte quella del reddito di cittadinanza o simili é una proposta fatta propria dai neoliberisti, per allentare un po’ la tensione sociale che hanno creato con la loro ingordigia. Eppure il m5s si continua a concentrare su questo, che é solo un palliativo e non la soluzione ai problemi dei disoccupati.

 

 

Legge elettorale: a che gioco gioca il PD?

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Leggiamo con rammarico le notizie di fallimento della proposta piú condivisa di una nuova legge elettorale presentata in commissione alla camera: http://www.andreamazziotti.eu/legge-elettorale-perche-e-come-e-saltato-l-italicum-bis-chi-ha-fatto-fallire-questo-tentativo-condiviso-se-ne-assume-la-responsabilita/

Il fallimento é da attribuirsi in maniera quasi totale al PD, che vuole spingere la sua nuova, ennesima, proposta del modello Tedesco.
É un modello che pare fatto apposta per “uccidere” i piccoli partiti, e proprio per questo crediamo sia difficile la sua approvazione, visto le risicate maggioranze del Senato e il fatto che i piccoli partiti, come quello di Alfano, attualmente garantiscono la maggioranza al governo.
Notiamo che il PD ha volutamente affossato una proposta che aveva giá un’ampia condivisione, quella del “Legalicum” o Italicum esteso al Senato.

Democrazia in Movimento auspica che finiscano al piú presto i giochetti di parte e si giunga finalmente a una proposta il piú possibile condivisa, in modo tale che sia approvata con ampia maggioranza. Auspichiamo inoltre che si abbandonino i tentativi di affossare i piccoli partiti e di limitare la possibilitá, per gli elettori, di eleggere direttamente i loro rappresentanti (come con gli attuali capilista bloccati) e si favorisca la rappresentanza rispetto a una presunta governabilitá, che si puó garantire solo a discapito della rappresentativitá stessa, che é la cosa piú importante soprattutto in questi tempi di opinioni diverse e contrastanti. Riteniamo che una vera rappresentativitá del Parlamento potrebbe meglio rispecchiare i contrasti in essere nella societá, che la Politica dovrá poi farsi carico di portare a sintesi coi giusti compromessi per legiferare e governare.

 

ABBIAMO ARATO

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Avevo iniziato il mio mandato da presidente DiM con l’annuncio di una nuova primavera.
Volevo seminare in DiM le mie idee e speravo di vederle germogliare.
Purtroppo questo non é successo come avrei voluto.
Probabilmente il campo non era ancora pronto, forse perché troppo concimato in precedenza.
Credo peró di aver preparato il campo per una nuova semina, portando nuova terra con l’ingresso in Sovranitá Popolare.
Spero che ora il campo sia finalmente pronto ad essere seminato e a dare buoni frutti.
Ringrazio per la riconferma a Presidente. Lavoreró un altro anno per far crescere Democrazia in Movimento.