Archivio mensile:agosto 2019

Perdere (di vista) la Guerra

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C’é grande fermento, in queste ore, nella base grillina vista la scelta dei vertici di andare al governo col PD.

Molti lo vedono come un tradimento, una cosa inaudita e ritenuta impossibile fino a poche settimane fa.

È in realtá il frutto di una lunga involuzione del M5S: partita con le prime espulsioni che hanno portato alla nascita di DiM, passata dal fallito passaggio all’ALDE, al governo con la Lega fino a giungere ora all’accordo col PD.

Il M5S ha perso la spinta iniziale, ha via via perso di vista i suoi obiettivi per trasformarsi in compagine di governo con poche idee e molta demagogia.

Tutto questo é successo perché non c’é stata un’elaborazione di idee ma una serie di slogan calati dall’alto e ripetuti dai militanti e dai portavoce.

La base ora é in fermento perché stanno venendo fuori le contraddizioni interne al M5S con alcuni che sono, di fatto, divenuti col tempo sovranisti (seguendo i vari video postati nel tempo da blog indipendenti quale quello di ByoBlu) e altri che non contrastano il globalismo e il neoliberismo imperante ma ritengono la soluzione sia una minore corruzione e una riduzione dei costi della politica.

C’é sempre stata una certa dicotomia nella base, tra chi seguiva i leader (prima Grillo e Casaleggio, ora Di Maio e Di Battista e gli altri) e chi aveva proprie idee che voleva portare nel MoVimento.

Noi di DiM abbiamo capito da tempo che questi ultimi non avevano spazio, in quanto costantemente ostracizzati e spesso direttamente espulsi dai vari capi bastone, che di fatto hanno preso il sopravvento anche nel M5S.

L’accordo col PD non puó che rendere palesi le contraddizioni di un MoVimento che non ha mai avuto una vera identitá, e che infatti poteva chiedere l’adesione all’ALDE dopo essere stato alleato di Farage.
Non l’ha mai avuta perché voleva pescare sia a Destra che a Sinistra, sia da chi era pro-europa e da chi era contro.

A questo servivano i dirigenti che sono stati scelti dai vertici. Non certo dalla base, che non ne ha potuto mai discutere ma solo votarli in plebisciti di fatto, nelle poco trasparenti piattaforme che il M5S si é dato. Sono stati scelti, guarda caso, personaggi senza un passato, facilmente ricattabili dai vertici perché non avevano una carriera professionale a cui tornare.

Speriamo che le teste pensanti ancora presenti nel M5S vogliano unirsi a noi nella lotta per un cambiamento vero nella politica, nella societá e nell’economia italiana. Partendo dall’esperienza M5S imparando dai suoi errori e costruendo una vera democrazia interna, sempre attesa e mai ottenuta nel M5S.