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Perdere (di vista) la Guerra

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C’é grande fermento, in queste ore, nella base grillina vista la scelta dei vertici di andare al governo col PD.

Molti lo vedono come un tradimento, una cosa inaudita e ritenuta impossibile fino a poche settimane fa.

È in realtá il frutto di una lunga involuzione del M5S: partita con le prime espulsioni che hanno portato alla nascita di DiM, passata dal fallito passaggio all’ALDE, al governo con la Lega fino a giungere ora all’accordo col PD.

Il M5S ha perso la spinta iniziale, ha via via perso di vista i suoi obiettivi per trasformarsi in compagine di governo con poche idee e molta demagogia.

Tutto questo é successo perché non c’é stata un’elaborazione di idee ma una serie di slogan calati dall’alto e ripetuti dai militanti e dai portavoce.

La base ora é in fermento perché stanno venendo fuori le contraddizioni interne al M5S con alcuni che sono, di fatto, divenuti col tempo sovranisti (seguendo i vari video postati nel tempo da blog indipendenti quale quello di ByoBlu) e altri che non contrastano il globalismo e il neoliberismo imperante ma ritengono la soluzione sia una minore corruzione e una riduzione dei costi della politica.

C’é sempre stata una certa dicotomia nella base, tra chi seguiva i leader (prima Grillo e Casaleggio, ora Di Maio e Di Battista e gli altri) e chi aveva proprie idee che voleva portare nel MoVimento.

Noi di DiM abbiamo capito da tempo che questi ultimi non avevano spazio, in quanto costantemente ostracizzati e spesso direttamente espulsi dai vari capi bastone, che di fatto hanno preso il sopravvento anche nel M5S.

L’accordo col PD non puó che rendere palesi le contraddizioni di un MoVimento che non ha mai avuto una vera identitá, e che infatti poteva chiedere l’adesione all’ALDE dopo essere stato alleato di Farage.
Non l’ha mai avuta perché voleva pescare sia a Destra che a Sinistra, sia da chi era pro-europa e da chi era contro.

A questo servivano i dirigenti che sono stati scelti dai vertici. Non certo dalla base, che non ne ha potuto mai discutere ma solo votarli in plebisciti di fatto, nelle poco trasparenti piattaforme che il M5S si é dato. Sono stati scelti, guarda caso, personaggi senza un passato, facilmente ricattabili dai vertici perché non avevano una carriera professionale a cui tornare.

Speriamo che le teste pensanti ancora presenti nel M5S vogliano unirsi a noi nella lotta per un cambiamento vero nella politica, nella societá e nell’economia italiana. Partendo dall’esperienza M5S imparando dai suoi errori e costruendo una vera democrazia interna, sempre attesa e mai ottenuta nel M5S.

Il 2017 di DiM

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Il 2017 é stato un altro anno interlocutorio per Democrazia in Movimento.
Dal blog puó sembrare che siamo stati fermi, ma in realtà molto si muove dietro le quinte.

I nostri attivisti, me compreso, hanno lavorato molto per far procedere il progetto della Confederazione per la Sovranità Popolare, associazione che abbiamo contribuito a creare e che vuole lavorare a livello politico e sociale per l’attuazione della Costituzione. All’interno del gruppo di comunicazione, in particolare, abbiamo contribuito a creare il sito attivismo.info per diffondere le idee sovraniste, di difesa dei diritti umani e di attuazione della Costituzione.

Dal punto di vista politico, abbiamo lavorato alla formazione di un Quarto Polo politico creando il sito quartopolo.info e cercando di riunire le forze sovraniste che vogliono, come noi, lavorare per l’attuazione della Costituzione.
Purtroppo abbiamo incontrato notevoli difficoltà nel unire i vari gruppi e probabilmente non riusciremo a partecipare alle prossime elezioni, ma continueremo gli sforzi per quelle successive, in particolare le Europee.

Per il 2018 prevediamo di continuare su questi fronti e abbiamo avviato un aggiornamento dell’elenco soci, per prepararci alle iniziative future.

Trump e la Costituzione

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Trump ha vinto e si susseguono le grida di disperazione da una parte e di giubilo dall’altra. É l’uomo piú potente del mondo?
Lo si diceva un tempo, ma giá di recente Obama era dato come terzo dopo la Merkel e Putin. Questo perché era presidente ma non aveva la maggioranza in Senato. Ora certo Trump puó contare su una maggioranza Repubblicana sia alla Camera che al Senato ma si sa che ci sono parecchie divisioni tra lui e il Partito Repubblicano.
Come Obama anche Trump dovrá ottenere la maggioranza in Camera e Senato per far passare la maggior parte delle leggi e questo non sará semplice, soprattutto per le proposte piú controverse.
C’é chi grida al pericolo di restaurazione per quanto riguarda i diritti dei Gay e altro, ma questa é materia in gran parte delegata agli stati.
Insomma, il sistema americano é fatto in modo di controbilanciare l’elezione di un presidente come Trump, comunque la si pensi.
E senza minare la governabilitá visto che Obama ha potuto tirare avanti anche con un Senato a maggioranza Repubblicana.
Certo la piú grande pecca del sistema americano é la polarizzazione su due partiti, ma questa é dovuta piú a ragioni storiche e geografiche che alla Costituzione.
Nella riforma costituzionale italiana, invece, questi contrappesi non ci sono e chi vince prende tutto, arrivando ad eleggere anche il Presidente della Repubblica e la maggioranza dei giudici della Corte Costituzionale.
Una governabilitá a tutti costi senza i dovuti contrappesi e in cui per giunta, con l’Italicum, chi vince potrebbe avere il consenso di solo una minima parte di elettori.
Anche per questo bisogna votare No al Referendum.

trump