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Il 2017 di DiM

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Il 2017 é stato un altro anno interlocutorio per Democrazia in Movimento.
Dal blog puó sembrare che siamo stati fermi, ma in realtà molto si muove dietro le quinte.

I nostri attivisti, me compreso, hanno lavorato molto per far procedere il progetto della Confederazione per la Sovranità Popolare, associazione che abbiamo contribuito a creare e che vuole lavorare a livello politico e sociale per l’attuazione della Costituzione. All’interno del gruppo di comunicazione, in particolare, abbiamo contribuito a creare il sito attivismo.info per diffondere le idee sovraniste, di difesa dei diritti umani e di attuazione della Costituzione.

Dal punto di vista politico, abbiamo lavorato alla formazione di un Quarto Polo politico creando il sito quartopolo.info e cercando di riunire le forze sovraniste che vogliono, come noi, lavorare per l’attuazione della Costituzione.
Purtroppo abbiamo incontrato notevoli difficoltà nel unire i vari gruppi e probabilmente non riusciremo a partecipare alle prossime elezioni, ma continueremo gli sforzi per quelle successive, in particolare le Europee.

Per il 2018 prevediamo di continuare su questi fronti e abbiamo avviato un aggiornamento dell’elenco soci, per prepararci alle iniziative future.

Trump e la Costituzione

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Trump ha vinto e si susseguono le grida di disperazione da una parte e di giubilo dall’altra. É l’uomo piú potente del mondo?
Lo si diceva un tempo, ma giá di recente Obama era dato come terzo dopo la Merkel e Putin. Questo perché era presidente ma non aveva la maggioranza in Senato. Ora certo Trump puó contare su una maggioranza Repubblicana sia alla Camera che al Senato ma si sa che ci sono parecchie divisioni tra lui e il Partito Repubblicano.
Come Obama anche Trump dovrá ottenere la maggioranza in Camera e Senato per far passare la maggior parte delle leggi e questo non sará semplice, soprattutto per le proposte piú controverse.
C’é chi grida al pericolo di restaurazione per quanto riguarda i diritti dei Gay e altro, ma questa é materia in gran parte delegata agli stati.
Insomma, il sistema americano é fatto in modo di controbilanciare l’elezione di un presidente come Trump, comunque la si pensi.
E senza minare la governabilitá visto che Obama ha potuto tirare avanti anche con un Senato a maggioranza Repubblicana.
Certo la piú grande pecca del sistema americano é la polarizzazione su due partiti, ma questa é dovuta piú a ragioni storiche e geografiche che alla Costituzione.
Nella riforma costituzionale italiana, invece, questi contrappesi non ci sono e chi vince prende tutto, arrivando ad eleggere anche il Presidente della Repubblica e la maggioranza dei giudici della Corte Costituzionale.
Una governabilitá a tutti costi senza i dovuti contrappesi e in cui per giunta, con l’Italicum, chi vince potrebbe avere il consenso di solo una minima parte di elettori.
Anche per questo bisogna votare No al Referendum.

trump