Tutti gli articoli di Ernesto Pertini

Magia: il reddito di cittadinanza crea lavoro? Quale e come?

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La novitá degli ultimi post del M5S (http://www.beppegrillo.it/2017/05/il_reddito_di_cittadinanza_per_rilanciare_il_lavoro.html http://www.ilblogdellestelle.it/il_reddito_di_cittadinanza_per_creare_lavoro.html)
é che il reddito di cittadinanza crea lavoro. Non si spiega bene peró come.

È una vera e propria manovra economica che serve a rilanciare il lavoro, (Alessandro di Battista)

I beneficiari del reddito, infatti, dovranno formarsi, riqualificarsi e accettare una delle tre proposte di lavoro che saranno offerte. Per poter garantire un lavoro ai cittadini bisognerà però rendere più efficienti i Centri per l’impiego. (Roberta Lombardi)

Si parla di rendere efficienti i Centri per l’impiego e della riqualificazione e formazione dei disoccupati.

La realtá é che il lavoro si potrebbe sí creare, ma grazie a un’aumento della domanda. Non si capisce perché quelli del M5S non spieghino questo aspetto, forse lo ritengono troppo difficile per i loro elettori? O forse perché questo metterebbe in crisi il modello basato sull’offerta dei neoliberisti, di cui loro di fatto fanno parte?

Il rischio vero, peró, é che le famigerate tre offerte tra cui il disoccupato si troverebbe a scegliere siano inadeguate alle sue competenze, magari composte dai minijob che potrebbero sostituire i voucher.

Una vera fregatura, e d’altra parte quella del reddito di cittadinanza o simili é una proposta fatta propria dai neoliberisti, per allentare un po’ la tensione sociale che hanno creato con la loro ingordigia. Eppure il m5s si continua a concentrare su questo, che é solo un palliativo e non la soluzione ai problemi dei disoccupati.

 

 

Legge elettorale: a che gioco gioca il PD?

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Leggiamo con rammarico le notizie di fallimento della proposta piú condivisa di una nuova legge elettorale presentata in commissione alla camera: http://www.andreamazziotti.eu/legge-elettorale-perche-e-come-e-saltato-l-italicum-bis-chi-ha-fatto-fallire-questo-tentativo-condiviso-se-ne-assume-la-responsabilita/

Il fallimento é da attribuirsi in maniera quasi totale al PD, che vuole spingere la sua nuova, ennesima, proposta del modello Tedesco.
É un modello che pare fatto apposta per “uccidere” i piccoli partiti, e proprio per questo crediamo sia difficile la sua approvazione, visto le risicate maggioranze del Senato e il fatto che i piccoli partiti, come quello di Alfano, attualmente garantiscono la maggioranza al governo.
Notiamo che il PD ha volutamente affossato una proposta che aveva giá un’ampia condivisione, quella del “Legalicum” o Italicum esteso al Senato.

Democrazia in Movimento auspica che finiscano al piú presto i giochetti di parte e si giunga finalmente a una proposta il piú possibile condivisa, in modo tale che sia approvata con ampia maggioranza. Auspichiamo inoltre che si abbandonino i tentativi di affossare i piccoli partiti e di limitare la possibilitá, per gli elettori, di eleggere direttamente i loro rappresentanti (come con gli attuali capilista bloccati) e si favorisca la rappresentanza rispetto a una presunta governabilitá, che si puó garantire solo a discapito della rappresentativitá stessa, che é la cosa piú importante soprattutto in questi tempi di opinioni diverse e contrastanti. Riteniamo che una vera rappresentativitá del Parlamento potrebbe meglio rispecchiare i contrasti in essere nella societá, che la Politica dovrá poi farsi carico di portare a sintesi coi giusti compromessi per legiferare e governare.

 

ABBIAMO ARATO

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Avevo iniziato il mio mandato da presidente DiM con l’annuncio di una nuova primavera.
Volevo seminare in DiM le mie idee e speravo di vederle germogliare.
Purtroppo questo non é successo come avrei voluto.
Probabilmente il campo non era ancora pronto, forse perché troppo concimato in precedenza.
Credo peró di aver preparato il campo per una nuova semina, portando nuova terra con l’ingresso in Sovranitá Popolare.
Spero che ora il campo sia finalmente pronto ad essere seminato e a dare buoni frutti.
Ringrazio per la riconferma a Presidente. Lavoreró un altro anno per far crescere Democrazia in Movimento.

Il modello Francese

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Si fa un gran parlare, oggi, dei risultati del primo turno delle Presidenziali in Francia.

E a ragione, visto l’importanza di queste elezioni e il potere che avrá chi sará eletto al ballottaggio.

Pochi peró fanno notare che, comunque vada, chi verrá eletto non avrá ottenuto al primo turno il sostegno di nemmeno un quarto dei votanti.

E chi é stato eliminato al primo turno lo é stato per pochi voti, nemmeno il 2%.

È un sistema ben peculiare, pur corretto dal fatto che le elezioni parlamentari si svolgeranno in seguito e con una formula diversa e piú rappresentativa.

É un sistema che spinge al leaderismo e a una scarsa rappresentativitá del Presidente scelto, in cambio di una supposta governabilitá che, visti i dovuti pesi e contrappesi del Parlamento, é soltanto supposta.

Democrazia in Movimento auspica che si abbandonino i modelli maggioritari e i capilista bloccati a favore di una legge proporzionale che dia veramente voce ai cittadini e che porti a superare il leaderismo imperante.

L’anti grillismo

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L’anti grillismo é una malattia che accomuna molti, sia esterni al m5s sia attivisti ed eletti da esso fuoriusciti.
É un contraltare uguale e contrario al fanatismo grillino, per quest’ultimo tutto ció che fa il M5S é buono e bello, mentre per gli antigrillini il M5S é il male assoluto.
Sono pochi, tra i fuoriusciti del M5S, che riescono a valutare con obbiettivitá quell’esperienza, che pure aveva ottimi spunti iniziali e ha certo portato nella politica italiana una ventata di novitá.
È una sindrome simile a quella dei fidanzati traditi, in cui l’amore si trasforma in odio.
Le malefatte del M5S vanno denunciate, in particolare la mancanza di democrazia interna, nonostante i proclami e le promesse, ma vanno anche valutati gli effetti positivi che il M5S ha avuto nella politica italiana, quali il riportare in auge il tema della legalitá, del finanziamento pubblico a partiti e giornali. La legge Severino e il calo dei fondi destinati a partiti e giornali deve molto alle campagne del M5S.
Il M5S ha portato, nel bene e nel male, cittadini comuni in politica e riavvicinato molti elettori alla politica.
Democrazia in Movimento invita gli ex-M5S e i suoi avversari a creare una vera alternativa di democrazia diretta al M5S, dimostrando nei fatti che si possono realizzare le sue promesse iniziali, portando avanti proposte concrete e condivisibili anche dal M5S, senza limitarsi a criticare tutto quello che il M5S dice e fa.

 

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Immagine da http://www.giosby.it

Dopo la sentenza

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La sentenza di ieri della Consulta ha finalmente messo un po’ d’ordine nel caos creato da Renzi con la sua riforma costituzionale e legge elettorale annessa.

Il sistema torna, di fatto, proporzionale con la possibilitá di un premio di maggioranza se qualcuno dovesse raggiungere il 40%.

Restano i capilista bloccati e, con essi, i giochetti interni ai partiti per deciderli. Ma quantomeno sono state limitate le pluricandidature, con l’assegnazione degli eletti per sorteggio e non con ulteriori scelte partitiche, e perció i politici nostrani dovranno metterci sul serio la faccia per puntare a un risultato anche personale.

Il PD continua a puntare sul Mattarellum, che nessun’altro pare volere, mentre i soliti Grillo e Salvini gridano al voto. Mattarella vorrebbe leggi omogenee in Camera e Senato, ma riteniamo difficile il parlamento possa mettersi d’accordo.

Noi di Democrazia in Movimento riteniamo importante che si concluda al piú presto questa legislatura, segnata dalla precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il Porcellum con cui sono stati eletti gli attuali parlamentari.