Tutti gli articoli di Massimo Sernesi

La primavera di DiM

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Si é svolta ieri l’assemblea annuale di DiM, col rinnovo delle cariche che mi ha visto eletto Presidente.
Spero che questa sia l’occasione per un rilancio di Democrazia in Movimento, che ha passato un burrascoso autunno e un lungo inverno di abbandono.
Con l’adesione agli Stati Generali di Sovranitá Popolare spero DiM ritrovi la carica per incidere a livello nazionale nel nostro paese, come abbiamo sempre voluto fin dalla fondazione.
Sono ormai lontani gli echi delle origini che ci vedevano soprattutto critici riguardo al M5S. Il lutto dell’abbandono del MoVimento ormai é superato da molti di noi e stiamo trovando nuovo slancio con la campagna referendaria che sta iniziando e che ci vede nuovamente in prima linea contro le derive autoritarie del governo Renzi. Non é una cosa scontata, molti ex-M5S continuano a crogiolarsi nella sola critica, non costruttiva, a tutto ció che fa il MoVimento, mettendo in secondo piano la lotta ai poteri forti e per cambiare in meglio l’Italia.
Anche le lotte interne che ci sono state ci hanno fortificato e convinti ancora di piú della bontá del nostro operato. DiM é per noi ancora piú preziosa perché abbiamo dovuto lottare per difenderla.
L’apatia degli ultimi mesi ha varie ragioni, ognuno deve fare autocritica per capirne il perché, ma l’importante é che l’assemblea di ieri sia l’occasione per ripartire con nuovo slancio.
Dobbiamo cercare in ogni modo di diffondere il nostro messaggio e le nostre idee, coinvolgendo piú persone possibile.
Ringrazio quanti mi hanno fatto gli auguri sui social network e spero di riuscire a portare avanti al meglio l’associazione durante il mio mandato. Ma per farlo avró bisogno dell’aiuto di tutti, perché un’associazione é forte quanto sono forti e convinti i suoi componenti. Il numero non conta, anche se dovremo fare in modo che gli associati aumentino. Lo faremo coinvolgendo le persone con la nostra passione. Noi pochi, noi soli, noi fortunati.

Il Presidente
Massimo Sernesi

Laicità non è ateismo

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Con l’avvicinarsi delle festività natalizie si susseguono, come ormai ogni anno, le notizie di scuole che eliminano i festeggiamenti “per rispetto delle altre religioni”. Dopo i recenti attacchi terroristici, la notizia è ancora più accentuata dall’apparente scontro tra religioni e dall’esplodere della questione del rapporto con la religione musulmane.
E’ in realtà una manifestazione di ignoranza: la religione è anche un fatto culturale e le festività natalizie risalgono a prima della tradizione cristiana, coi saturnalia romani e altre festività su cui la tradizione cristiana è stata sovrapposta. Basti pensare all’albero di natale e a quanto sia facile trovare un abete in Israele o Palestina.
Il voler sostenere il dialogo tra le religioni o la laicità non deve comportare la negazione delle diverse identità religiose, anzi dovrebbe favorire la conoscenza reciproca tra le diverse religioni.
Meglio sarebbe allora stimolare la conoscenza delle diverse festività, anche non cristiane, piuttosto che negare ai cristiani le loro festività.

Il presente scritto è riferito esclusivamente al suo autore, il quale si assume responsabilità civile e penale dello stesso. Il contenuto non è stato sottoposto al voto degli associati DiM pertanto non necessariamente esprime le posizioni del Movimento. Viene pubblicato per alimentare il dibattito

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Immagine da https://www.flickr.com/photos/99566311@N06/14455178419

Analisi piramidale del conflitto in Siria

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Immagine tratta da http://www.limesonline.com/parigi-il-branco-di-lupi-lo-stato-islamico-e-quello-che-possiamo-fare

Il potere non e’ solo uno. In ogni decisione e in ogni conflitto si contrastano poteri diversi con la propria forza relativa. Ma il potere e’ strutturato in maniera complessa e spesso le forze in contrasto agiscono su livelli diversi.
Si puo’ tentare un’analisi dei conflitti seguendo la struttura piramidale dei poteri.
Si inizia con il livello base: quello in cui le forze in campo sono evidenti e in cui si possono analizzare i fatti nella loro sostanza. E’ il livello più semplice ma anche insidioso perchè occorre ricercare la realtà dei fatti, cosa non sempre semplice.
Il secondo livello è quello politico-sociale, in cui c’è lo scontro tra le forze politiche e le diverse componenti della società. E’ anch’esso un livello abbastanza evidente, ma occorre qui distinguere tra le varie propagande per cercare la verità.
Il terzo livello è quello geopolitico, in cui si scontrano i vari stati con le loro sfere di influenza e i loro interessi. E’ un livello non sempre evidente e occorre ragionare per capire i possibili interessi in gioco.
L’ultimo livello è quello sovranazionale, in cui agiscono le multinazionali ma anche i cosiddetti poteri forti, spesso nascosti. E’ il livello più difficile da comprendere perchè a questo livello le azioni sono di solito nascoste e dissimulate. E’ anche il livello piu’ delicato perche’ nell’analizzarlo bisogna cercare di evitare di essere tacciati di complottismo.

Nel caso della Siria a livello base la situazione è complessa:  la guerra civile contro Assad dura da anni e tra i ribelli anti Assad si è imposta l’ISIS che ha conquistato parte di IRAQ e Siria, controllando anche alcuni pozzi di petrolio. Alcuni stati, tra cui gli USA, stanno bombardando ISIS (maggiori dettagli nel livello geopolitico). L’ISIS è combattuto dall’esercito di Assad, dall’esercito dell’IRAQ e dai curdi (insieme a truppe dell’IRAN e di altri peasi arabi).
A livello politico sociale lo scontro è tra il governo di Assad e i ribelli, a cui si aggiungono i curdi che vorrebbero istaurare un loro stato indipendente e le truppe di IRAN e altri paesi arabi. Le diverse fazioni controllano diversi territori e ne conquistano o perdono di nuovi via via che il conflitto si evolve.
A livello geopolitico si vedono le responsabilità di USA e occidente, insieme ad Arabia Saudita ed altri stati islamici, che hanno finanziato i ribelli anti Assad, tra cui ISIS, e bombardano l’ISIS ma non i ribelli anti Assad, perchè vorrebbero rovesciare il governo di Assad, amico della Russia e nemico dell’Arabia Saudita. La Russia ha da poco iniziato a bombardare ISIS e ribelli anti Assad in supporto al governo siriano. La Turchia bombarda ISIS ma anche i curdi, perchè non vuole che si crei uno stato curdo.
A livello dei poteri forti, ovviamente tutto questo avvantaggia chi vende armi alle parti in guerra e chi specula magari sul petrolio e sul riciclaggio del denaro dell’ISIS. Gli attentati di Parigi contribuiscono ad alimentare il conflitto coinvolgendo l’Europa, che era restia ad intervenire, aumentando i guadagni derivando dall’uso delle armi. Rinsaldano inoltre i legami tra Europa ed USA, utili in vista del TTIP, anche se a questo punto potrebbero riaprire un dialogo con la Russia, per fare fronte comune contro ISIS. Che ci sia qualche evento in futuro per controbilanciare questo fatto e rinverdire il conflitto in Ucraina? Altro aspetto utile, per i poteri forti, degli attacchi di Parigi è la paura, che consentirà di instaurare ulteriori controlli sulle comunicazioni e limitazioni delle libertà.

Il presente scritto è riferito esclusivamente al suo autore, il quale si assume responsabilità   civile e penale dello stesso. Il contenuto non è stato sottoposto al voto degli associati DiM pertanto non necessariamente esprime le posizioni del Movimento. Viene pubblicato per alimentare il dibattito

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