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La nuova Rifondazione a Sinistra

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L’assemblea convocata ieri al Teatro Brancaccio da Anna Falcone e Tomaso Montanari é stata una tappa importante del processo di riaggregazione della Sinistra in Italia.

C’é molto entusiasmo intorno a questo progetto, e lo dimostrano le tante persone intervenute ieri. Purtroppo tra quelle persone ci sono anche molti volti noti, da D’Alema a Vendola, e per pura fortuna non ha partecipato Pisapia.

Molte sono le domande che sorgono guardando lo svolgersi dell’assemblea.
Riusciranno a rimanere indipendenti dai vari capi e capetti?
Creeranno davvero una lista unica a sinistra del PD?
Terranno davvero conto del volere della base?

Ci sono peró alcune certezze che non fanno ben sperare.

  1. Il progetto nasce dichiaratamente a sinistra. Pare che in molti non vogliano rinunciare a questa dicitura, nonostante gli esempi di Podemos e Mélenchon, pure citati, che hanno saputo andare oltre i confini della Sinistra classica
  2. I soliti noti sono stati messi in prima fila, generando giá non poche contestazioni. É chiaro che questi vorranno avere un ruolo, nonostante tutto il loro passato non certo encomiabile. Speriamo che si vogliano quantomeno sottoporre al voto di primarie interne, al che magari almeno qualcuno potrá essere eliminato.
  3. Non si parla in alcun modo di recupero della sovranitá monetaria, ma al massimo di ridiscussione dei trattati europei, necessitá ormai evidente a tutti, ma non é chiaro il fine e i metodi.
  4. L’iniziativa é dichiarata “dal basso” ma sono stati accuratamente scelti i relatori. La partecipazione dei cittadini é relegata all’invio di questionari che sono, al solito, vagliati da un vertice non chiaro (a parte Falcone e Montanari) e non eletto da nessuno.
  5. Il nuovo soggetto politico si vuole contendibile, ma non é chiaro quali saranno le regole interne per prendere le decisioni. Temiamo la contendibilitá sia paragonabile a quella di Possibile, cioé scarsa non avendo i piú gli strumenti per coinvolgere un numero sufficiente di circoli con iniziative veramente dal basso.

Con tutte queste domande e questi dubbi, anche se il progetto riuscisse a formare una vera lista unica a Sinistra, o comunque una lista che punti alla doppia cifra percentuale, come dichiarato da Montanari, non c’é alcuna possibilitá che questa lista riesca, da sola, ad ottenere la maggioranza.

Proprio per la sua caratterizzazione a Sinistra, questa lista si autolimita e si condanna ad essere, se va bene, una nuova Rifondazione Comunista destinata a fare lotte di Sinistra a fianco degli schieramenti piú grandi, portando acqua se va bene al M5S e se va male persino al PD a cui continuano a guardare e attorno al quale continuano ad orbitare.

Noi di Democrazia in Movimento riteniamo sia possibile e utile cercare un’aggregazione delle forze che si riconoscono nella Costituzione e ne vogliono l’attuazione e il miglioramento, al di lá delle obsolete sigle Sinistra-Centro-Destra e delle ideologie.

Riteniamo inoltre punto imprescindibile il recupero della Sovranitá Monetaria, senza la quale lo Stato rimarrá sempre succube della Finanza e l’attuazione della Costituzione é destinata a rimanere un miraggio.

Per questo lavoriamo alla creazione di un Quarto Polo, che non guardi alle vecchie categorie di Centro-Sinistra e Centro-Destra e che superi i problemi del M5S, per un vero polo post-ideologico e non legato a leader, capi e capetti ma con una vera democrazia interna.

Anna Falcone e Tomaso Montanari
da YouTube https://www.youtube.com/watch?v=aZ1d8Abe_bI