Autore Topic: equitalia, la sua storia fra ombre e luci  (Letto 10943 volte)

Offline Luigi Intorcia

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equitalia, la sua storia fra ombre e luci
« il: Sab 19 Lug 2014 12:46:25* »
Apro questo topic per discutere una proposta precisa: ridimensionare equitalia e trovare un punto di equilibrio fra chi resta nell'ingranaggio perverso della riscossione e lo stato o gli enti che hanno bisogno di avere strumenti efficaci per il recupero dei debiti tributari qualunque essi siano
Vado direttamente al punto:

EQUITALIA E' UN ENTE VERAMENTE UTILE PER LA COLLETTIVITÀ?

ANALISI


La legge consente a Equitalia di richiedere, con le cartelle esattoriali, somme di gran lunga superiori rispetto al debito iniziale: ecco le ragioni per cui il debito nei confronti dello Stato arriva quasi a raddoppiare in tre anni.   Quando si riceve una cartella o un'intimazione di pagamento da Equitalia si scopre puntualmente che le somme pretese sono lievitate rispetto al debito iniziale. Oltre alle sanzioni (che arrivano spesso fino al 30% del debito), vi sono altre voci (come gli interessi di mora e i compensi di riscossione) che fanno crescere esponenzialmente il debito verso l'erario. Per un debito di imposte pari a 529 euro, se si paga entro 60 giorni l'importo sale a 818,22 euro, se il pagamento avviene dopo la cifra lievita a 852,22 euro.   Ecco dunque tutte le voci che fanno crescere gli importi delle cartelle, fino a quasi farlo raddoppiare nel giro di pochi anni. 
Gli interessi di mora
Oltre al tributo originario, nella cartella esattoriale di Equitalia vengono chiesti anche gli interessi di mora. Si tratta di quel sovrapprezzo che il contribuente è tenuto a pagare se non provvede al versamento delle somme indicate nella cartella di pagamento di Equitalia. Le somme maturano dalla data di notifica della cartella su ogni giorno di ritardo e sono poi versate da Equitalia all'ente titolare del tributo (Agenzia delle Entrate, Inps, etc.). Il calcolo di tale sovrapprezzo viene determinato in funzione al ritardo nel pagamento, attraverso l'applicazione di una percentuale calcolata su base annua. Il meccanismo è lo stesso degli interessi applicati da una banca sul pagamento di un debito: un interesse rappresentato da un tasso percentuale. Dal 1 maggio 2013, nonostante i tempi di crisi, anche l'interesse di mora è stato aumentato del 0,7% rispetto all'anno precedente, stabilito oggi nella misura del 5,22% annuale.
L'aggio
Oltre al pagamento dell'interesse di mora, se il contribuente non paga la cartella, viene addebitato nella cartella esattoriale un compenso di riscossione, detto ?aggio?. Si tratta di quel compenso, pari all'8%, che riceve Equitalia per la propria attività di riscossione che svolge a favore dello Stato. Ovviamente sono gli stessi debitori a dover pagare le spese della riscossione e, quindi, a corrispondere l?aggio a Equitalia. Per i pagamenti effettuati entro i 60 giorni dalla notifica della cartella, l'aggio è ripartito tra il contribuente e l'ente creditore; per quelli invece successivi esso grava interamente sul contribuente.   Anche nel caso dell'aggio non vengono applicate delle tariffe fisse; la legge attribuisce infatti a Equitalia il diritto di richiedere una percentuale annua, che dal 1 gennaio 2013, è determinato nella misura dell?8% e che si aggiunge agli interessi di mora.

Sanzioni
Anche le sanzioni per l?omesso o il tardivo pagamento della cartella esattoriale sono determinate dalla legge e corrispondono, in media, al 30% del tributo originario.   Come il debito con Equitalia raddoppia Tra interessi di mora, sanzioni e aggio di riscossione il debito del contribuente verso Equitalia aumenta, ogni anno fino quasi a raddoppiare in tre anni.   Questo meccanismo funziona  a senso unico. Se ad avanzare somme dallo Stato  il cittadino o l'impresa ci si deve armare di pazienza e aspettare, senza peraltro il diritto ad alcun premio (sanzione), interessi di mora o aggi di riscossione: il creditore  oggi è fortunato se riesce a recuperare il capitale e gli interessi legali del 2,5%.
« Ultima modifica: Lun 12 Ott 2015 16:54:11* da Luigi Intorcia »


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equitalia, la sua storia fra ombre e luci
« Risposta #1 il: Sab 19 Lug 2014 12:55:44* »
di seguito domande e risposte derivate da internet che ritengo allucinanti, ma importanti, per far capire il vero meccanismo perverso che ? invalso ad equitalia ( avviso che ? spaventoso, quindi preparatevi a ingurgitare terrorismo finanziario puro )
 
I DEBITI DEI GENITORI CON EQUITALIA SI TRASMETTONO AI FIGLI?

Mio papà ha accumulato un debito di 50000 euro con equitalia ho sentito dire che per questo debito non pagato in caso di una sua morte questo debito dovra essere interamente pagato dai figli suoi eredi è vero? Funzionerebbe uguale se facessi un atto da un notaio per rinuciare a un eventuale eredità anche se non ha auto ne case e rinunciare totalmente a debiti e crediti.
S?, i debiti, compresi quelli con Equitalia, si trasmettono insieme ai crediti, le risorse attive, per cui in caso di successione, se accetti, il debitore diventi tu. Se vuoi evitare questo problema, devi fare, dopo che tuo papà non ci sarà più, la rinuncia all'eredità
Gli articoli 519 e seguenti del codice civile disciplinano la rinuncia dell'eredità. Tali norme, appunto, del nostro codice stabiliscono che il chiamato all'eredità ha il diritto di rinunciare alla sua quota ereditaria.
Con la rinuncia, l'erede rinuncia a tutte le attività e le passività del de cuius ma è molto importante fare attenzione ai particolari: tenere un oggetto appartenente al de cuius può comportare un'accettazione di fatto dell'eredità.
Tuttavia, ci potrebbe essere anche un'altra soluzione, ossia l?accettazione con beneficio di inventario (articoli 484 e seguenti codice civile).
Con questa forma di accettazione, i beni dell?erede e del de cuius rimangono distinti in modo tale che i beni del de cuius vengano utilizzati per soddisfare eventuali creditori.
Alla luce di queste informazioni, potrai poi valutare tu, un domani, come è più opportuno agire.
« Ultima modifica: Lun 12 Ott 2015 22:21:11* da Girolamo Alessandro Crociata »
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« Risposta #2 il: Sab 19 Lug 2014 13:01:20* »
da Luigi Orsino

Che cos?? Equitalia
Equitalia ? una societ? pubblica posseduta per il 51% dall?Ufficio delle Entrate e per il 49% dall?I.N.P.S. Il gruppo Equitalia si compone di : Equitalia S.p.A. (capogruppo), Equitalia Servizi, Equitalia Giustizia e di tre agenti della riscossione, presenti su tutto il territorio nazionale, Sicilia esclusa dove prende il nome di Riscossioni Sicilia S.p.A. Nel tempo il numero di agenti addetti alla riscossione per conto di Equitalia S.p.A. ? in via di riduzione ed accorpamento fino a raggiungere il numero di tre. I tre agenti addetti alla riscossione sono:
?   Equitalia nord
?   Equitalia centro
?   Equitalia sud
Riscossione Sicilia, partecipata per il 60% dalla Regione e per il 40% dall?Ufficio delle Entrate.
Equitalia ? la societ? italiana incaricata della riscossione dei tributi.
 Fino al 2006 la riscossione dei tributi era affidata, in concessione, a privati, un pool di circa quaranta soggetti, quasi esclusivamente banche. Il servizio nazionale di riscossione tributi ? tornato in mani pubbliche prima con la creazione di Riscossione S.p.A. e poi, dal 2007, con Equitalia S.p.A., dalla sua costituzione Equitalia ha raggruppato i vecchi concessionari nei tre agenti citati. (dati sito ufficialeEquitaliasastri.it).
Il gruppo Equitalia esercita sia la riscossione non da ruolo, come l?ICI, sia la riscossione da ruolo, ovverosia quella effettuata sulla base dell?emissione di una cartella di pagamento, avente valore di decreto ingiuntivo, il tutto sull?intero territorio nazionale.
La societ? Equitalia S.p.A. dovrebbe avere funzioni prevalentemente strategiche, cio? di controllo sugli agenti, incaricati della riscossione, gli agenti si dovrebbero occupare degli aspetti pi? strettamente operativi legati alla riscossione, Equitalia Servizi di tutte le attivit? tecniche legate all?espletamento delle funzioni, ad esempio soluzioni tecnologiche, Equitalia Giustizia si dovrebbe occupare delle azioni esecutive e delle pene pecuniarie conseguenti ai provvedimenti giudiziari passati in giudicato.
Nel solo 2010 Equitalia ha incamerato introiti pari a 1,29 miliardi di Euro contro una riscossione effettuata per conto dello Stato o per conto di enti non statali di 8,9 miliardi di Euro. (dati ufficiali Equitalia).
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:30:06* da Luigi Intorcia »
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« Risposta #3 il: Sab 19 Lug 2014 13:02:11* »
Cosa ? veramente Equitalia
Equitalia ? la Societ? per Azioni che ha sostituito le societ? private incaricate di riscuotere tributi non pagati, in tal modo lo Stato stesso, attraverso le due agenzie proprietarie, si fa riscossore ed incamera l?aggio (aggravio) dovuto per l?intervento effettuato per recuperare il credito.
Detto cos? pu? sembrare che tutto sia in ordine: chi non ha pagato deve pagare con i dovuti interessi. Nella realt? dei fatti la societ? Equitalia ? una mostruosit? creata e poi messa a punto da apparati statali il cui unico scopo ? perseguire degli utili, quando pi? alti possibile, non trascurando alcun mezzo pur di raggiungere tale fine. I mezzi messi in atto sono un insulto alla libert? del cittadino e al suo diritto di avere giustizia. Essendosi data la forma giuridica di Societ? per Azioni Equitalia si comporta come un?azienda privata, se e quando gli fa comodo, ma in effetti gode di benefici e leggi che la rendono un soggetto ben diverso da una societ? commerciale. Essa gode di un numero imprecisato di privilegi che la pongono al di sopra delle leggi e non la obbligano al rispetto neanche delle pi? elementari regole ne di mercato ne del vivere civile.
Innanzi tutto il concetto di fondo su cui si basa l?operativit? di tale societ? ? che chi non paga un tributo, una tassa o anche una semplice contravvenzione ? un evasore fiscale, concetto assolutamente falso in quanto il mancato, o ritardato pagamento pu? derivare da una situazione contigente del contribuente, anche del tutto indipendente dalla sua volont? ad esempio una malattia o una crisi di liquidit?, magari dovuta a un periodo di recessione economica. In altri casi il debitore potrebbe non essere mai venuto a conoscenza del suo stato di inadempienza o questo stato potrebbe non esistere affatto, come ad esempio nel caso di cartelle di pagamento emesse per errore, le cos? dette cartelle pazze.
Sono tanti e tali i privilegi concessi alla societ? Equitalia che non ? possibile equivocare sulla volont? politica di creare un soggetto, esente dal rispetto di regole e leggi, in grado di perseguitare i cittadini, a torto o a ragione, con modalit? inquisitorie degne di epoche definite oscure, in ogni caso il diritto ? ampiamente calpestato.
Un tempo per poter dare inizio alle procedure per recuperare i crediti vantati occorreva che fosse messa a ruolo una cartella esattoriale, oggi basta la sola comunicazione dell?ente creditore per sguinzagliare i mastini di Equitalia. Una procedura scorrettissima, un privato cittadino per vedersi riconosciuto il diritto ad esigere in maniera forzosa un credito abbisogna del parere favorevole di un Giudice, la societ? in questione no. Essa agisce autonomamente, autonomamente esercita il diritto, concessole dai palazzi del potere, a esigere le somme di cui il cittadino ? debitore, ci? avviene nonostante la stessa societ?, seppur partecipata da enti pubblici, ? una Societ? per Azioni e quindi dovrebbe attenersi alle normali procedure gi?, di per se, sufficientemente vessatorie.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:30:20* da Luigi Intorcia »
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« Risposta #4 il: Sab 19 Lug 2014 13:03:12* »
 Equitalia si avvale nel suo operato, meramente da ottuso gabelliere, di regole create appositamente per renderla inattaccabile, anche quando i crediti vantati sono inventati. Tanto per iniziare la tempistica con cui si muove ? di tale lentezza da far lievitare in modo esponenziale il debito, che il debitore abbia o meno ricevuto comunicazione della sua situazione incominciano subito a maturare interessi e more, inoltre alla societ? spetta un aggio, ricavo, del 9%. In tal modo lo Stato si comporta come una societ? privata pretendendo un ricavo per il suo operato, una volta superati i termini dei 60/90 giorni dalla comunicazione, che ribadiamo non sempre avviene e, a quanto pare, non essenziale ai fini dell?azione di rivalsa, il creditore insolvente si pu? vedere, anche per una semplice contravvenzione al codice della strada, pignorare un bene immobile o sequestrare la vettura, ganasce fiscali, anche quando l?immobile in questione ? l?unico posseduto e la residenza familiare del povero diavolo di debitore, presunto, anche quando la vettura ? un mezzo di lavoro, o quando ? il mezzo di spostamento di un invalido. In realt? una misura cos? drastica come il sequestro di un immobile non dovrebbe scattare mai al di sotto di un debito di Ottomila Euro e fino a Ventimila vi dovrebbero essere delle agevolazioni, nella realt? queste regole non vengono punto rispettate, oppure la societ? aspetta il tempo sufficiente affinch? il debito varchi le soglie indicate.
Il sig. Giuseppe, fonte ?Il Giornale?, imprenditore a Milano da oltre trenta anni, per anni ha inviato all?Inps lettere per contestare dei contributi, nessuno lo ha mai degnato di una risposta. Un giorno, senza preavviso Equitalia gli ha pignorato la casa.
Lo Stato non paga mai o lo fa con ritardi intollerabili, il suo debito verso aziende ? di oltre 90 miliardi di Euro, se ha ritardare sei tu ti rovina.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:30:34* da Luigi Intorcia »
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« Risposta #5 il: Sab 19 Lug 2014 13:04:14* »
Fare gli imprenditori in Italia ? roba da eroi. Se poi si lavora con le pubbliche amministrazioni, bisogna mettere in conto i molteplici ritardi nei pagamenti delle fatture, che si riflettono in altrettanti ritardi nei confronti dei fornitori, delle banche, dei dipendenti dell?azienda, se ce ne sono.
La signora Maria Rita Mura, sassarese, racconta al cronista di Sassari Notizie, titolare della ditta Sassari Semafori S.n.c., ha rateizzato l?Iva. Ha ritardato il pagamento di una rata, una sola, di un giorno, 24 ore, subito ? intervenuta la terrificante Equitalia che hanno preteso un aggravio di spese di ben 9000 Euro. 9000 Euro per 24 ore. Come ? possibile che un?azienda sana si ritrovi all?improvviso sull?orlo del burrone, ad un passo dalla chiusura? Il peccato originale della Sarda Semafori risale al 2006: ?Per an vere un po? di respiro, abbiamo deciso di rateizzare l?Iva al prezzo di un 10% di interessi in pi??. Il 7 luglio 2009 la signora Mura riceve dall?Agenzia delle Entrate una comunicazione relativa alla determinazione dei versamenti rateali: sono venti rate da circa 665 Euro l?una, da pagare ogni tre mesi circa. In tutto poco pi? di tredicimila Euro. Ma il 30 novembre 2009, giono di scadenza della seconda rata, il collegamento internet della banca non funziona. ?Ci ho provato in tutti i modi ma non c?? stato verso di inoltrare il modello F24 ? racconta la signora Mura ? cos? ho riprovato il giorno dopo e ci sono riuscita. Certo, se avessi saputo che avrebbe comportato questo piccolo ritardo, sarei andata in capo al mondo a pagarla?. Passa il tempo e l?azienda continua a versare le rate,una dopo l?altra, fino a quando il 24 giugno 2011 i nodi vengono al pettine: Equitalia notifica una cartella di pagamento da 15.290,98 Euro da pagare all?agenzia delle entrate entro 60 giorni (poi ridimensionata a 14.611,80). ?Dopo lo choc iniziale mi sono informata: la causa era proprio quel ritardo di un giorno nel pagamento della seconda rata dell?Iva, due anni prima? la signora Mura cerca possibili soluzioni, presidia l?Agenzia delle Entrate in preda alla disperazione. ?Ma cosa devo fare? Devo chiudere la mia azienda a causa di un pagamento in ritardo di 24 ore??. Alla fine riesce ad ottenere almeno un consiglio: ? necessario rivolgersi alla Commissione provinciale tributaria di Sassari e fare ricorso avverso la cartella di pagamento. Tramite il suo commercialista la signora Mura fa anche istanza di sospensione e a questo punto, pi? tranquilla, continua a pagare il resto delle rate dell?Iva. Qualche tempo dopo il Comune di Oristano cerca di pagare una fattura alla Sarda Semafori, ed ? cos? che l?azienda scopre di avere la partita Iva sotto osservazione al punto che qualsiasi pagamento sopra i 10.000 Euro viene automaticamente pignorato da Equitalia. ?Pensavo che avendo presentato istanza di sospensione la questione fosse congelata, invece no, perch? la Commissione provinciale tributaria sta esaminando ancora le pratiche di aprile e chiss? quando passer? alla mia?. Nel frattempo l?Agenzia delle Entrate ha annullato la rateizzazione dell?Iva, ma la signora Mura non lo sa ed ? per questo che paga anche la rata del 30 novembre 2011. I soldi di certo non le tornano indietro.
Equitalia ? soddisfatta solo con il pignoramento della fattura saldata dal Comune di Oristano. Prende alla Sarda Semafori 14.611,80 Euro che si aggiungono ai circa 7000 Euro corrisposti con il pagamento delle prime 10 rate dell?Iva. ?Insomma: dovevo pagare 13.000 Euro, e alla fine ne ho sborsato 21.000!?. Se per caso, tra molti mesi, la Commissione provinciale tributaria dar? ragione alla signora Mura, ancora non sar? finita. ? Se vorr? ottenere il rimborso, dovr? pagarmi un avvocato e fare causa allo Stato?.
Nel frattempo per? i problemi non sono finiti: il pagamento della fattura ? stato anticipato dalla banca, alla quale ora l?azienda deve restituire i denaro. ?E per fortuna ancora non mi hanno tolto i fidi. Si stanno dimostrando comprensivi, cos? come i fornitori, ai quali ho chiesto di avere pazienza. Se la gente aspetter?, allora ho qualche speranza di tenere aperta l?azienda. Mi stanno aiutando tutti?a parte lo Stato, che mi sta trattando peggio di una criminale. E dire che ho sempre pagato?.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:30:47* da Luigi Intorcia »
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« Risposta #6 il: Sab 19 Lug 2014 13:05:11* »
Il decreto legislativo 462 del 18/12/1997 sulle procedure di liquidazione, riscossione e accertamento all?alrticolo 3, afferma che? Il mancato pagamento anche di una sola rata comporta la decadenza della rateizzazione e l?importo dovuto per imposte, interessi e sanzioni va corrisposto subito ed in misura piena, dedotto quanto versato, ? iscritto a ruolo se non immediatamente pagato?. La Sarda semafori non ha omesso alcun pagamento, ha solo versato una rata con un giorno di ritardo.? Possibile che sia la stessa cosa??.
Leggiamo su: Informare per resistere del 04 gennaio 2012. Un malato di alzheimer della provincia di Genova, ha perso la casa per non aver pagato una multa di 63(sessantatre) Euro. Una multa che molto probabilmente non si ricordava neanche di aver ricevuto. Prendersi una casa a copertura di un debito di 63 Euro, non vi sembra una soluzione leggermente esagerata? Il nuovo capitolo, fonte edizione genovese del quotidiano La Repubblica, riguarda ancora il nostro sfortunato amico che nel 2005 ( allora c?era ancora Gestline, cambia il nome ma non la sostanza) ha toccato veramente il fondo, lo squallore pi? totale. Dovete sapere che il povero ammalato era di famiglia benestante, era perch? ci ha lasciato nel 2008, la multa non l?ha pagata non perch? non voleva ma, perch? era davvero malato. Per di pi? anche sua moglie era invalida al 100%. Ma attenzione, ora arriva il bello: la casa non poteva essere pignorata legalmente. Il tetto minimo di un debito, che pu? portare ad un esproprio, ? di 8000 Euro. Eppure gli hanno portato via la casa per molto, molto meno. Perch? Equtalia si ? incattivita tanto con lui? Perch? ? arrivata ad infrangere la legge per portargli via l?appartamento? Molto semplice: L?asta, secondo gli inquirenti venne tenuta nascosta allo scopo di non informare l?espropriato, permettendo cos? a dei compratori? amici? di vincere l?asta a basso prezzo. La sua famiglia, inoltre, volendo ricomperare a tutti i costi la casa, per comprensibili ragioni affettive, i funzionari corrotti gli impedirono di farlo. La famiglia, per rientrare in possesso del bene, si ? dovuta rivolgere ai vincitori dell?asta, pagando un prezzo debitamente gonfiato. Tutto ci? a portato, nei giorni scorsi, il PM Francesco Pinto a chiedere il rinvio a giudizio per quattro persone. Si tratta del direttore ligure di Equitalia Piergiorgio Iodice, e dei funzionari della stessa societ? concessionaria del servizio riscossione tributi: Silvia Angeli, Roberto Maestroni, Pierpaolo Trecci. Il caso del 2005 ? diventato materia penale solo nel 2009 quando i figli dell?ex proprietario dell?appartamento di Piazza Duca degli Abbruzzi presentarono una denuncia affidandosi all?avvocato Massimo Auditore. La Procura contesta tutta la pratica, dall?inizio alla sua conclusione. Si parte dalla procedura esecutiva, ossia quella dell?esproprio. Fino al 2 dicembre del 2005 gli ufficiali della riscossione potevano pignorare un appartamento anche per un debito scaduto di appena 1500 Euro (nel frattempo la multa originaria di soli 63 ? era lievitata a dismisura). Solo successivamente il tetto ? stato alzato a 8000 Euro. Con una memoria difensiva gli indagati sostengono che, purtroppo, all?epoca quelle erano le regole, e quindi, messo in moto il meccanismo, non ci si poteva pi? fermare. Ma il consulente della Procura della Repubblica, Massimo Serena, la pensa diversamente. Dall?esame della documentazione sostiene che tutto l?iter si ? messo in moto per una sola cartella da 63 Euro. Non ? tutto. Il consulente spiega che, prima di procedere all?esecuzione, Gestline, avrebbe dovuto iscrivere una nuova ipoteca che avrebbe dato sei mesi di tempo al debitore per rimediare. In questo modo, secondo la Procura, sarebbe scattata la seconda violazione, quando l?appartamento venne spropriato con i nuovi limiti alzati ormai ad 8000 Euro.       
L?Associazione Noi Consumatori di Genova ci fa sapere che una famiglia con tre bambini si ? vista mettere all?asta l?appartamento in cui abitavano per un debito verso l?erario di 15.000 Euro.
A Roma, Fonte Associazione consumatori, ad una signora, per una cartella esattoriale di 50 ?, per una contravvenzione, Equitalia ha disposto il fermo amministrativo dell?auto. Il signor nunzio, racconta a lettera 43, di fare l?autista da vari decenni, il titolare dell?azienda presso cui lavora non ha pagato alcune multe, il debito ? lievitato, spropositatamente, fino a 19.500 Euro. Equitalia gliha pignorato la casa,l?ha messa all?asta,. l?ha venduta, e lui ? venuto a sapere tutto solo quando ha bussato alla sua porta l?Ufficiale Giudiziario con i Carabinieri ed il nuovo proprietario.
Il fermo amministrativo di mezzi, anche di lavoro, riguarda oltre 6 milioni di autoveicoli, se si viene beccati a guidare, nonostante il fermo, non importa se per necessit? di lavoro, ci sono altri 2500 Euro di multa o un?altra bella cartella esattoriale, a scelta.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:31:07* da Luigi Intorcia »
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« Risposta #7 il: Sab 19 Lug 2014 13:06:05* »
Il motto di Equitalia ??Per un paese pi? giusto?. Sar?? Ma Elena Polidori nel suo Resistere ad Equitalia (Aliberti Editore) racconta che il signor Francesco, 46 anni, licenziato, bimba a carico, si ? visto pignorare il suo mini appartamento per non aver pagato il canone RAI.
Sempre la Polidori ci racconta il caso di un artigiano restauratore di Moncalieri, 58 anni, tale Mauro Bordis, per un debito, ben ritoccato da Equitalia, di 6000 ? si ? visto ipotecare la casa, ha perso i fidi in banca ed ? finito in bancarotta. Risultato: il poveretto ? morto d?infarto. Dalla stesse fonte apprendiamo che hanno inviato un preavviso di ganasce fiscali persino ad una onlus torinese che si occupa dell?assistenza domiciliare a malati terminali di cancro, per 3000 Euro ti tasse sui rifiuti non pasgate.
Un simile comportamento vessatorio non trova riscontro in nessuna parte del mondo. Se poi si considera che se la societ? avr? un attivo lo avr? realizzato lucrando, indegnamente, sui cittadini, se invece avr? un passivo saranno i cittadini stessi a doverlo risanare con le tasse pagate, in ogni caso ? il cittadino a dover sostenere l?onere del mantenimento della societ?, che si comporta, lo ribadiamo, ora come una azienda privata, ora come un ente pubblico, a secondo di ci? che pi? gli fa comodo. Se si vuole far passare l?operato di questi vampiri come un sistema drastico per risanare le casse dello stato la cosa ? ugualmente opinabile, sia perch? non si pu? operare in dispregio dei diritti umani sia perch? le azioni troppo aggressive causano molti pi? danni di quanti ne sanano. Ad esempio se ad un imprenditore, che ? debitore verso lo Stato, magari per non aver versato l?anticipo IVA, che nella sostanza ? una forma di finanziamento forzoso preteso ingiustamente non potendo stabilire quanto sar? il reale ammontare dell?VA incassata, all?imprenditore possono essere sequestrati i beni strumentali, quindi egli non potendo continuare la sua attivit? fallir?, avendo perso la sua azienda smetter? di essere un contribuente, cos? come smetteranno di essere contribuenti i suoi dipendenti che avranno perso il lavoro .  Anche nel caso egli venisse nominato custode giudiziario dei beni sequestrati ci? non mette e non toglie nulla, se non sar? in grado di pagare sar? bancarotta. Imprenditore e dipendenti saranno costretti a rivolgersi allo Stato per un sostentamento, che non riceveranno, se non in misura ridicola. Quindi se l?intenzione era di combattere il disavanzo delle casse dello Stato ci sembra che si ottenga l?effetto contrario.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:31:25* da Luigi Intorcia »
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equitalia, la sua storia fra ombre e luci
« Risposta #8 il: Sab 19 Lug 2014 13:06:52* »
Ugualmente dicasi per un cittadino, lavoratore dipendente o pensionato, che debitore verso un ente o verso lo Stato si vede pignorare la propria abitazione, abitazione che poi sar? venduta all?asta, con i sistemi e le modalit? rasenti la collusione mafiosa propria di tali vendite, si vedano i numerosi casi e sentenze emesse da vari Tribunali. Una volta senza casa il cittadino, sicuramente impossibilitato ad acquistare una nuova abitazione, altrimenti avrebbe pagato il suo debito, sar? costretto a chiedere un alloggio popolare agli enti preposti, non lo otterr? perch? in Italia, oramai, non si costruiscono pi? tali tipi di alloggi, in ogni modo finir? con il gravare sulle finanze pubbliche, non pagher? pi? l?ICI, e ci mancherebbe, e sar?, probabilmente ridotto allo stato di indigente.
Ci preme in modo particolare mettere in risalto l?inadeguatezza di un sistema che persegue delle finalit? occulte ben diverse da quelle dichiarate, non la ricerca di un riassesto delle finanze pubbliche ma un illecito arricchimento di una societ? che usa gli introiti per auto sostenersi ed alimentare il sistema del clientelismo, nel contempo le cifre recuperate dalle istituzioni si perdono negli infiniti rivoli dello spreco di denaro pubblico.
Il fatto che Equitalia non debba dare alcuna dimostrazione dei crediti vantati e di cui si fa esattore e che l?azione di aggressione non si ferma neanche di fronte alla dimostrazione di un eventuale errore ? cosa aberrante. Il poveraccio incappato nella rete fraudolenta dovr? attendere il pronunciamento di un Giudice, che lo far? dopo anni, difficilmente il Giudice sospender? l?azione legale, diciamo pure mai, intanto i malandrini avranno spoliato il malcapitato. Si metta pure nel conto il fatto, non casuale, che Equitalia ? particolarmente solerte nei confronti di soggetti deboli, mentre ? accomodante con Comuni, Province, Regioni, Enti o individui agiati che possano vantare appoggi politici. Ovviamente gli esattori non hanno interesse a mettersi contro chi li foraggia.
 Stiamo assistendo ad un vero e proprio stillicidio con marcate ripercussioni sociali: proteste, aggregazioni di cittadini per meglio difendersi e nei casi peggiori si ? assistito addirittura a suicidi di persone rovinate dagli estorsori di regime. Non si creda che definirli estorsori ? un?esagerazione, nelle azioni e nei fatti il comportamento di questa societ? di recupero crediti ricalca il comportamento tipico della criminalit? organizzata. Pretendono molto pi? del dovuto, quando ? dovuto, fanno pressioni continue, ai limiti delle minacce, tartassano e intimidiscono con pressanti richieste. Tutte azioni che ci si pu? aspettare da soggetti illeciti e non certamente da enti pubblici, Equitalia tale dovrebbe essere essendo partecipata per la sua totalit? da enti pubblici.
Che Equitalia sia un?emanazione dell?Ufficio delle Entrate e dell?INPS non ? assolutamente garanzia di equit?, come vorrebbe far pensare il nome che si sono dati, tutt?altro. Essendo l?ufficio delle Entrate un ente gestito malissimo, anche esso a natura persecutoria, in cui le entrate di un fisco asfissiante assorbe gran parte del reddito dei cittadini italiani, costretti a lavorare gran parte dell?anno per pagare le tasse che hanno raggiunto livelli insostenibili, tasse che servono a mantenere in piedi un apparato statale costituito in gran parte da una casta parassitaria. Tale ufficio per imporre il rispetto di assurdi livelli di prelievo fiscale ? costretto a ricorrere alle forze armate: la Guardia di Finanza. Ci? ci sembra una soluzione da regime dittatoriale.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:31:42* da Luigi Intorcia »
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« Risposta #9 il: Sab 19 Lug 2014 13:07:41* »
L?INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) dovrebbe occuparsi, principalmente, di erogare le pensioni ai lavoratori traendo i fondi da quanto i lavoratori stessi hanno versato durante gli anni in cui hanno lavorato. L?incapacit? di tale ente a ben gestire tali fondi dirottandoli verso altre destinazioni, come ad esempio i famosi ammortizzatori sociali, ma soprattutto utilizzandoli per auto finanziarsi e mantenere una struttura elefantiaca, in cui i sindacati fanno il bello e cattivo tempo, sperperando risorse in maniera avventata e facendo del clientelismo l?unica valida referenza. L?unica soluzione che il governo ha trovato per porre rimedio a questo disastro ? di non pagare le pensioni, elevando progressivamente l?et? pensionabile fino ai 70 anni, prossimamente. Come dire facciamo economia sperando nella morte dei lavoratori, magari accelerandone la fine con la costrizione a lavorare fino a tarda et?. Va tenuto conto che a 70 anni anche un lavoro d?ufficio pu? risultare pesante, figuriamoci un lavoro usurante.  Insomma anche l?INPS ? un chiaro esempio di una massiccia mole di errori imperdonabili.
Essendo Equitalia figlia di questi enti, specchiati esempi di incompetenze e sperequazione, non ci si pu? meravigliare se ha fatto dell?iniquit? la sua bandiera.
Non dimentichiamo la Sicilia dove il recupero crediti ? affidato alla societ? Riscossioni S.p.A. partecipata dalla regione e dall?Agenzia delle Entrate. In Sicilia non mancano esempi, di un passato non troppo lontano, in cui tale funzione era stata affidata alla mafia, attraverso l?operato dei fratelli Greco. Oggi? non azzardiamo ipotesi, diciamo solo che, in Sicilia come nel resto d?Italia, dove ci sono in ballo molti soldi le mafie cercano, e spesso riescono, a mettere mano.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:31:57* da Luigi Intorcia »
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Re:equitalia, la storia di una associazione a delinquere legalizzata
« Risposta #10 il: Sab 19 Lug 2014 13:09:52* »
Conflitto d?interessi

Le critiche a cui si presta l?operato di Equitalia sono veramente una mole impressionante e, purtroppo, tutte fondate. Diciamo purtroppo perch? sarebbe anche giusto che chi ? debitore verso lo Stato provvedesse a regolarizzare la sua posizione, a patto che tale debito scaturisca da una normale pressione fiscale, da un?equa valutazione delle cause che hanno portato al debito e da un civile tentativo di riconciliazione bonaria. Tutte cose totalmente assenti in Italia. E? risaputo che in Italia abbiamo una pressione fiscale da paese scandinavo, ma servizi da repubblica delle banane, che il debito non viene valutato ne vengono prese in esame le motivazioni che l?hanno generato, che spesso tale debito ? inesistente, che non vi ? mai, dico mai, la possibilit? di un accordo civile. Chiunque si rechi in un ufficio Equitalia verr? trattato come un pezzente, anzi come un delinquente, come un evasore che mette in crisi l?intero sistema Italia con il suo operato da malavitoso ( fonte esperienza personale). Una sorta di difesa preventiva che si manifesta sotto la forma di un?aggressivit? generalizzata tesa a prevenire e spegnere sul nascere qualsiasi contestazione, l?assurdo ? che questo comportamento spesso funziona e molti vengono, cos?, scoraggiati dal ribellarsi a palesi ingiustizie.
Che Equitalia appartenga all?Agenzia delle Entrate ed all?INPS genera sovente dei paradossi, dei veri e propri conflitti d?interesse che essi pensano di aver superato essendosi dati la forma di Societ? per Azioni. Come se delle persone apparentemente irreprensibili per poter fare affari sporchi si diano una adeguata forma societaria su cui poi addossare tutte le eventuali colpe se e quando i nodi verranno al pettine. Ovviamente si tratta di un maldestro tentativo di mascheramento, la propriet? di una societ? resta sempre responsabile per il comportamento della societ? stessa, non per niente in Italia non esiste la ?Societ? Anonima?, che, in ogni caso, neanche garantisce l?impunibilit? dei soci, ma solo una maggiore ?tranquillit??.  Veniamo al conflitto d?interessi: esso ? inevitabile quando il soggetto creditore si fa  giudice, carceriere e boia, saltando tutti i passaggi che sono previsti, giustamente, dalla procedura civile in caso di insolvenza. Dobbiamo dunque dedurre che ci? che vale per ognuno di noi non vale per lo Stato, che le regole  sono costruite ad arte per  sfavorire una parte a favore dell?altra. Insomma:
? Fai come dico io ma non come faccio io?, sembra essere questo il concetto ispiratore della societ? fondata da enti pubblici per perseguire i suoi creditori. Inoltre il fatto che le regole vengano adattate in modo da colmare possibili vuoti in cui il povero creditore, assalito alla gola, possa trovare possibili spazi di manovra rende vani i tentativi di sottrarsi agli assalti.
Nel caso in cui un cittadino risulti debitore, a torto o a ragione, verso l?agenzia delle entrate, lo stesso non si vedr? recapitare un sollecito di pagamento con aggiunta di interessi legali, ma una cartella esattoriale con un aggio per il riscossore del 5 % pi? un altro 9 % se il pagamento non avviene nei termini indicati. In questo caso il creditore si fa anche esattore. Se un imprenditore non paga, o dimentica di pagare, una rata all?INPS non ricever? un avviso bonario ma la solita, minacciosa cartella esattoriale, con il consueto pesante aggravio e aggiunta di pesanti minacce di ritorsioni. Minacce non teoriche, infatti l?ente debitore attraverso la societ? di recupero, metter? sotto sequestro cautelativo i beni dell?imprenditore, anche strumentali. In tal modo si realizza non solo un palese conflitto d?interessi, in quanto ? il creditore a decidere come e quando agire, in tutta autonomia, contro il debitore, ma lo mette anche nelle condizioni di non poter onorare il debito. Se sono un padroncino ed il mio mezzo di trasporto, un furgone ad esempio, viene fermato, cautelativamente, dalle ganasce fiscali, io non posso continuare a lavorare, quindi, con ogni probabilit? non sar? in grado di regolarizzare la mia posizione. Il passare del tempo, con il maturare degli interessi e l?aggravio di altre spese di recupero unitamente ad ulteriori sanzioni pecuniarie faranno lievitare il mio debito fino al punto che la societ? di riscossioni potr? pignorare un mio bene immobile, magari l?unico e magari la casa in cui abito con la mia famiglia. Un meccanismo perverso, privo di ogni logicit?, se non quella di aggredire con qualsiasi mezzo, fare cassa ed incamerare illeciti guadagni a danno di chi ? gi? costretto a combattere giornaliermente con una situazione economica traballante, in odore di recessione, che magari ha tagliato pesantemente i  guadagni e messo nella condizione di essere debitore e di poter essere attaccato dai famelici sgherri di stato.
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« Risposta #11 il: Sab 19 Lug 2014 13:12:22* »
Il termine ?Polis? con cui spesso si accompagna il nome della societ? Equitalia, e che vorrebbe richiamare alla mente le polis greche, primi esempi di democrazia, ? un insulto alla democrazia stessa e un maldestro tentativo di voler mascherare la natura aggressiva di tale societ?. Sarebbe come se un delinquente aggiungesse al suo nome l?aggettivo ?buono? nella speranza di ingannare le forze dell?ordine e dare di se un?immagine ritoccata. Un inutile tentativo, che non ingannerebbe nessuno, ed infatti non inganna nessuno.
Al legislatore, che ha fornito tanto potere alla societ? di riscossioni tributi, non pu? essere sfuggita la natura antidemocratica che stava dando a tale organo, non pu? non essersi accorto che violava i diritti civili dei cittadini, non pu? non aver capito che partiva dal concetto che ogni debitore, nei confronti dello stato, ? un evasore fiscale. Coloro che sono debitori verso le istituzioni in quanto evasori fiscali vengono perseguiti anche penalmente, se ci? non avviene vuol dire che il debito ? di altra natura, non dolosa, ma semplicemente dovuta a difficolt? finanziarie del debitore o a situazioni di cui lui, magari, non ? neanche a conoscenza. Una contravvenzione, con pena pecuniaria, al codice della strada pu? anche non essere notificata, in tal caso sarebbe, e ribadiamo sarebbe, impugnabile, ma nel mentre se ne viene a conoscenza, del come e perch?, la cartella esattoriale, ed i meccanismi perversi che l?accompagnano, ha incominciato a sortire i suoi effetti. Quando ci si rende conto di essere finiti in una trappola spesso ? tardi. Il modo oscuro con cui sono stilate le cartelle esattoriali costringono il malcapitato a recarsi presso uno sportello Equitalia, dove altre centinaia di vittime come lui sono in fila, per poi sentirsi rispondere sgarbatamente ed in maniera ancora pi? sibillina da un impiegato addestrato a parlare senza dire niente, a parlare facendoti sentire in colpa, a trattarti come un aspirante malfattore ( esperienza diretta dell?autore che ha passato intere giornate ad ascoltare le risposte date dagli impiegati ). Non tutti siamo avvocati, e non tutti abbiamo la capacit? di opporre argomentazioni erudite a chi ti tratta da pezzente truffaldino. Tutto ci? fa parte di un sistema creato a tavolino da chi a voluto rendere potentissima la societ? di ?estorsione? crediti, le ha voluto fornire tutti mezzi legali, semplicemente rendendo tali anche quelli che per logicit? dovrebbero essere considerati illegali, affinch? essa possa operare in  condizioni di sospensione delle libert? civili.
Tutto ci? ricorda un po? ci? che ? avvenuto negli USA dopo l?11 settembre 2001 dove, sotto l?onda emozionale, ? stata approvata una legge che sospende le libert? civili degli individui in caso di sospetti di attivit? terroristiche: Patriot act. In realt? poi questa legge viene usata spessissimo ed in casi per nulla collegati al terrorismo.
Riteniamo che tutto ci? nel suo insieme costituisce non gi? solo un palese conflitto d?interessi, i rappresentanti da noi eletti hanno creato un sistema per aggredirci invece che per servirci, mascherandolo dietro una facciata di cartapesta, ma costituisce un?offesa gravissima alla libert?, limitandola e spesso annullandola.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:32:12* da Luigi Intorcia »
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« Risposta #12 il: Sab 19 Lug 2014 13:13:32* »
Equitalia, come abbiamo pi? volte affermato, ? una societ? per azioni posseduta per il 51% dall?Ufficio delle Entrate e per il 49%  dall?INPS, gi? questo ci sembra un notevole caso di conflitto d?interesse. Il creditore (Ufficio delle entrate o INPS) non pu? essere al tempo stesso anche esattore e addetto alla riscossione forzata di crediti insoluti; insomma le funzioni di Giudice, giuria e boia non possono essere delegate ad un?unica societ?, Equitalia appunto. Se poi consideriamo che l?Ufficio delle Entrate ed Equitalia sono dirette dallo stesso personaggio allora il conflitto d?interessi diviene pi? che un sospetto, diviene una tragica certezza. La volont? inquisitoria, la bramosia di voler perseguire ad ogni costo, chi ? debitore, o presunto tale, verso lo Stato, senza tener conto delle motivazioni che hanno causato lo stato di insolvenza, ? talmente forte che si ? disposti a passare sopra ad ogni considerazione di buon senso, affidando un enorme potere ad un solo uomo, Il Sig. Attilio Befera, che in pratica detiene nelle sue mani le sorti di svariati milioni di italiani. La tentazione ? troppo forte e la carne ? debole, si sa, per cui il buon senso imporrebbe di diffidare di chi gestisce troppo potere. Inoltre il Sig. Befera, conscio della forza di cui dispone, non manca occasione per lanciare messaggi inquietanti, minacciosi proclami nei quali, novello Torquemada, garantisce persecuzioni a tappeto contro tutti coloro che egli ritiene evasori fiscali. Poich? lo Stato parte dal presupposto che tutti gli italiani siano evasori, salvo riuscire a provare il contrario, cosa quasi impossibile da farsi, egli garantisce che ci perseguiter? tutti, indagher? su ogni nostro pi? piccolo acquisto, controller? ogni movimento bancario, setaccer? la nostra vita senza nulla tralasciare. Se vi state chiedendo dove sia finita la privacy, che fine abbiano fatto i diritti civili, rassegnatevi, sono finiti nel cesso, preceduti e seguiti da tutto ci? che rendono un uomo libero differenziandolo da uno schiavo. Qualche giorno fa il bieco inquisitore alla richiesta di esprimere un parere sull?impressionante numero di suicidi che sta sconvolgendo il nostro paese ha risposto con brutale arroganza che chi non ? in difetto non viene perseguito, se chi viene perseguito prende decisioni drastiche forse ha molto da temere e che in ogni caso lo Stato non si fermer? ma continuer?, impassibile, a tartassare e strangolare. E? bravo il nostro censore! Noi dobbiamo essere perseguitati e i nostri morti vengono derisi, intanto lui favorisce i suoi parenti:
Da ?Il Giornale.it?
  Cos?hanno in comune Coni ed Equitalia? Apparentemente nulla, se non la medesima origine pubblica. In realt?, i top manager del Comitato Olimpico Nazionale e dell?azienda di Stato che si occupa della riscossione dei tributi, Raffaele Pagnozzi e Attilio Befera, hanno provveduto a sistemare i rispettivi figli con assunzioni incrociate.
Il curioso intreccio, pi? simile a uno scambio azionario che a un favore tra amici, viene segnalato dal quotidiano economico Italia Oggi. Protagonisti sono Marco Befera, figlio dell?amministratore delegato di Equitalia, assunto mesi fa al Coni e inserito nei servizi legali, e Flavio Pagnozzi, figlio del segretario generale del Comitato olimpico, da poco in organico della S.p.A. del fisco.
Interessante rilievo: Raffaele Pagnozzi ? anche amministratore delegato della Coni servizi S.p.A., societ? controllata dal ministero dell?Economia che, guarda caso, controlla anche Equitalia attraverso l?Agenzia delle Entrate.
L?operazione a vantaggio dei rampolli dei manager di Stato non ha nulla di irregolare e sarebbe passata inosservata se i soggetti coinvolti operassero in ambito privato. Ma la cosa inevitabilmente ?fa notizia? se sotto i riflettori finiscono due big del cosiddetto ?pubblico?, con il relativo strascico di polemiche e obiezioni.
Cos?, in attesa dei probabili giri di valzer che accompagnano il passaggio delle consegne tra un governo e l?altro, chi pu? si organizza, mettendo gli eredi al riparo dalle intemperie. Il vecchio modello della provvidenziale ?raccomandazione?, insomma, non tramonta mai.
Questo sarebbe l?archetipo del fustigatore della morale pubblica?  Costui pu? permettersi di chiamare tutti noi evasori?
I suoi scheletri nell?armadio devono essere per forza di cose numerosi, nessuno arriva a gestire tanto potere senza scendere a compromessi, senza tacitare la propria coscienza, ammesso che ne abbia una, rendendola satolla di privilegi e lussi che lo elevano, pensa lui, al di sopra della gran massa di pezzenti, noi, che sguazzano nelle difficolt? quotidiane.
Evasori, dice lui, ma ? essere evasori cercare di evitare, almeno un po?, almeno in piccola parte, una pressione fiscale che sfiora, quella ufficiale, il 60%? Io credo che si tratti di LEGGITTIMA DIFESA. Se qualcuno cerca di portare via il pezzo di pane che faticosamente sono riuscito a portare a casa e per contro, cercando di attenuare il danno, cerco di nasconderne un pezzo, io non mi sento un criminale. Criminale ? chi affama la mia famiglia.
Qui parliamo di gente come tutti noi, non di grandi evasori, quelli non vengono mai toccati seriamente, anzi siedono comodamente alla stessa tavola dei criminali che ci strangolano e con loro si spartiscono il maltolto.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:32:26* da Luigi Intorcia »
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« Risposta #13 il: Sab 19 Lug 2014 13:14:23* »
Incremento del debito
Il sistema Equitalia non si limita ad esigere quanto dovuto dal debitore allo Stato, evitando, ovviamente di indagare sulla natura e sulla veridicit? di tale debito, ma, pi? articolatamente, mette in atto dei meccanismi per far aumentare tale debito. Il fine ? scontato: incassare il pi? possibile, incassare una percentuale maggiore per se stessa e mettere il debitore in gravi difficolt?. Il fine ultimo ? impadronirsi dei beni, immobili, del povero creditore. Tutto ci? ha l?inconfondibile sapore dell?illegalit?, confrontati tra loro le modalit? con cui le organizzazioni criminali esercitano pressioni sulle loro vittime non si discostano di molto dal modus operandi della societ? di riscossione crediti inevasi. Si inizia con una fumosa comunicazione, quando si ? fortunati a riceverla, cartella esattoriale, tale comunicazione contiene indicazioni sull?entit? del debito ma non sulla sua origine, in alcuni casi questa origine viene solo genericamente indicata, alcuna specifica viene recapitata unitamente alla cartella. La cartella esattoriale ? gi? un atto esecutivo valido, non abbisogna della convalida di nessun Giudice. Chi ricevendola crede, erroneamente, che essa sia solo un avviso sbaglia, l?errore ? generato dal fatto che chiunque vanti un credito abbisogna prima dell?emissione di un decreto ingiuntivo e poi, dell?azione di un Giudice che sentenzi il pignoramento dei beni del debitore. Tutti, ma non Equitalia, essa se la canta e se la suona da sola, ? al di sopra delle leggi, ? un soggetto libero da ogni vincolo giurisprudenziale. La lettura della cartella esattoriale non ? per niente agevole, anzi ? quasi incomprensibile in ogni sua parte, in compenso contiene chiare ed inequivocabili minacce di ritorsione in caso di mancato pagamento, le scarse indicazioni relative alla possibilit? che si tratti di un errore e che esiste il modo per poter dimostrare tale errore sono esposte in maniera sibillina, mentre le minacce sono ben chiaramente proferite. Tanto ? perverso questo meccanismo che molti si precipitano a pagare, senza accertarsi se quanto richiesto ? veramente dovuto, tale ? il, giustificatissimo, terrore di restare intrappolati nella rete che ? stata lanciata. Ovviamente se ha ricevere la cartella ? un avvocato o un commercialista o una persona che, in qualche modo, conosce i metodi inquisitori della societ?, questi mette in campo tutte le armi in suo potere per contrastare la richiesta, purtroppo i debitori sono, per la maggior parte persone poco ambienti, o che non possono permettersi di sopportare le conseguenze di un contrasto, che nel frattempo sortisce i suoi effetti. Se siete un piccolo imprenditore una cartella esattoriale, anche se sfacciatamente ?pazza? equivale ad un decreto ingiuntivo, in presenza di una tale situazione le banche ritirano i fidi causando un effetto valanga dagli esiti funesti. Dunque, chi pu?, paga e spera che il fulmine non cada due volte nello stesso posto.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:32:39* da Luigi Intorcia »
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« Risposta #14 il: Sab 19 Lug 2014 13:15:33* »
Partiamo dal presupposto che voi siate veramente debitori verso lo stato o verso un ente o verso un Comune (che se vi segnala quale insolvente si vede stornare il 33% di quanto maggiormente incassato), al momento del ricevimento della cartella avrete il vostro debito aumentato del 5% che sale al 9% dopo 60 giorni, degli interessi, delle more e delle pene pecuniarie, il tutto arriva agevolmente al 50%, se il vostro ritardo si protrae per dodici mesi il vostro debito si raddoppia. Affinch? tutto ci? avvenga la societ? di recupero crediti non ? mai sollecita a comunicare il fatto all?interessato, anzi la sua ? una lentezza biblica, lascia che passino anche alcuni anni prima di reclamare il pagamento, in tal modo il vostro debito cresce spropositatamente e di pari passo cresce la percentuale che costituisce il ricavo di Equitalia, chiaramente cresce anche ci? che lo Stato incassa. In ogni caso abbiamo visto che Equitalia ? lo Stato, quindi questo meccanismo ? messo in atto dallo Stato contro i suoi  cittadini per meglio mungerli, e per privarli, nel caso non siano in grado di pagare dei suoi beni. La societ? Equitalia ? stata gi? richiamata dall?Alta Corte per questi suoi metodi truffaldini, ma grazie alla copertura delle istituzioni pu? infischiarsene bellamente.
L?eventuale rateizzazione del debito, a cui la societ? ? stata obbligata, non risolve la questione perch? gli interessi continuano a correre e se sospendete i pagamenti vi trovate in una situazione ancora peggiore. Purtroppo abbiamo visto che chi ? debitore verso lo Stato, il peggior creditore immaginabile, ? quasi sempre una persona in cattive condizioni economiche per cui l?accanimento verso di lui ? un?offesa al buon senso ed alla solidariet? civile. Meglio sarebbe, una volta accertate le reali condizioni economiche del debitore, arrivare ad un accordo bonario, magari recuperare solo parte del dovuto evitando guasti sociali che inevitabilmente si ripercuotono su tutti e che comunque generano effetti boomerang. Spingendo la gente verso la soglia di povert? non si risolvono i problemi del paese ma si da la possibilit? di un indebito arricchimento a chi non ne ha alcun diritto.
Questi meccanismi perversi non vanno considerati singolarmente ma visti nel loro insieme quali tasselli di un ben elaborato piano per incrementare l?esposizione del cittadino verso lo Stato che si mostra non come organismo garante dei diritti di tutti e della democrazia, ma come un padre padrone sempre pronto ad usare la verga per punire, anche ingiustamente.
In questo modo si causa la disaffezione del cittadino verso le istituzioni, si incrementa il timore di essere fatti oggetto di attenzioni da parte di un consesso di grassatori legalizzati. Come dare torto a chi ha perso la casa, venduta all?asta, per un debito esiguo artatamente gonfiato, se sentono verso lo Stato italiano non un senso di appartenenza ma di repulsione?
Ricapitolando: la semplice dimenticanza o impossibilit? a pagare anche un piccolo debito verso le istituzioni apre una posizione di morosit?, tale stato viene reso noto all?interessato solo molto tempo dopo che egli ? stato classificato moroso. Questo ritardo fa lievitare il debito in maniera mostruosa, la societ? incaricata di riscuotere ? in realt? un?associazione persecutoria incaricata dallo Stato di perseguitare il debitore. Niente e nessuno riesce ad opporsi in modo fattivo a questo meccanismo, se un modo esiste vengono varate nuove regole per renderlo inefficace. Pura perversione.
« Ultima modifica: Gio 17 Set 2015 08:32:50* da Luigi Intorcia »
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Luigi Intorcia