Autore Topic: Dal governo ombra al rappresentante civico ovvero il bilancio partecipato  (Letto 1172 volte)

Offline Luigi Intorcia

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In questi giorni di estremo disagio per quanto avviene, da più parti si sente evocare la estrema necessità, di costituire un controllo generale in ogni aspetto della vita pubblica delle istituzioni, dalle amministrazioni locali, con vari tentativi di imporre agli amministratori da parte dei cittadini di mettere  volontariamente  a disposizione una parte del bilancio del comune a beneficio completo delle organizzazioni civiche dei cittadini. In questo caso, purtroppo molto raro, ma che sta prendendo piede sempre di più,  è il cittadino che decidendo a maggioranza con sistemi democratici e dal basso, stabilisce come utilizzare quelle risorse messe a disposizione. Oppure, che in alcuni comuni, i relativi  sindaci sfidando anche molte norme ( commissario ad acta prefettizio in agguato ) disattendono, il patto di stabilità, avendo, almeno  amministrazioni comunali  sane e virtuose, la possibilità piena, di promuovere o il saldo ai fornitori  o compiendo attività di carattere sociale e assistenziale diretto. Tutti questi segnali che stanno iniziando ad essere massicci, è l'indice più vero della crisi dei rapporti fra i cittadini e gli amministratori, che alla luce degli scandali continui che colpiscono le amministrazioni fa veramente indignare e spostare le attenzioni ad esigenze ancora più grandi. Se tutto fosse alla luce del sole, chi in Italia è disposto a partecipare alla elaborazione di una proposta che proviene direttamente dal cittadino, per costituire la cosiddetta amministrazione ombra?
Ecco dunque il motivo di questo topic.
Di seguito alcune precisazioni, per lasciare a chi interessa l'intervento nel dibattito.

i sistemi ombra sono sempre esistiti, anzi in alcune delle nazioni più evolute al mondo è legalmente riconosciuto il ruolo, ma per l'italia questa è una prerogativa completamente diversa. Qui se fosse possibile le amministrazioni parallele hanno compiti e scopi diversi, perchè la maggioranza dei cittadini ha perso completamente fiducia nelle istituzioni. Pertanto la colpa non è del cittadino, ma della classe dirigente che  ha disatteso totalmente le sue prerogative, gonfiando a dismisura le aule dei tribunali di denunce penali per corruzione, appropriazione indebita e truffe continue. L'obiettivo dunque non è solo quello del controllo, ma anche per debellare e riportare a condizione normale la moralità all'interno delle istituzioni. Prima di affrontare il tema, vorrei anche affermare che chiunque l'abbia iniziata questa opera moralizzatrice, ad un quarto del suo lavoro stranamente si è levata la toga e ha fatto altro. Il perchè sarà spiegato nei libri di storia che studieranno le prossime generazioni, ma intanto è ora che esiste il marcio ed ora che occorre intervenire.
« Ultima modifica: Mer 16 Dic 2015 22:37:02* da Luigi Intorcia »


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da wiki

Un governo ombra (in inglese shadow cabinet) è un'istituzione politica, presente in alcuni sistemi parlamentari, costituita dal capo dell'opposizione, che la dirige, e da parlamentari dell'opposizione (i ministri ombra) incaricati di seguire da vicino, proprio come un'ombra (da cui il nome), l'attività dei corrispondenti ministri del governo in carica.

Cenni storici
Sorto in Gran Bretagna, il governo ombra si è diffuso nelle ex colonie britanniche (India, Canada, Australia, Nuova Zelanda, altri stati del Commonwealth, ecc.) e, in seguito, anche in altri paesi con sistemi bipartitici o, quantomeno, bipolari. Tuttavia, mentre negli ordinamenti riconducibili al cosiddetto sistema Westminster il leader dell'opposizione e il suo governo ombra hanno uno status ufficiale, in altri sistemi il governo ombra è, di solito, solamente un organismo interno di partito.
In alcuni partiti (ad esempio il Partito Laburista britannico e quello australiano) i membri del governo ombra sono eletti dal gruppo parlamentare e il leader dell'opposizione si limita a distribuire loro gli incarichi. In altri partiti, invece, è il leader dell'opposizione a scegliere i membri del governo ombra.
Funzione e ruolo
Compito del governo ombra è svolgere un'azione critica verso le decisioni del governo in carica, proponendo alternative. Normalmente se il partito di opposizione successivamente vince le elezioni, il leader dell'opposizione diventa primo ministro e i membri del governo ombra vanno ad occupare i corrispondenti posti nel governo in carica.
Nel mondo
In alcuni partiti (ad esempio il Partito Laburista britannico e quello australiano) i membri del governo ombra sono eletti dal gruppo parlamentare e il leader dell'opposizione si limita a distribuire loro gli incarichi. In altri partiti, invece, è il leader dell'opposizione a scegliere i membri del governo ombra.
Italia
Con il PCI di Occhetto
In Italia la formula del governo ombra fu usata dal PCI di Achille Occhetto nel luglio 1989, in occasione della crisi del governo De Mita conclusa con la formazione del sesto governo Andreotti: Occhetto rispose con la formazione del Governo ombra del Partito Comunista Italiano, chiamato a contrapporsi alla maggioranza di pentapartito. Tale tentativo, poi fallito anche per la mancata definizione dei rapporti tra partito e governo ombra, non produsse, comunque, mai alcuna modificazione nei regolamenti parlamentari delle due camere.
Il PD di Veltroni
In seguito alla vittoria del PDL alle elezioni politiche italiane del 2008, il governo ombra venne riproposto dal segretario del PD Walter Veltroni, che il 9 maggio presentò ricalcando lo schema di ripartizione delle competenze del governo Berlusconi IV, dando così vita al Governo ombra del Partito Democratico. Sabato 21 febbraio 2009, in seguito alle dimissioni di Walter Veltroni, si tenne l'assemblea del PD nella quale venne votato Dario Franceschini come suo successore; questi annunciò la fine del governo ombra.
Forza Italia e Rotondi
In seguito al sesto Consiglio dei ministri del Governo Renzi, il governo ombra venne riproposto per una terza volta nella storia d'Italia, per la prima volta nella storia del centrodestra italiano, da Gianfranco Rotondi di Forza Italia, che il 13 marzo 2014 presentò la sua squadra di governo ricalcando i ruoli e i numeri del governo Renzi.
« Ultima modifica: Mer 16 Dic 2015 22:37:18* da Luigi Intorcia »
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alcuni contributi reali di chi ha il coraggio di fare:

Comune di Montereggioni  che mette a disposizione 900 mila € ;
Comune di Barletta;
Comune di Marcallo con Casone;
Comune di Avellino;
Comune di Vicopisano;
Comune di Grugliasco;
Comune di Massarosa ( indica direttamente il bilancio partecipativo );
Comune di Castel Maggiore;
Comune di Volterra;
Comune di Caronnopurtusella;
Comune di Eraclea;
Comune di Mascali;
Comune di Lettomanoppello;
Comune di Tradate;
Comune di Massa;
Comune di sant'Antonioabate;
Comune di Arezzo;

ma ce ne sono moltissimi altri, non è quindi  una chimera, ma un obiettivo raggiunto. Ora consolidiamolo e diffondiamolo.
« Ultima modifica: Mer 16 Dic 2015 22:37:34* da Luigi Intorcia »
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PROPOSTA DI LEGGE PER LA CREAZIONE DELLA FIGURA DEL RAPPRESENTANTE CIVICO E DESTINARE UNA QUOTA EQUA DEL BILANCIO DEI COMUNI MESSA A DISPOSIZIONE DEI CITTADINI NELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI:

Democrazia in movimento promuove questa iniziativa dei cittadini, per destinare una quota del bilancio comunale, a finalità scopi ed emergenze proprie della comunità, in cui il cittadino risiede.
La proposta di legge, concerne sia l'attribuzione dell'obbligo di destinazione delle risorse a quelle finalità specifiche che i cittadini decidono direttamente, sia l'attuazione della spese secondo le indicazioni della comunità dei cittadini stessi.
I cittadini   possono partecipare  direttamente o attraverso un rappresentante civico completamente esterno alle amministrazione comunale  o attraverso piattaforme  informatiche, con facoltà di inserire una votazione, utilizzando sistemi informatici specifici messi a disposizione dei comuni italiani, che previa informativa pubblica e diffusa stabilisce prima di tutto la data di approvazione dei bilanci, lasciando quote utili senza attribuzione di spesa da gestire dopo l' approvazione e comunque nei termini dell'approvazione del bilancio dell'anno successivo. In seconda battuta, i cittadini che intendono partecipare telematicamente, devono registrarsi o presso il sito istituzionale del comune  e 'loggarsi' o per i comuni sprovvisti di sistema virtuale decisionale, con un sistema cartaceo,  comunque da far pervenire in date utili in ordine decrescente rispetto alle priorità, per la destinazione di tali risorse attraverso anche un rappresentate civico. Il rappresentante civico è nominato direttamente dalla comunità, non ha nessuna valenza politica di nessun tipo la sua esistenza ed esegue ciò che la comunità propone. La sua carica è di durata annuale, da rinnovare entro l'approvazione del bilancio comunale nell'anno successivo alla prima nomina e non può essere rinnovata, al fine di consentire la rotazione dell'incarico. Il rappresentante civico agisce nell'interesse esclusivo della comunità e non presiede in nessun consiglio comunale egli è il latore puro dell'istanza o delle istanze e ne verifica l'attuazione informando di eventuali difformità. Il rappresentante civico è votato seguendo i criteri di 'volontaria' candidatura che dichiara al momento della sua registrazione telematica presso il comune di residenza e ha come caratteristica fondamentale l'assoluta mancanza di procedimenti giudiziari e sia comprovata la moralità in ogni momento a semplice richiesta anche di 100 cittadini nell'ambito del comune di residenza.  ESSENDO UNA CARICA ONORARIA, NON è PREVISTA INIZIALMENTE ALCUNA RETRIBUZIONE PER TALE COMPITO che il candidato in qualità di  rappresentante civico  conosce prima di essere nominato nel ruolo di competenza.
Il rappresentante civico ha rapporti esclusivi solo con il sindaco in carica eletto legalmente con regole elettorali vigenti.
« Ultima modifica: Mer 16 Dic 2015 22:37:49* da Luigi Intorcia »
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qualcuno che ha letto il precedente topic si potrebbe domandare se l'obiettivo da raggiungere sia molto più piccolo rispetto a quello sbandierato  del ' governo ombra' Ma un attento lettore, se scorre fra le  righe, dovrebbe cogliere facilmente il vero obiettivo di fondo, cioè il 'core' della proposta. Il concetto fondamentale,  è che se questo può valere per il territorio, per le realtà locali, ovvero nominare un rappresentante civico, lo stesso concetto si potrebbe estendere a ben altri ambiti. Uno dei problemi del cosiddetto movimentismo, è l'appartenenza, ai gruppi ( piccoli e medi )  a cui si tenta di dare una valenza politica. Ma tutto questo è un obiettivo che  non è stato mai colto,  in quanto esistono molte frammentazioni, molte suddivisioni e intanto si procede a tentoni, in quanto i gruppi sono racchiusi in camere stagne che non comunicano orizzontalmente. Nessuno mai ha vietato  che   tutti i cittadini possono  lavorare per raggiungere obiettivi ben più ampi. Ma si ottiene tutto questo, non solo con la solita organizzazione territoriale, ma con aggregazioni per obiettivi comuni, ovvero posto il problema come fare per arrivare 'a' . In effetti anche se non esistono votazioni politiche alle porte, è risaputo che   esistono numerose situazioni sui territori che hanno 'scadenze brevissime' per il rinnovo delle amministrazioni. Il messaggio che deve arrivare alla massa ignara  è pertanto che una massa di cittadini considerevole sta lavorando per questi obiettivi e farli conoscere a quante più persone sia possibile appunto per dare un segnale forte. Ragionare quindi sul tema specifico e coinvolgere altri soggetti politici  piccoli e grandi, fa la forza e cambia ogni aspetto della situazione, in quanto si riesce ad applicare mediante una mera attività distributiva le attitudini e i compiti di chi diffonde l'istanza. la conformazione verso l'aggregazione per arrivare a livelli superiori a quel punto diventa quasi scontata e questo permette di essere distribuiti su ogni zona interessata e cogliere l'obiettivo, che è quello di inserire almeno dei consiglieri nei comuni. Ecco perchè deve esistere ed essere coinvolti  un numero considerevole di attivisti, ognuno per i propri ambiti, ognuno per le competenze specifiche e convergere verso la creazione della massa critica. Se il 98 % delle persone che non votano sono stanche della situazione, occorre sforzarsi per rimetterle nuovamente in carreggiata e farli partecipare. Se chi è scontento non vota, probabilmente non è più andato a votare, perchè sente lontano il suo problema da chi tenta di risolverli, perdendo in partenza ogni interesse.
Se invece questo suo interesse è garantito, quanto meno nel tentativo concreto di risolverlo, il cittadino scontento avrebbe una spinta molto più forte e  potrebbe tornare a votare esattamente  per chi gli consente di risolverlo direttamente, ancora di più è se egli stesso che determina la modalità di soluzione. Il segnale che va dato allora, non è il partito politico classico dove la segreteria politica cala d'alto la soluzione potendosela discutere  nel chiuso delle stanze dei bottoni a cui il cittadino non accederà mai, quanto creare appunto la massa critica.   La classe politica questo è quello che non ha interesse a creare, perchè più si restringe il corpo elettorale e più sarà facile vincere ogni elezione, fare le leggi a proprio uso e consumo e tagliare fuori per sempre i cittadini, che sono diventati (enormemente per colpa loro) come dei nuovi sudditi. Il movimentismo italiano e quindi anche democrazia in movimento ha come obiettivo esattamente questo, cosi come tantissimi altri movimenti che non hanno nessuna bandiera da portare. Chi diserta le urne, è fondamentale precisare  che la sua bandiera e la sua ragione di partecipare l'ha persa.
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