DiM > Politica & Partiti

La truffa della fuffa: annunci sulle tasse come le televendite.

(1/1)

Girolamo Alessandro Crociata:
I giornali di questa caldissima domenica di luglio 2015 aprono tutti con le roboanti dichiarazioni di Renzi sulla "rivoluzione copernicana" delle tasse.

A parte l'ovvia considerazione che un governo serio non annuncia provvedimenti in sede di riunione di partito ma approva nelle sedi ufficiali (Consiglio dei Ministri) le proprie proposte legislative, l'annuncio renziano appare l'ennesimo capitolo di un metodo consensualistico e populistico che abbiamo conosciuto nel ventennio berlusconiano: l'annuncio di riformare il sistema fiscale "riducendo" le tasse.

Ora, nessuno può escludere che Renzi intervenga normativamente sul sistema fiscale, che effettivamente tolga, o riduca, la tassa sulla prima casa, ma questa operazione di certo non potrà essere fatta a deficit, pertanto ciò che riduce da un lato dovrà recuperare da un altro lato.

Questo lo impone la "idiota" riforma dell'art. 81 Cost. approvata nel 2012 su input dal governo montiano (sotto dettatura della BCE): "Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
Il ricorso all'indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l'equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale".

Le riforme costituzionali oggi in discussione nel loro terzo passaggio parlamentare mirano a riformare profondamente l'impianto della parte seconda della Costituzione ma non modificano l'art. 81 Cost., pertanto Renzi nel fare i suoi roboanti annunci deve chiarire come fa a mantenere "l'equilibrio tra le entrate e le spese". Renzi deve chiarire chi e in quale misura "paga" questa sua nebulosa riforma.

Se Renzi vuole essere minimamente credibile proponga immediatamente la riforma dell'art. 81 Cost., ripristinando la versione pre riforma del 2012.

In caso contrario si tratta di fuffa, solo ulteriore capitolo del metodo da "televendita" che abbiamo già tristemente conosciuto.

Alessandro Crociata

Il presente scritto è riferibile al suo autore e non è espressione delle posizioni di Democrazia in Movimento ed è pubblicato per alimentare il dibattito.

Luigi Intorcia:
in mattinata ho elaborato un nuovo video, in cui esiste esattamente la puntuale disanima della faccenda relativa sia al fiscal compact e sia al famigerato pareggio di  bilancio statale. Due assurdit  impossibili da conseguire e raggiungere.

https://www.youtube.com/watch?v=F5xO9Ct6OaA&feature=youtu.be

alla fine il ragionamento è dovuto andare anche su altri temi fra cui la corruzione e l'evasione fiscale.

Sia per l'evasione fiscale che per la corruzione , ho intenzione di fare chiarezza definitiva, con dati reali alla mano per confutare un mucchio di frottole che ci raccontano, mediante  due nuovi contributi di 'adeguata' lunghezza e senza nessuna sponda ideologica.

Navigazione

[0] Indice dei post

Vai alla versione completa