Autore Topic: Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.  (Letto 15410 volte)

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Care/i amiche/i,

Come auspicato nel gruppo facebook https://www.facebook.com/groups/1584946661785279/ nella discussione / sondaggio proposto da Pietro Muni è il momento di rompere gli indugi e dare il via al primo tavolo di discussione proposto (qui la discussione: https://www.facebook.com/groups/1584946661785279/permalink/1647701768843101/ ).

Il tema del tavolo è: "Strumenti di redistribuzione della ricchezza. Applicare l'art. 53 Cost. quale strumento per rendere effettivi i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione: lavoro, salute, scuola, eguaglianza etc.".

Invito Luigi Intorcia a dare un contributo, breve ma efficace, sul sistema contributivo italiano.

La discussione sarà pure oggetto di apposito incontro in webconference (Paltak), venerdì 16 ottobre 2015 a partire dalle 21,30.

Grazie
Alessandro Crociata



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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #1 il: Mer 14 Ott 2015 22:13:31* »
Metto qui il link di un contributo di Luigi Intorcia: http://www.democraziainmovimento.org/forum/index.php?topic=1262.0

Offline Luigi Intorcia

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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #2 il: Mer 14 Ott 2015 23:16:25* »
Metto qui il link di un contributo di Luigi Intorcia: http://www.democraziainmovimento.org/forum/index.php?topic=1262.0

per fortuna ( o sfortuna, dipende dai punti di vista ) dell'art 53 nel forum esiste una possente estesa, completa in ogni piccola sfaccettatura della questione  ex art 53, è talmente articolato il tutto che ci vorranno molti giorni e molte videoconferenze per portare a 'dama' un ragionamento compiuto. Sono a disposizione per qualsiasi domanda, sarò lieto di dare la risposta.
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Offline Pietro Muni

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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #3 il: Gio 15 Ott 2015 17:14:35* »
Art. 53
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Alessandro Crociata dovrebbe spiegare in che modo l'applicazione di questo articolo possa contribuire a rendere effettivi i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione: lavoro, salute, scuola, eguaglianza.
Se crede, potrà prima impostare le regole e i tempi della discussione.
Aspettiamo........

Offline Luigi Intorcia

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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #4 il: Ven 16 Ott 2015 10:14:56* »
dall'art 53 della costituzione dipana tutto il nerbo economico  dello stato. Il diritto delle obbligazioni, il diritto pubblico dell'economia, il diritto finanziario, il diritto commerciale, il diritto e legislazione bancaria, il diritto tributario, il diritto industriale, il diritto del lavoro, il diritto internazionale comparato, il diritto delle assicurazioni, il diritto delle società, il diritto amministrativo e ogni altra branca economica e fiscale che riallaccia direttamente il concetto fondamentale.

Il quel termine dei termini 'PROGRESSIVO', esiste tutto un sistema di sotto articoli a cui si ricollega sempre e costantemente. Quel termine è il baluardo di tutti gli altri insiemi e cardini dei principi essenziali della legge italiana. Ed è quella più poderosa in assoluto, che oggi conta circa 120 mila articoli di legge.
Nella costituzione si riallaccia alle leggi di bilancio, al famigerato art 75, che è stato modificato, appunto per addomesticare quel principio, violandolo di fatto e da cui dal 1992 è arrivato il principale problema del dissesto economico dello stato italiano.
Ad un ignaro, anzi ad un ignorante, purtroppo non arriva affatto il meccanismo legislativo basale e quando esiste un aggiramento del principio  per i cittadini è una tragedia assoluta. La lunga lista delle tragedie parte esattamente dall 'azzeramento indiretto del principio fondamentale. Tutte le leggi da cui deriva devono misurare il gradiente con il principio e tutte le volta che lo viola e' INCOSTITUZIONALE! 
E' vastissimo l'argomento, ma si collega al concetto di controllo, al concetto di contribuzione da parte del cittadino. Il diritto più alto ancora che è la giustizia ed equità, una formidabile demarcazione fra ciò che è giusto e ciò che non è tale.

mano a mano che verrà esplicitato nuovamente i concetti base verranno tutti richiamati brevemente. Ad ogni richiamo la problematica e una possibile soluzione.
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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #5 il: Ven 16 Ott 2015 13:38:38* »
prima proposta di discussione.

inserimento di  un nuovo regolamento di d.e.f.

 def ordinario
 def straordinario

Motivo: il def ordinario discute e approva con la stessa procedura attuale, la programmazione economico fiscale dello stato. Sottopone la sua approvazione al parlamento  e senato e alla  COMUNITÀ' Europea nonché del  parere  non vincolante della presidenza della repubblica e   senza decretazione di urgenza, determina qualsiasi attività inerente alla politica economica. Approvazione entro il 31  luglio di ogni anno.
Mancata approvazione: def provvisorio, in questo caso con decretazione del consiglio dei ministri.

novità da sottoporre a programmazione

def straordinario.
materie trattate nel documento di programmazione .
Esisterà un def straordinario per materie di eccezionale rilevanza nazionale, la straordinarietà riguarda: 1) CALAMITA' NATURALI DI GRAVE ENTITA' che comportino attività straordinarie per la ricostruzione, la messa in sicurezza del territorio ed ogni altra attività inerente. Finanziamento straordinario mediante emissione di titoli del debito pubblico afferenti alla copertura delle spese e controllo fase straordinaria affidata ad apposita commissione parlamentare per le grandi crisi. Risponde direttamente al ministero delle finanze,  dell'interno e del ministero delle infrastrutture e delle attività produttive e relativi dicasteri attraverso la costituzione di un pool straordinario di intervento che si occupa esclusivamente della attività attraverso la collaborazione con la protezione civile.  Input normativo per decretazione d'urgenza entro e non oltre 30 giorni dal verificarsi dell'evento;
La richiesta del def straordinario proviene anche da una  sola regione attraverso delibera regionale entro 15 giorni dal verificarsi dell'evento. Il consiglio dei ministri delibera circa l'accoglimento della richiesta del DEF straordinario;

2 ) DEF  straordinario in caso di sforamento del coefficiente o del parametro del deficit, o dei parametri forniti da istituti  ufficiali di statistica che indichino lo sforamento della percentuale "minore" rispetto al programmato nella legge finanziaria annuale. Eventuali azioni di correzione attraverso leve fiscali, del credito, della previdenza  e del lavoro che comportino decretazione di urgenza.

  3) :::::::::::::::::::::::::::::::::
  4) :::::::::::::::::::::::::::::::::

Il def straordinario è documento interno statale e non è sottoponibile a parere della comunità europea.

ricerca da sottoporre a chi intende dare il contributo.
domanda / quesito

  verificare per comparazione se esiste un regolamento in vigore  e/o  per analogia rispetto alla organizzazione per stati europei e per strutture sovranazionali, tali che sia fattibile normativamente tale condizione. 


 caso a) esiste comparazione normativa  per analogia. ( indicare le esperienze pregresse  o precedenti  distinti per eventi se esistenti normativa europea se esistente, verifica delle criticità, verifica del grado di autonomo  intervento statale in casi analoghi)

 caso b) non esiste comparazione  normativa per analogia ( indicare la modalità per sottrazione della materia alla comunità europea ( decisione politica nella sottrazione della competenza  eventuale ) dare motivazione.
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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #6 il: Ven 16 Ott 2015 13:59:30* »
seconda proposta di discussione

 il concetto del controllo.
molti pensano che controllare sia attività di puro illogico spionaggio, una privazione della libertà, una attività miserabile e detestabile.
In economia invece il termine "controllo" è l'essenza stessa di uno dei concetti più importanti su cui si basa l'economia. L'esempio sarebbe facile, una macchina di enorme potenza bellissima, ma che è priva di freni adeguati. Qualche pazzo ci si potrebbe anche andare a sedere e fare una accelerata, ma state pur certi che alla prima curva va a sbattere. Le attività di controllo economico propriamente dette si dividono in due grandi metodi e sistemi di applicazione. Il primo, implica che l'utente sapendo quali sono le regole per effettuare il controllo si fida e sale sulla detta autovettura, in quanto è un "semplice " utente e privo della tecnicità necessaria, ma ha la perfetta conoscenza che il detto controllo ? effettuato obbligatoriamente e quindi sa bene che non va a sbattere ( ci sale e si gode il viaggetto ). Il secondo è molto più sofisticato e molto più inattuato molto più non etico, molto più subdolo e foriero di enormi problemi sulla vita di noi tutti. Lo stato ci controlla in ogni minimo momento della nostra vita, ma noi cittadini non abbiamo nessun sistema con controllare cosa fanno chi e cosa significa il non raggiungere certi obiettivi. Lo stato si è celato, attraverso normative che sono fine e se stesse e non danno risposte vere al cittadino. L'unica sensazione concreta del nostro disagio sono i nostri conti correnti dove arrivano sempre meno soldi per campare, ma non ci domandiamo mai il motivo per cui questo avviene. Tanti finti politici si affannano a fare giustificazioni distorcenti rispetto alla realtà al fine di pompare la protesta e fare proselitismo o semplice propaganda ( ovvero la classica attività del politico moderno che occupa lo scanno?) per altro lautissimamente pagato, ma per fare cosa? Ci offrono sistematicamente un numero impressionante di proposte regole norme decreti e spesso si giustificano perchè è solo questo quello che possono fare. Almeno 5 ministeri strategici sono anni che si sottraggono a pubblicare le spese destinate per le iniziative, il dove come e quando sono impiegate, i nomi e i cognomi di chi si imberta colossali fette di finanziamento in barba alla collettività . Vogliamo fare cose concrete si o no? Iniziamo a "verificare" e buttare fuori la gentaglia, l'inetto e constare cosa cavolo ci fanno con i nostri soldi questi delinquenti ? Fuori le idee, partecipare, non ? esercizio dialettico ma la base del confronto. Poi si decide il cosa! Basta venire a fare solo critiche  su questo e quello, proponete SOLUZIONI.
un bella idea è quella di verificare carte alla mano, il motivo per cui non sono effettuati i controlli sui flussi finanziari su determinate attività specifiche dello stato. Un esempio davvero eclatante ? la disfunzione finanziaria esistente nei rapporti banche / stato. Da una parte è lo stato che ci impone di non utilizzare più carta moneta per effettuare pagamenti e transazioni e dall'altro la legge fiscale italiana ha abbattuto il segreto bancario ( di pulcinella ) . E' stato inserito il reato del riciclaggio, che molti cittadini non hanno assolutamente capito ben come funziona. Il risultato nefasto sta iniziando ad arrivare ora al contribuente che deve spiegare il motivo per cui ha pagato in contanti un bene o un servizio...oltre un limite che una legge ( incostituzionale ) ha imposto di non valicare e nel caso non abbia valide motivazione si becca una denuncia a piede libero per RICICLAGGIO! . Ma e' un vero reato questo? Anche se lo fosse già ( un reato ) .. ma è solo questo il motivo? In realtà tutta una grandissima truffa, ben orchestrata che mira a sottrarre dalla circolazione soldi veri, in quanto è la materia prima che scarseggia, esattamente nelle casse dello stato italiano e di riflesso nelle casse delle banche. Praticamente non ci sono soldi fisici. Allora ... ma cosa ci fanno con le tasse che noi tutti paghiamo? In quale pozzo di san Patrizio vanno a sparire miliardi di € al mese e mai più rimessi in circolazione? Voi tutti che leggerete, pensate davvero che una larghissima parte della cittadinanza faccia i buchetti ( mattonelle o i classici materassi di antica memoria) dove va a nascondere denaro? Che l'evasione fiscale esista è indubitabile, ma questo non spiega del come mai la sola Banca D'Italia, ogni tre mesi con mega esperti pagati a 1.500.000 € di compenso in un anno come minimo, si permetta di emanare dei pareri compiutamente portati alla ribalta dall'informazione al  pubblico con telegiornali e informazioni economiche circa la quantità? del malaffare ed evasione insieme e ci parla di cifre iperboliche? Ma la domanda ?: come mai quando la borsa valori ha delle perdite i mezzi di informazione ci dicono in tempo reale la quantità di capitali andati in fumo o bruciati e quando vanno in attivo non ci dicono mai a quanto ammonta in un solo giorno la ricapitalizzazione attiva?
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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #7 il: Sab 17 Ott 2015 09:04:15* »
dall'art 53 della costituzione dipana tutto il nerbo economico  dello stato.... Il quel termine dei termini 'PROGRESSIVO', esiste tutto un sistema di sotto articoli.....
Sono d'accordo sull'importanza dell'art. 53, che stabilisce un criterio di progressione del carico fiscale in rapporto alle disponibilità reddituali e patrimononiali dei cittadini.
Faccio notare che questo criterio è riconosciuto e applicato dall'organo sovrano (il Parlamento) nella seguente misura:
0 - 15.000 €  ................ aliquota irpef al  23%
15.001 - 28.000 € ........       "        "     "  27%
28.001 - 55.000 € ........       "        "     "  38%
55.001 - 75.000 € ........       "        "     "  41%
> 75.000 € .................        "        "     "  43%
Dov'è, dunque, il problema?

Offline Girolamo Alessandro Crociata

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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #8 il: Sab 17 Ott 2015 10:00:32* »
dall'art 53 della costituzione dipana tutto il nerbo economico  dello stato.... Il quel termine dei termini 'PROGRESSIVO', esiste tutto un sistema di sotto articoli.....
Sono d'accordo sull'importanza dell'art. 53, che stabilisce un criterio di progressione del carico fiscale in rapporto alle disponibilità reddituali e patrimononiali dei cittadini.
Faccio notare che questo criterio è riconosciuto e applicato dall'organo sovrano (il Parlamento) nella seguente misura:
0 - 15.000 €  ................ aliquota irpef al  23%
15.001 - 28.000 € ........       "        "     "  27%
28.001 - 55.000 € ........       "        "     "  38%
55.001 - 75.000 € ........       "        "     "  41%
> 75.000 € .................        "        "     "  43%
Dov'è, dunque, il problema?

Il sistema tributario italiano è molto più complesso e la tassazione IRPEF ne è solo una parte.
Il punto è che oggi la parte più ricca del paese detiene patrimoni pari ad otto volte la ricchezza nazionale e i dieci maggiori patrimoni dal 2009 ad oggi sono aumentati in valore di circa 90 miliardi di euro. Tanto per fare un esempio concreto, Ferrero (mr. nutella)è passato da circa 8 miliardi di euro di patrimonio a oltre 20 miliardi.
Dati bankitalia ci dicono che la classe media nello stesso periodo ha perso circa lo stesso valore di risparmi.
La questione che dovremmo valutare e capire, a mio avviso, è: l'attuale sistema tributario complessivo rispetta i canoni costituzionali? la leva fiscale può essere utilizzata per redistribuire le risorse? come utilizzarla?

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« Risposta #9 il: Sab 17 Ott 2015 11:10:45* »
def ordinario
def straordinario
Questo tema mi sembra di natura tecnica, e noi avevamo stabilito di aprire un tavolo politico.
Direi pertanto di soprassedere.

Offline Pietro Muni

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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #10 il: Sab 17 Ott 2015 11:16:09* »
Lo stato ci controlla in ogni minimo momento della nostra vita, ma noi cittadini non abbiamo nessun sistema con controllare cosa fanno chi e cosa significa il non raggiungere certi obiettivi.
Esatto. Il problema c'è ed è enorme. Urgono soluzioni.
La mia proposta in tal senso è di digitalizzare l'intero sistema amministrativo e finanziario.

Offline Pietro Muni

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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #11 il: Sab 17 Ott 2015 11:34:37* »
Il punto è che oggi la parte più ricca del paese detiene patrimoni pari ad otto volte la ricchezza nazionale e i dieci maggiori patrimoni dal 2009 ad oggi sono aumentati in valore di circa 90 miliardi di euro. Tanto per fare un esempio concreto, Ferrero (mr. nutella)è passato da circa 8 miliardi di euro di patrimonio a oltre 20 miliardi.
Dati bankitalia ci dicono che la classe media nello stesso periodo ha perso circa lo stesso valore di risparmi.
Esatto. Siamo di fronte ad un grosso problema di disuguaglianza sociale. Nostro compito è analizzare le cause e le possibili soluzioni.


l'attuale sistema tributario complessivo rispetta i canoni costituzionali?
La mia risposta è affermativa.
La Costituzione stabilisce tre cose: a) dev'esserci un criterio di progressività; b) la scelta di tale criterio è prerogativa del parlamento; c) i cittadini non hanno titolo per decidere in campo fiscale (art. 75).
Il Parlamento ha deciso di adottare un certo criterio di progressività, nel rispetto di quanto previsto dalla costituzione.
Apparentemente, dunque, è tutto regolare.
La mia opinione è che il problema risiede proprio nella Costituzione, che rende possibile una disuguaglianza sociale intollerabile.


la leva fiscale può essere utilizzata per redistribuire le risorse? come utilizzarla?
Certamente si può percorrere la via di una diversa progressività contributiva e di una tassazione patrimoniale. Ma per fare questo occorre modificare la costituzione, aggiungendovi non solo misure contro la concentrazione della ricchezza e l'eccessiva povertà, ma anche strumenti di autotutela.
La mia opinione tuttavia è che ci sono anche altre vie. Per esempio il reddito di cittadinanza come diritto universale (per combattere la povertà e garantire i diritti fondamentali) e la riforma del diritto ereditario (per garantire l'uguaglianza di partenza e il riconoscimento del merito). Ma per fare questo occorre cambiare la costituzione.

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« Risposta #12 il: Sab 17 Ott 2015 12:48:24* »
dall'art 53 della costituzione dipana tutto il nerbo economico  dello stato.... Il quel termine dei termini 'PROGRESSIVO', esiste tutto un sistema di sotto articoli.....
Sono d'accordo sull'importanza dell'art. 53, che stabilisce un criterio di progressione del carico fiscale in rapporto alle disponibilità reddituali e patrimononiali dei cittadini.
Faccio notare che questo criterio è riconosciuto e applicato dall'organo sovrano (il Parlamento) nella seguente misura:
0 - 15.000 €  ................ aliquota irpef al  23%
15.001 - 28.000 € ........       "        "     "  27%
28.001 - 55.000 € ........       "        "     "  38%
55.001 - 75.000 € ........       "        "     "  41%
> 75.000 € .................        "        "     "  43%
Dov'è, dunque, il problema?

il problema esiste ed è spaventoso. Da 0 a 15000 ci stanno dentro il 78% dei contribuenti italiani totali. Dunque, sono le tasse del 78 % dei contribuenti che mantiene tutto lo stato apparato, sono pochissime in termini relativi ma altissime in termini assoluti. Detto questo,  tutte le tasse e le imposte le paghi con il reddito a disposizione e non con il patrimonio che ha redditi figurativi, se per l'appunto una porta o un muro di una casa, non comporta produzione di nessun reddito, nemmeno ideale. Sotto ci sta zero. C'è un valore solo quando viene messo a reddito, ovvero ricavare una rendita. Ora bisogna dividere il reddito da rendita, dal reddito effettivo, in quanto ha una relazione inversa rispetto alla capacità di contribuzione. Pertanto si conclude che tutte le tasse e imposte che non corrispondono alla progressione, indicata dall'art 53  stanno fuori, inclusi i CONTRIBUTI PREVIDENZIALI. Cioè il lavoratore non ha base pensionistica adeguata all'importo proporzionale versato. E questo è solo lo 0,1% del problema.
Secondo punto fondamentale: il restante 23 % di tutti i cittadini, non versa progressivamente, ma la sua contribuzione tende ad essere proporzionale. Quando lo scaglione di reddito ha una forchetta fra l'uno e l'altro che vale poniamo 10 mila € in più, la tassazione dei primi 10 mila oltre i 15 e più che doppia rispetto al valore assoluto. Nel 23 % che restano,  il 60% sta nel range di imposta, pertanto 78 + 13, 8 = 91,8 % sostiene tutto l'apparato dello stato, tutto il costo.
Resta il 9,2% della popolazione che detiene il 73% della ricchezza, ma che contribuisce in termini relativi per appena il 10% di tutto il costo statale . da tutte queste percentuali che sono reali, si conclude che 10 ricchi non pagano il valore di 100 poveri, ma solo il 10%, mentre i poveri mantengono la differenza totale sulle spalle. Poi in termini assoluti, se levi da un riccone da 1 milione di € di reddito, 410 mila euro gli restano ancora a disposizione 590 mila euro, mentre se togli il 35% di 35.000 euro allo sventurato gli restano appena 20.150 ovvero tutta la differenza di 10.850 è vitale per il reddito medio di 35.000 €. In cosa esiste più il valore progressivo? La risposta è NULLA! 
« Ultima modifica: Sab 17 Ott 2015 13:05:10* da Luigi Intorcia »
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« Risposta #13 il: Sab 17 Ott 2015 13:20:12* »
se i redditi si sono abbattuti ( politiche nefaste della sinistra e su questo non ci sono dubbi che tengano  ) la quantità di reddito totale sub frazionata è incapace di produrre tasse, se non in modo 'forzoso'. Quindi si trasformano le imposte in tasse che è un concetto completamente diverso. Un esempio su tutti: tasi! la tasi è una tassa immorale, tanto per il riccone , ma soprattutto per il povero. Ovvero non te le tolgo con le aliquote, ma ti appioppo una aliquota esterna men che progressiva e quindi è proporzionale, perchè scatta con il valore arbitrario della rendita che non ha un fondamento reale, ma solo ideale. In più i patrimoni per legge hanno già scontato tasse all'origine, perchè per l'acquisto o derivato o a titolo originario, il contribuente ha pagato con il reddito netto che è già stato tassato. Che il soldo si sia  trasformato  in un muro non attiene mai più al concetto della tassazione. Ora per sostenere il prelievo forzoso dal reddito, per sostenere una imposta patrimoniale diretta, tu stato devi sostenere il reddito e non abbatterlo mai, altrimenti non hai la capacita di contribuzione progressiva. Che è il guaio italiano per eccellenza.

In altri termini un equo sistema di contribuzione, non deve mai sforare il 33% del reddito complessivo totale, partendo dal 23% dello scaglione per arrivare al 41% è una mega idiozia, perchè 4 miliardi di tasi, si trasformano nello 0,1 % di aliquota in più per il reddito eccedente i 75 mila. E' li che devi andarti a prendere i 4 miliardi e non dal poveraccio.

Ovvero un Landini se si trovasse al mio cospetto sarebbe all'istante fulminato per la idiozia che ha profferito.
Purtroppo esiste una immane ignoranza, anche nei personaggi di vertice politico che dimenticano queste regole basilari, anche nella onesta dialettica, che manca.
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Re:Tavolo discussione su distribuzione della ricchezza e art. 53 Cost.
« Risposta #14 il: Sab 17 Ott 2015 13:50:49* »
la sostenibilità di una imposizione è sempre relativa, mai assoluta. Se il cittadino avesse un reddito adeguato all'imposta, l'imposta si paga interamente, quindi tu stato puoi aumentare tutte le tasse che vuoi, purchè lasci invariato il reddito relativo, che in valore assoluto si trasforma in contribuzione ad ogni titolo. Ma se scardini la percentuale e abbatti al 50% il reddito più basso, anzi in alcuni casi lo azzeri completamente sarebbe lo stesso esempio  di cavare sangue dalle pietre. Non esiste più la sostenibilità impositiva, se nel meccanismo di produzione di inseriscono abbattimenti forzati. Se lo stato prima che consumi si prende il 50%, di fatto ti sta derubando, ti sta impoverendo, se non riesce lo stato a sopperire al caso del reddito zero, derivante dall'appropriazione indebita di TUTTO IL TUO REDDITO! ( E QUESTO è REATO )  Ora fino a quando quel reddito azzerato si può ricostituire e questo è il caso del pensionato, ancora potrebbe funzionare, ma se questo sfracello colpisce un lavoratore che non ha la flessibilità di una successiva capacità di produzione autonoma, come potrà mai più contribuire? ECCO LA SPINTA ALLA EVASIONE NECESSARIA. Il cittadino si trova a scegliere o di campare e quindi evade, perchè  o non paga o adotta l'infedeltà fiscale oppure paga e soccombe. Ma nell'anno successivo in cui ha avuto azzerato il reddito a questo povero cristo, chi gli da da campare? Lui lo sa che non campa e NON PAGA NIENTE, in quanto è costretto. Quindi i soloni che dicevano quanto sono belle le imposte, erano soggetti inattendibili ovvero dei  ricconi che potevano permettersele di pagare! E non lo hanno mai fatto parlare un cittadino  che non se lo può permettere. Perchè?
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Luigi Intorcia