Autore Topic: democrazia in movimento è per l'Attuazione della Costituzione del 48  (Letto 994 volte)

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Programma urgente per l’attuazione
della Costituzione della Repubblica democratica Italiana
Assemblea nazionale – Roma, Domenica 22 gennaio 2017
. Quadro Generale di riferimento
La vittoria del No al referendum ha dimostrato che la maggioranza degli Italiani si è resa conto del
fatto incontestabile che stiamo vivendo in un “sistema economico predatorio” (causato dal pensiero
unico dominante del neoliberismo), che produce arricchimento per pochi (globalizzazione dei capitali)
e impoverimento per molti (globalizzazione della miseria); mentre nei primi trenta anni del dopo
guerra ci eravamo abituati ad un “sistema economico produttivo” (di stampo Keynesiano) che
produceva la redistribuzione della ricchezza e il benessere di tutti.
La verità è che il pensiero neoliberista, che ha agito con estremo attendismo sin dagli inizi degli anni
ottanta del secolo scorso (si pensi alla lettera di Andreatta a Ciampi, con la quale il Ministero del Tesoro
sollevò la Banca d’Italia dall’obbligo di acquisire i buoni del Tesoro rimasti invenduti, causando
l’innalzamento dei tassi di interesse sul libero mercato e l’aumento irrefrenabile del nostro debito
pubblico), si è concretamente affermato con due “strumenti micidiali” per gli interessi economici della
collettività: la “privatizzazione” dei beni e servizi pubblici da un lato, e la “creazione del danaro dal
nulla” (“cartolarizzazioni” e “derivati”), dall’altro. Basti pensare che sono stati privatizzati: le banche
pubbliche (cosicché anche la Banca d’Italia è divenuta praticamente una banca privata), le industrie
pubbliche (eliminandosi così il loro legame con il territorio e dando luogo alla loro delocalizzazione
con conseguente perdita di posti di lavoro), ed inoltre: isole, montagne, tratti di spiaggia e
numerosissimi immobili di carattere artistico e storico, mentre con la privatizzazione dei servizi si sono
create delle vere e proprie “pompe aspiranti” della ricchezza nazionale, poiché i profitti sono andati a
multinazionali, e cioè fuori dell’Italia. Si tenga presente, inoltre, che con le “cartolarizzazioni” e i
“derivati”, e cioè mediante la “finanziarizzazione” dei mercati, si è creata una ricchezza fittizia (di per
sé causa di instabilità economica), della quale hanno fruito massimamente le banche e le
multinazionali, i cui dissesti finanziari sono stati poi riversati sulla collettività.
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E non sfugga che il passaggio della ricchezza nazionale dal “pubblico” (e cioè dalla proprietà
collettiva del Popolo) al “privato” (e cioè alla proprietà privata) ha fatto in modo che nel mercato
prevalessero di gran lunga gli interessi privati sugli interessi collettivi, di modo che sono oggi i privati
che dettano legge ai Popoli e non più questi a porre le norme valevoli nei confronti di tutti.
In altri termini, si è avuto un capovolgimento ordinamentale nel senso che se prima era il diritto
emanato dai Parlamenti che legiferava sull’economia, oggi è l’economia privatizzata che impone al
diritto le norme da seguire. Di conseguenza, le leggi dei governi succedutisi dal 1980 in poi, e specie
negli ultimi anni, hanno protetto gli interessi economici delle imprese molto è più che quelli dei
cittadini. Non è più il principio di eguaglianza la stella polare del diritto, ma il maggior profitto dei
singoli e delle imprese. E ciò ha investito anche la legislazione europea, che sovente ha calpestato i
diritti fondamentali dei Popoli a favore delle multinazionali e delle banche.
Insomma, la sovranità dei Popoli si è trasformata in una sovranità dei mercati, ai quali si deve, tra
l’altro, la determinazione del livello dei prezzi, del valore delle monete e dell’ammontare dei tassi di
interesse.
A questo punto appare chiaro che, se davvero si vuole il benessere collettivo dei Popoli e non il
privilegio di pochi, diventa urgente e indispensabile, per un verso l’abrogazione delle varie leggi
incostituzionali le quali hanno legittimato la creazione del danaro dal nulla (vedi allegato n. 1 “Aspetti
finanziari”), e per altro verso la “restituzione” al Popolo della proprietà collettiva dei “fattori della
produzione” (si possono alienare le merci, ma non le entità che le producono) unitamente alla
gestione dei servizi pubblici essenziali. In tal modo lo Stato comunità tornerebbe ad essere un vero
protagonista del mercato capace di risolvere qualsiasi crisi economica e qualsiasi attacco della
speculazione finanziaria (vedi allegato n. 2 “Aspetti proprietari”).
L’imperativo categorico diventa, insomma, l’attuazione del Titolo terzo della Parte prima della
Costituzione, dedicata ai “rapporti economici”, tenendo presente che, sia i Trattati internazionali, sia i
Trattati europei, sono “norme interposte”, soggette al controllo di legittimità della Corte
costituzionale.
Paolo Maddalena

Allegati 1 e 2 (aperti alle proposte che giungeranno e che vedranno impegnati i gruppi di lavoro)
ALLEGATO 1
Aspetti finanziari
- Richiesta di abrogazione mediante adeguati strumenti giuridici delle seguenti leggi:
i) (legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, che inserisce in Costituzione il “pareggio di bilancio”, il
quale contrasta con “i principi supremi” della Costituzione che sono volti alla tutela della persona
umana ed al progresso materiale e spirituale della società;
ii) legge N. 130 del 1999, che in dispregio da quanto previsto dagli articoli 2003, 2008 e 2011 del codice
civile, ha ammesso la cartolarizzazione dei diritti di credito (cioè dei debiti) creando una forte
instabilità, e quindi i fallimenti di imprese e di banche che alla fine sono stati pagati dal popolo
italiano;
iii) legge N. 63 del 2002 che ha ammesso la cartolarizzazione degli immobili pubblici da vendere;
iv) legge 480 del 2001 (finanziaria 2002) che ha legalizzato i derivati;
- Decreto legge 133/2014 (Legge di conversione 11 novembre 2014, n. 164), Project Bond, e simili
- Azioni giudiziarie per la difesa dalle truffe e dalle manipolazioni di mercato perpetrate dalle
istituzioni finanziarie internazionali
- Riforma radicale del sistema tributario che garantisca i principi di giustizia sociale, di uguaglianza
sostanziale, di equità e progressività (Art.53 Cost.)
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Allegato 2
Aspetti proprietari
- Richiesta di abrogazione mediante adeguati strumenti giuridici delle seguenti leggi:
i) legge del 1990 sulla privatizzazione delle banche;
ii) legge del 1992 sulla privatizzazione dell’INA dell’ENI, dell’ENEL e dell’IRI;
iii) leggi che hanno disposto la svendita degli immobili pubblici (stabilendo che l’inserimento nell’elenco di
questi beni da vendere degli immobili pubblici artistici e storici cancella la loro demanialità e li fa
diventare alienabili);
iv) leggi sulla liberalizzazione del commercio (come il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 - legge di
liberalizzazione del settore elettrico);
v) decreto legge 133/2013 (“Imu-Bankitalia”) per quanto attiene alla rivalutazione delle quote in mano alle
banche private per 7,5 miliardi di euro, pagata con le riserve della banca centrale stessa
- Sostegno per l’approvazione da parte del Parlamento della proposta di legge Di BenedettoMannino,
per l’attuazione dell’Art.42 della Costituzione, anche tramite progetto di legge iniziativa
popolare
- Abrogazione del Decreto legislativo N. 85 del 2010 “Federalismo Demaniale” per quanto riguarda la
parte che prevede l’alienazione dei demani idrico, marittimo, minerario e culturale
- Nazionalizzazione delle banche salvate con denaro pubblico, conversione in banca pubblica della
CDP e previsione di un piano straordinario di credito alla micro, piccola e media impresa
- Blocco delle privatizzazioni, salvataggio e nazionalizzazione delle aziende operanti nei servizi
pubblici essenziali (acqua, energia, sanità, trasporti)
- Sostegno ai Comuni che si stanno muovendo per l’acquisizione dei beni abbandonati al patrimonio
comunale, invitando tutti i Comuni italiani a seguire l’esempio del Comune di Napoli e del Comune
di San Giorgio di Pesaro
- Azioni giudiziarie per il recupero dei beni svenduti o privatizzati


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Luigi Intorcia