Autore Topic: Stato uguale popolo, non esiste il calcolo nella vita dei cittadini  (Letto 912 volte)

Offline Luigi Intorcia

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La banalità della soluzione economica di ogni nazione al mondo intero, è soltanto ed esclusivamente una:
STATI PRODUTTIVI REALI
quello che produce lo stato, auto-sostenta realmente l'apparato dei servizi  e solo per una 'parte' etica e morale, esisterebbero le imposizioni fiscali, che a quel punto tornando ad essere aderenti completamente all'art 53, liberano tutte le risorse in ogni campo privato e migliorano le condizioni reddituali, in quanto le aumentano e non le abbattono.
A patto però, che esistano potentissimi sistemi di controllo dei prezzi dei beni e servizi, a patto di inserire sistemi monetari sovrani, a patto di inserire un sistema di tutela e garanzie dell'individuo, che non è più legato solo al reddito prodotto, a patto di obbligare all'assunzione i cittadini nel privato, mediante il coefficiente forza lavoro, adeguandolo a valori di fatturato lordo fissi.
 Quest' ultima, è la vera e propria attività di tutela statale dei cittadini. Il motivo? Abbattere completamente l'accumulo di risorse da parte di pochi, che intanto le hanno accumulate, in quanto hanno speculato sia sul lavoro ( abbattendo i redditi ) sia per attività oligopolistiche, scambiate per veicolo impositivo, ma in realtà, è stata sempre una semplice speculazione finanziaria, con la quale hanno costretto intere nazioni a soccombere. Insomma, la ricchezza da solo non te la puoi produrre e se non vuoi allora esistono imposte adeguate.
Alcuni settori di eccellenze da questo sistema, potrebbero essere escluse, come per lo sport, o le attività prettamente artistiche o quelle dell'innovazione tecnologica, che invece vanno incentivate e tutelate.
In questo unico modo, da una economia a debito, si passa ad una economia a credito, in ogni aspetto possibile, soprattutto per il welfare, che interviene con ricarichi finanziari ( maggiore rendita che deriva dal reddito adeguato al valore) e non con finanziamenti dei costi, come sta avvenendo dal 1983 e che ha distrutto gran parte del welfare in Italia.
Ad esempio, l'investimento immobiliare che garantisce la rivalutazione della rendita dei contributi, ma tenendo i beni ( non a cederli ) e ad ammodernarli, quindi manutenendoli, attraverso task force pubbliche, che intervengono territorialmente per garantire il perfetto funzionamento delle opere pubbliche, in una autarchia economica protetta, in cui i privati non accedono di diritto.
A questo serve lo Stato e non ad essere invece, una pompa forzata di destinazione di ricchezza, ai potentati finanziari e questo resta l'unico modo per abbattere quel potere, nessun altro al mondo, nemmeno le politiche monetarie di cui le vittime più illustri sono gli Americani. In Italia, che è la culla della cultura e della civiltà al mondo intero, esistono persone in grado di attuare questa strategia e dare una lezione a tutti gli altri popoli, sul come si progredisce eliminando per sempre il concetto che sei bravo se hai i miliardi, intervenendo esattamente sulla equità della retribuzione statale, che non deve avere mai più la nicchia dei privilegi, appunto per portare uno stop all'arricchimento sulle spalle dei contribuenti, di pochissimi privilegiati, che da quando nascono a quando muoiono, mantengono sistematicamente il privilegio, per se stessi e per i loro discendenti, in un nepotismo, spaventoso, ove la corruzione la fa da padrona
Tutte le altre politiche, devono essere adeguate a questi criteri generali e quindi le privatizzazioni, devono essere fermate una volta per tutte, riportare a criterio il libero mercato, che ha degli stop assoluti su alcuni beni e obbligare in estrema ratio, persino alla restituzione di tutti quei beni pubblici, ceduti attraverso decretazioni di urgenza, che miravano a fare cassa, prima distruggendo la produttività, per mandare fuori mercato le aziende pubbliche e poi vendendole al più basso costo possibile e sempre ai suddetti speculatori e tutto questo, di imperio, ad eccezione unicamente degli immobili per civile abitazione, compravenduti in regime di prima casa , mentre chi ha acquistato a prezzo non di mercato (soprattutto questo vale per quelle società che hanno approfittato attraverso la cartolarizzazione dei debiti della pubblica amministrazione, prodotti sistematicamente con il metodo di cui sopra e quindi o si obbligano al pagamento della differenza a valore di mercato ) o si annullano TUTTI gli atti restituendo solo il capitale. Via il privato dalla pubblica amministrazione per sempre e mai più piovre impositive strozza cittadini.

IL QUID CONCRETO, CHE E’ FORTEMENTE ED ESPONENZIALMENTE EVIDENTE, E’ IMPEDIRE CHE SOCCOMBANO GLI STATI NEL CUI INTERNO CI SONO POPOLI E I POPOLI COMPOSTI DALLE SOCIETA’ DEGLI INDIVIDUI E QUINDI GLI ESSERI UMANI.
IL PERICOLO PIÙ GRANDE E’ L’ESSERE ARRIVATI ALL’ABERRANTE VERITA’ CHE VALGONO I NUMERI PIU’ DI UN INDIVIDUO.
SE L’INDIVIDUO NON E’ UNA ENTITA’ CAPACE DEL NUMERO DEL COLUI CHE  LO ATTRIBUISCE CIOÈ   IL DETENTORE DEL POTERE DI ATTRIBUIRE QUEL VALORE PER L’APPUNTO.
Tutto questo   E’ NELLA STESSA STREGUA DEL NUMERO CHE VENIVA IMPRESSO SULLE BRACCIA AGLI INTERNATI DEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO.
L’UNICA DIFFERENZA E’ CHE QUEL NUMERO CE LO PORTIAMO INFILATO NELLA TASCA E PENSIAMO CHE CI DIA FANTASMAGORICI VANTAGGI, QUANDO INVECE E’ CON QUEL NUMERO CHE CI CONTROLLANO IN OGNI ISTANTE DELLA NOSTRA VITA.
VALORE CHE SI TRAMUTA IN UNA SERIE INFINITA DI SITUAZIONI IN CUI VIENE SCAMBIATO, PER COSTITUIRE COME  UN DIRITTO NATURALE CHE NON E’ MAI STATO CONCESSO AD ALCUNE ESSERE UMANO SULLA FACCIA DELLA TERRA O DI ESERCITARE IMPOSIZIONI E VESSAZIONI  IN DANNO SEMPRE A SPESE DEI PIÙ DEBOLI.
INVECE  E’ IN QUESTO CHE EMERGE  IL DOMINIO EGOISTICO, ESERCITATO INDIRETTAMENTE SERVENDOSI DELLE COLLETTIVITA’ IN CUI SI NASCONDE ABILMENTE  E DA QUESTO PARTE IL CONTROLLO ASFISSIANTE  E SI FINISCE  SOLO PER ELIMINARE CIVILMENTE UNA PERSONA.
QUESTA SOMMA DI DIRITTI, SE  MESSI NELLA MANI SBAGLIATE, SI DECRETA OGGI LA MORTE E NON PIU’  LA VITA DEL CITTADINO!
 ALLORA E’ IN QUESTO ASSUNTO REALE DA CUI SI DERIVA CHE L’INDIVIDUO  E’ TRATTATO COME UN FATTORE ESTERNO AL COMPLESSO DEL CONTENUTO DELLE SOCIETA’, CHE A SUA VOLTA IMPLICA CHE APPLICANDO GLI OBBLIGHI AL NON SOTTOPORVI e  NON SI  FA PIÙ PARTE  DEL POPOLO E CONSEGUENTEMENTE  NON SI FA  PIÙ PARTE DELLO STATO.
MA NON E’ LO STATO CHE LO HA DECISO, LO HA DECISO UN DELINQUENTE SPINGENDO UN TASTO.
SECONDO NEFASTE  REGOLE EFFICIENTISTICHE COLUI CHE NON RIESCE AD OBBEDIRE  DEVE ESSERE SEMPLICEMENTE  SOPPRESSO O FATTO ‘SPARIRE’.
I CITTADINI SONO ATTUALMENTE RINCHIUSI  IN GABBIE ESISTENZIALI LE CUI CHIAVI SONO NELLE MANI DEI POCHI IN OGNI SENSO POSSIBILE  E SONO TENUTI IN VITA SOLO PER ESSERE UTILI A QUALCUNO.
CESSATA LA FASE UTILE, LA GABBIA CON TUTTO QUELLO CHE CONTIENE VIENE FATTA SOMMERGERE DI FORZA NELLE ACQUE ESATTAMENTE COME E’ FATTO PER SOPPRIMERE I RATTI.
NELLE GABBIE PERO’ NON CI SONO RATTI MA ESSERI UMANI.
LE SOCIETA’ EVOLUTE LE HANNO COSTRUITE DA OLTRE 10 MILA ANNI DI STORIA MODERNA E NON E’ MAI CAMBIATO NULLA NEL MERITO DELLE GABBIE O DI MODERNE PRIGIONI SCEGLIETE  VOI IL TERMINE PIU’ GIUSTO O PIU’ CONSONO.
IL CONCETTO CHE NELLA GABBIA ESISTE UN ESSERE UMANO, VIENE FERMATO ESCLUSIVAMENTE CON L’AUTODETERMINAZIONE DELL’INDIVIDUO, CHE ESSENDO INTELLIGENTE ORGANIZZA LA DIFESA DELLA SUA ESISTENZA CON OGNI ALTRO INDIVIDUO RINCHIUSO IN QUELLA GABBIA, COSTITUENDONE  LA FORZA REALE PERCHÉ INTUISCE DI ESSERVI RINCHIUSO INGIUSTAMENTE E AVVERTE IL PERICOLO CHE LA COMUNITÀ A CUI APPARTIENE SI ESTINGUERA’ E NON AVRA’ PIÙ UN FUTURO.
NELLA STORIA L’UOMO E’ PASSATO ALL’ATTACCO CONTRO L’OPPRESSIONE E DISTRUGGE SEMPRE LA GABBIA IN CUI E’ STATO RINCHIUSO.
OGGI IL PERICOLO E’ IL TENTATIVO DELLA DISSOLUZIONE  DEGLI STATI, SCAMBIATA PER UNA MERA  VOLONTÀ DISTRIBUTIVA DELLE RISORSE.
QUESTO E’ IL FALSO ASSOLUTO E STORICO DI QUESTA ERA NEFASTA
L’ EFFIMERA RICERCA DEL  BENESSERE CHE  STA CONDANNANDO  OLTRE 7 MILIARDI DI INDIVIDUI A VIVERE DI STENTI RISPETTO ALLA RICCHEZZA E L’OPULENZA DI POCO PIU’ DI 100 MILIONI DI ESSERI VIVENTI IN TUTTO, SUL PIANETA TERRA GRIDA TUTTA L’INGIUSTIZIA  CONTRO L’ETICA E LA MORALE DELL’UOMO EVOLUTO.
I POPOLI NON POSSONO SEGUIRE LE EFFICIENZE DI BRAVI CALCOLATORI FINANZIARI NELLE MANI DI SCIACALLI E IMMONDI INDIVIDUI E CHE PER ORDINI IMPARTITI SONO OBBLIGATI A  SPOSTARSI NELLE AREE DEL MONDO PER SEGUIRE QUELLE CONVENIENZE ( ARTIFICIALI ).
LA CONSEGUENZA PIÙ IMMEDIATA E’ QUINDI QUELLA DI  RIAFFERMARE LA FORZA DELLA NON DISSOLUZIONE  DEGLI STATI CHE SI ACCOMPAGNA ALLA VOLONTÀ DI PORTARE UN INTERO POPOLO AD  USCIRE DA QUESTA GABBIA, L’ENNESIMA GABBIA CHE CI E’ STATA COSTRUITA INTORNO E L’UNICO MONOLITO  CHE PUÒ NELLA TITANICA IMPRESA E’ LO STATO, IN PARTICOLARE GLI STATI CHE HANNO LA FACOLTÀ DI PRODURRE RICCHEZZA PER I POPOLI  E QUESTO NON SOLO IN ITALIA,  MA NEL MONDO INTERO.
STATI CHE FUNZIONANDO CON CRITERI COMPLETAMENTE DIVERSI E PERMETTONO DI DIFFONDERE IL BENESSERE A TUTTI GLI ESSERI UMANI NEL LIMITE DELLA LIBERTA’ DELL’ALTRO NELLA PACE E DELLA COESISTENZA CIVILE DIFENDENDO L’AMBIENTE E RENDENDO PREZIOSA QUESTA  VITALE ‘NAVE SPAZIALE’ CHE CONSENTE DI VIAGGIARE NELL’UNIVERSO E  CHE E’ LA TERRA.
QUESTO E’ IL COMPITO DEI CAPACI.
DATE AI CAPACI LA POSSIBILITA’ DI METTERLO IN ATTO.



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Luigi Intorcia