Autore Topic: l'iva? troppa attenzione "interessata"  (Letto 1188 volte)

Offline Luigi Intorcia

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l'iva? troppa attenzione "interessata"
« il: Mar 14 Feb 2017 21:22:30* »

L'i.v.a., imposta valore aggiunto è la principale imposta indiretta, che colpisce ogni incremento di valore di un bene o un servizio, con varie aliquote. Da alcuni anni, più precisamente dal 2008,  esiste una attenzione molto interessata da parte dell' Europa e forse, bisogna indagare meglio, del motivo che avrebbero alcuni 'cialtroni' nel dettare la linea impositiva in Italia e se questa ha dei  probabili falsi obiettivi, che con l'evasione non ha nulla a che vedere.

In ogni caso, se una frazione elevata del valore del consumo di beni e servizi ( tranne quelli sanitari ), resta pesantemente deviata dal consumo, in quanto si posiziona sistematicamente prima che avvenga il detto consumo significa anche,  che si droga il valore del bene o del servizio,  ad un valore tale che l'imposta implode sul prezzo,  non per bloccarlo nel suo crescere, ma per sottrarlo tout curt, anche quando non ha alcuna valenza farlo.
Ad esempio, non ha alcuna valenza sui beni di prima necessità, pane acqua, carne, prodotti, alimentari di base.
Ad esempio , scopriamo  che il latte ha dentro l'iva al 4% nella vendita, ma nella componente del costo assolutamente no, dato che per portare il latte, da sotto la brava mucca alla tavola del consumatore finale, esistono un dedalo di imposte  incredibili che incidono pesantemente, tale da indurre a gonfiare quel valore, di cui l'indiretta non vale più 4% ma sfiora quasi il 18%. Ma veniamo ai passaggi: produttore originario applica l'iva al 4% ( tralasciando la forma e il chi paga ) a 35 centesimi siamo a 36,24 centesimi di euro. Trasporto, che incide per altri 10 centesimi, ma con iva al 22%, che il trasportatore deve recuperare sulla differenza e  pertanto siamo a + 49,26. Impacchettamento e trattamento, ancora 20 centesimi al 22% +4.4+20+49,26=
0,73 centesimi .
Distribuzione, tutta la filiera, vale sui 50 centesimi di euro, sempre al 22 fanno altri 11 centesimi e diventa 61+0,73 = 1,34 € a litro. Ricarico sulla vendita diretta, minimo 63 centesimi, ( se fosse di meno la filiera ha eroso anche questo valore con una incidenza ancora maggiore, ma mantenendoci prudenti, indichiamo a 63 centesimi al litro il ricarico finale )  ma questi ultimi al 4% e siamo a 66 + 1,33 = 2,00  e il latte fresco,  zac lo paghiamo circa 6 volte tanto . Iva su 2 euro totale e siamo 0,24+2,26+4,4+11+0,28 = totale 20 ventesimi che restituisce l' incidenza iva indiretta su ogni litro di latte... e il latte serve principalmente ai bambini??

In tutto questo schifo,quello che le becca realmente è il tizio che si attacca alle mammelle della vacca e la munge, in realtà il munto è lui....
Ma cosa avviene con rigore scientifico? E' possibile eliminare il latte nella scala dei bisogni umani essenziali? Se la risposta è un secco no, un individuo, è costretto a pagare iva, laddove non dovrebbe affatto, ma nello stesso tempo se non ci fosse iva a parità di condizioni non dovrebbe comprare un litro di latte, ma il litro di latte più la quantità del latte in più che nel brik non ci sta, perchè si è trasformata in imposta.
Scientificamente il latte, è un veicolo impositivo e tecnicamente definito di non regresso o imposta progressiva, che è definita dal seguente <L'imposta progressiva, è una imposta il cui ammontare aumenta in modo più che proporzionale, rispetto all'aumento della base imponibile. Nel caso dell'imposta regressiva è di contro, quando  l'aliquota di imposta, decresce all'aumentare della base imponibile.>

Un effetto moltiplicatore come questo, se aumenta a livelli insopportabili, devia tutta la quota attiva del consumo, che si perde in imposta e a parità di condizioni nel brik, non deve più esserci il litro, ma scarsi 800 cl, cioè 200 cl di latte se le beve pantalone.

A livello finanziario, allargando questo concetto, su ogni fattispecie, agli italiani di fatto, sono impediti consumi in misura innaturale per svariatissimi miliardi di euro e questi miliardi di euro, vanno considerati eccome, in quanto abbassandosi i redditi, per via delle nefaste politiche ordoliberiste, il gettito diminuisce sistematicamente e siccome non deve diminuire si innalza l'iva, su cui ci sono  le fauci aperte l'Europa che attraverso l'applicazione coercitiva  delle clausole di salvaguardia,  si appresta ad aggredire tutta l'economia italiana, mandando il colpo del definitivo knok out a tutti noi.
Da ora in avanti, le imposte le pagheremo perchè con quelle imposte pagate in più, invece di foraggiare investimenti e welfare, si satollano balordi seduti nelle poltrone delle banche  e scoprire che il detto balordo, specula anche sul latte, sull'acqua,  dovrebbe farci indignare e mandarli a quel paese invece di continuare a farci affari, buoni solo per questa feccia che è diventata l 'Europa dei cialtroni e infami.

Seguiranno approfondimenti.   


 
« Ultima modifica: Ven 17 Feb 2017 23:46:41* da Luigi Intorcia »


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Luigi Intorcia