Autore Topic: Se resta, resta! Ma non sparisce  (Letto 751 volte)

Offline Luigi Intorcia

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Se resta, resta! Ma non sparisce
« il: Lun 20 Mar 2017 12:50:22* »



Le tabelle sull'evasione fiscale italiana in termini di volume annuo ci parla di una costante pari a oltre 500 miliardi in un anno ( 537 NEL 2013 fonte banca d'Italia )  da cui il volume di interscambio non genera gettito.


Tenendo conto che il valore è costante e attualizzandolo da almeno 69 anni nella stessa misura pari a  500 miliardi di euro, siamo a un valore corrente  attualizzato pari a  34.500 miliardi di euro spariti o eclissati  dal 1948 ad oggi?.

Questo implica che fuori dall'Italia esisterebbe  una ricchezza evasa pari a tre volte il valore totale corrente di tutta l'Italia, incluso tutto il valore delle opere d'arte.

Sui libri di storia l'evasione fiscale è un problema che è presente da sempre, da millenni. Nell'antica Grecia Dracone descrive molto bene il fenomeno e istituì le COLONIE TRIBUTARIE nel 660 a.c.

La grandezza del numero e della assurdità che ne consegue DEVE FAR RIFLETTERE TUTTI QUANTI INDISTINTAMENTE.

In una analisi successiva molto più grave, che indica come assurda quella ipotesi ci sono due evidenze:

1) molta evasione sarebbe reinvestita e quindi produce imposte comunque; ( perchè nessuno ne parla?)
2) avanzo primario del 2016 composto da un risparmio di 14 miliardi sugli oneri finanziari e l'aumento del pil che ha determinato un sopravanzo doppio rispetto al preventivato.
I conti non tornano con + 133 miliardi di gettiti contributivi e gettiti fiscali, netti evasi,   in quanto abnormemente sballanti nei valori di calcolo delle imposte.

Orbene, diciamo tutti che esiste? Quanto sia vero questo assunto, se è IMPOSSIBILE?

Ma perchè il mef non dichiara che sono stati polverizzati oltre 600 miliardi di pil in 7 anni?
Parliamo di quasi 85 miliardi di euro in media  che equivalgono a  17 volte il gettito totale tasi sulla prima casa, che secondo le stime è stato sottratto al consumo per quasi il 90% di esso?
la deviazione su consumo invece deriva dalla sparizione del reddito che è stato imbertato dallo stato, in più aumentando la pressione fiscale a livelli insopportabili. Quindi la forchetta deriva da più gettito fiscale e deviazione dal consumo.

E' chiaro l'ordine di grandezza?

Si conclude che è sparito completamente tutto il pil pari a 25% di esso 'reale' e che il pil italiano reale è quello effettivo e non esiste un pil aggiuntivo sommerso se non per polvere, per quanto fastidiosa sia, ma ben 10 volte inferiore che si rapporta perfettamente   ai  19 o 20 miliardi recuperati dalla lotta ai fantasmi.

Se questo è vero, il gettito evaso essendo 10 volte in meno determina l'inesistenza di evasione a questi  volumi assurdi, come indicato e  presuppone  che   siamo difronte ad uno dei disastri economici più gravi della storia italiana.

Lo specchio reale?

17 milioni di indigenti di cui 5,5 milioni di cittadini assoluti il 60% di disoccupazione giovanile reale e 14 % di disoccupazione reale.

Pertanto è la realtà che vale, non le pie valutazioni fatte da giocolieri dei pallottolieri strapagati e che stanno al disotto dell'intelligenza  di  buona classe di bambini modello, di un qualsiasi asilo nido in Italia i cui calcoli sarebbero molto più esatti.
Tutto il ragionamento, diventa devastante,  in relazione alla perdita di posti di lavoro, che è un fiume di sangue e disperazione che ha colpito milioni di lavoratori di cui molti hanno messo fine alla loro esistenza suicidandosi.
La riflessione è obbligatoria.
Luigi Intorcia




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Luigi Intorcia