Autore Topic: Moratoria a favore delle famiglie, delle aziende e delle p.iva  (Letto 4975 volte)

Offline Luigi Intorcia

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la crisi economica fra tante storture ha creato un mondo di ulteriori difficoltà per tantissime famiglie non che  numerose aziende e lavoratori autonomi. La più iniqua  in assoluta è la famigerata segnalazione con il sistema Euroisc, S.I.C. e c.r.i.f., per creare una banca dati europea E NAZIONALE  dove finiscono tutti coloro che non pagano qualcosa ad istituti creditizi. In queste black list purtroppo ci sono finiti diversi soggetti,  a partire dalla famiglie italiane ( finanziamenti piccolo credito e soprattutto i mutuo per la prima casaa  ) che non hanno però nessuna colpa specifica. Ma prima di addentrarci nel problema dobbiamo sviscerare punto per punto  il sistema del credito ( finanziato )  e avverto, una parte di esso è esattamente basato sul sistema Equitalia, ovvero puro terrorismo finanziario. La stortura parte dai principi del Basilea II e Basilea III, che è un sistema certificato standardizzato contro i rischi bancari. Purtroppo sono parametri entro cui le banche esercitano il credito a favore delle imprese e dei cittadini, ma come avremo modo di dimostrare è un sistema che protegge  solo se stesso e non ha alcuna finalità oggettivamente definibile come sociale, aggravando a dismisura il già difficile rapporto fra le banche e le imprese qualunque esse siano inclusi i cittadini che sono senza alcuna protezione.

alla fine della elaborazione  con l'aiuto di Alessandro, che ha inserito in facebook il tema e di chiunque voglia, ( associati e non associati )  sarà elaborata una proposta finale di legge che io definisco di fondamentale importanza e chiediamo l'aiuto e l'attenzione non solo dei cittadini ma anche delle forze politiche  a cui sarà girata questa iniziativa.
« Ultima modifica: Dom 15 Mar 2015 10:28:51* da Luigi Intorcia »


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: Moratoria a favore delle famiglie, delle aziende e delle p.iva
« Risposta #1 il: Lun 26 Gen 2015 23:40:56* »
Come funziona - la registrazione e la conservazione dei dati su EURISC
 
La trasmissione dei dati creditizi sul SIC viene effettuata dalla banca o dalla società finanziaria solo nei seguenti casi:

per i consumatori, se chi richiede il finanziamento ha ricevuto l'informativa specifica ed ha prestato il consenso al trattamento dei dati nell’ambito del SIC, o se il finanziamento presenta delle irregolarità nei rimborsi, anche in assenza di consenso;
per le imprese, se chi richiede il finanziamento ha ricevuto l’informativa sul trattamento dei dati personali da parte dell’istituto di credito.
L’informativa che deve essere fornita all'ente finanziatore riporta le modalità con cui i dati vengono trattati nel SIC, gli estremi della società che gestisce il SIC, i tempi di conservazione di tali dati, le categorie di società che possono accedervi, i principali diritti riconosciuti all’interessato.

tratto da:
http://www.crif.it/Consumatori/CRIF-per-i-Consumatori/Pages/Come-funziona-CRIF.aspx
« Ultima modifica: Dom 15 Mar 2015 10:29:53* da Luigi Intorcia »
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Re: Moratoria a favore delle famiglie, delle aziende e delle p.iva
« Risposta #2 il: Lun 26 Gen 2015 23:41:42* »
La registrazione dei dati sul SIC

Se sei un privato e hai prestato il consenso al trattamento dei tuoi dati personali, la comunicazione dei tuoi dati in EURISC può avvenire:
In fase di istruttoria di un nuovo finanziamento, se la banca o la finanziaria intende consultare i tuoi dati per valutare la tua  richiesta;
nel momento in cui la tua richiesta di finanziamento viene accolta ed erogato il finanziamento;
in fase di aggiornamento, di norma mensile, con i dati relativi all’andamento dei rimborsi;
Se non hai fornito il consenso al trattamento, i tuoi dati possono essere comunque segnalati in EURISC da parte dell’istituto di credito, quando si verificano ritardi  nel rimborso del finanziamento (i cosiddetti “dati negativi”).

In particolare:

la segnalazione del primo ritardo di pagamento sul rapporto di credito, viene resa visibile sul SIC solo in caso di mancato pagamento per 2 mesi consecutivi (o 2 rate). L’istituto di credito ti invierà, 15 giorni prima dell'invio della segnalazione al SIC, una comunicazione che ti avvisa dell’avvenuto ritardo e del fatto che tale ritardo verrà segnalato nel SIC. In questo modo hai la possibilità di verificare eventuali disguidi. Saldando tempestivamente i pagamenti eviterai che il ritardo venga segnalato nel SIC ;
la segnalazione di ulteriori ritardi (successivi al primo) avviene comunque attraverso gli aggiornamenti mensili inviati dall'istituo di credito. In questo caso la comunicazione da parte del finanziatore potrà essere fatta nell'ambito di comunicazioni periodiche alla clientela, quindi non necessariamente prima che l'informazione sia resa disponibile sul SIC.
« Ultima modifica: Dom 15 Mar 2015 10:30:17* da Luigi Intorcia »
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Re:Moratoria a favore delle aziende e delle p.iva
« Risposta #3 il: Lun 26 Gen 2015 23:42:24* »
I tempi di conservazione dei dati

Le informazioni, così come segnalate e aggiornate dagli istituti di credito, sono conservate sul SIC di CRIF nel rispetto dei tempi di conservazione stabiliti dal Codice Deontologico di riferimento, e cioè:

​TIPOLOGIA DI DATO   ​TEMPI DI CONSERVAZIONE
Finanziamento richiesto ed in corso di valutazione​   ​6 mesi dalla data richiesta
​Richieste di finanziamento rinunciate/rifiutate   ​1 mese dalla data di rinuncia/rifiuto

​Finanziamenti rimborsati regolarmente   ​36 mesi dalla data di estinzione effettiva del rapporto di credito
​Ritardi relativi a 1 o 2 rate (o mensilità)   ​12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a condizione che nei 12 mesi i pagamenti siano sempre regolari
​Ritardi relativi a 3 o più rate (o mensilità)   ​24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a condizione che nei 24 mesi i pagamenti siano sempre regolari
Finanziamenti non rimborsati (o con gravi morosità)​   
​36 mesi dalla data di estinzione prevista o dalla data in cui l'istituto di credito ha fornito l'ultimo aggiornamento.

Quindi ad esempio se il tuo finanziamento si è estinto regolarmente a Dicembre del 2010, sarà visibile nel SIC fino a Dicembre 2013.

Se invece hai un prestito in corso e sei stato in arretrato con il pagamento di 3 rate che hai saldato a Novembre 2011 ricorda che:

 

l’informazione relativa alla regolarizzazione del ritardo del pagamento dovrà essere trasmessa al SIC entro 10 giorni dall’avvenuto pagamento.
l’informazione relativa a tale ritardo verrà conservata fino a Novembre 2013 se da Novembre 2011 a Novembre 2013 i tuoi pagamenti saranno sempre regolari.

quello segnalato in grassetto è in realtà simile ad una truffa. in diversi istituti di credito, il cittadino ignaro che chiede soltanto le condizioni e malauguratamente rilascia i sui dati, potrebbe essere inserito nel sistema a sua insaputa. E' un sistema altamente scorretto, mediante la quale l'operatore della prima banca inserisce comunque i dati utente, dopo di che il sistema è allertato che tizio o caio si è recato presso quella banca e ha chiesto soldi che o non ha più richiesto o gli sono stati rifiutati/b]
« Ultima modifica: Lun 26 Gen 2015 23:46:25* da Luigi Intorcia »
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Re:Moratoria a favore delle aziende e delle p.iva
« Risposta #4 il: Lun 26 Gen 2015 23:54:48* »
EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie
 
Un sistema di informazioni creditizie (SIC) positivo e negativo come quello gestito da CRIF, è un archivio informatico che contiene i dati sui finanziamenti richiesti ed erogati a privati e imprese da parte di banche e società finanziarie.

Il sistema di informazioni creditizie di CRIF si chiama EURISC.

È importante sapere che EURISC:

Non è un archivio di cattivi pagatori o una black list

Più del 95% dei soggetti registrati rimborsa regolarmente i finanziamenti ottenuti, quindi esservi inseriti non significa assolutamente essere un cattivo pagatore.
Non contiene informazioni su cambiali o assegni protestati né informazioni da uffici di pubblicità immobiliare (ex conservatorie)
Le informazioni contenute nel SIC vengono trasmesse a CRIF dalle banche e dalle società finanziarie che aderiscono al Sistema EURISC.
Le stesse banche e società finanziarie possono consultare tali informazioni solo per finalità collegate alla tutela del credito e al contenimento dei relativi rischi. La consultazione, quindi, può avvenire solo nel momento in cui la banca o la società finanziaria deve valutare una nuova richiesta di finanziamento;
durante il periodo di rimborso di un finanziamento.
 Naturalmente l’attività di CRIF è regolamentata dal Codice Privacy e, più specificatamente, dal Codice Deontologico di riferimento entrato in vigore nel 2005. L’attività di CRIF viene periodicamente controllata in base all’art. 13 del suddetto Codice.
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Re:Moratoria a favore delle aziende e delle p.iva
« Risposta #5 il: Mar 27 Gen 2015 00:00:42* »
INFORMATIVA
[/b]

(ex art. 13 Codice in materia di protezione dei dati personali e art. 5 del codice deontologico per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati)


 CRIF S.p.A., con sede in Bologna, via M. Fantin n. 1-3, gestisce, in qualità di Titolare ex art. 28 del D. Lgs. 196/2003, un sistema di informazioni creditizie SIC EURISC (di seguito “SIC EURISC”) di tipo positivo e negativo in cui sono raccolte informazioni che attengono a richieste/rapporti di credito a prescindere dalla sussistenza di inadempimenti registrati nel sistema al momento del loro veificarsi, sistema regolato dal Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi di informazioni creditizie, pubblicato sulla G.U. del 23.12.2004 n. 300 ed entrato in vigore il 1° Gennai o 2005. Il trattamento dei dati personali effettuato nell’ambito del SIC EURISC riguarda i dati relativi all’interessato che chiede di instaurare o è parte di un rapporto di credito nonchè in tale ultimo caso anche i dati relativi al soggetto coobbligato la cui posizione è distinta da quella dell’interessato/debitore principale (di seguito “Dati”). In forza di un contratto o di un accordo con CRIF S.p.A., i partecipanti, quali banche; intermediari finanziari; altri soggetti privati che, nell’esercizio di attività commerciale o professionale, concedono dilazioni di pagamento, (di seguito “Partecipanti”) contribuiscono, su base mensile e in maniere sistematica, tali Dati. In particolare, le categorie di Dati trattati all’interno del SIC EURISC aggiornati periodicamente con informazioni acquisite nel corso del rapporto, sono: • dati anagrafici, codice fiscale, partita iva, denominazione, sede legale; • dati relativi alla richiesta/rapporto di credito, descrittivi della tipologia del contratto (es. prestito personale, mutuo ipotecario, carte rateali e a saldo, affidamento revolving, etc.) dell’importo del credito, delle modalità di rimborso e dello stato della richiesta o dell’esecuzione del rapporto (es. finanziamento rinunciato dall’interessato, rifiutato dall’ente, finanziamento accordato, finanziamento estinto, etc.); • dati di tipo contabile relativi ai pagamenti, al loro andamento periodico, all’esposizione debitoria anche residua e alla sintesi dello stato contabile del rapporto (es. importo e numero delle rate dei finanziamenti rateali; importo addebitato e/o utilizzato sulla carta di credito; eventuale informazione sullo stato del finanziamento fornita dall’ente partecipante indicativa di un comportamento più o meno rischioso da parte dell’interessato – ad esempio: incaglio nei pagamenti, passaggio a sofferenza, passaggio a perdita, cessione a società di recupero crediti, comportamento fraudolento sulla carta di credito da parte dell’interessato, blocco della carta di credito per morosità da parte dell’interessato, contestazione da parte dell’interessato dell’addebito effettuato dall’ente partecipante sulla carta di credito, etc.). Il trattamento dei Dati contenuti nel SIC EURISC è effettuato esclusivamente per finalità correlate alla tutela del credito e al contenimento dei relativi rischi e, in particolare, ai fini della valutazione della situazione finanziaria e del merito creditizio degli interessati, o comunque della verifica della loro affidabilità, solvibilità e puntualità nei pagamenti. I Dati sono trattati con modalità di organizzazione, raffronto ed elaborazione necessarie per il perseguimento delle finalità sopra descritte. Tali elaborazioni sono realizzate utilizzando strumenti informatici, telematici, e manuali che garantiscono la sicurezza e riservatezza delle informazioni creditizie trattate. I Dati contenuti nel SIC EURISC sono trattati anche mediante l’impiego di tecniche e sistemi di credit scoring che utilizzano diverse tipologie di fattori (a titolo esemplificativo e non esaustivo numero e caratteristiche dei rapporti di credito in essere, andamento e storia dei pagamenti dei rapporti in essere o estinti, eventuale presenza e caratteristiche delle nuove richieste di credito, storia dei rapporti di credito estinti, etc.) che consentono di ottenere, attraverso l’applicazione di metodi e modelli statistici, risultati espressi in forma di giudizi sintetici, indicatori numerici o punteggi, diretti a fornire una rappresentazione in termini predittivi o probabilistici, del profilo di rischio, affidabilità o puntualità nei pagamenti dell’interessato. I Dati sono comunicati ai Partecipanti che accedono al SIC EURISC mediante consultazione della relativa banca dati. I Dati in questione possono essere conosciuti anche dai dipendenti e collaboratori di CRIF S.p.A. specificatamente autorizzati a trattarli in qualità di Incaricati, appositamente nominati ai sensi dell’art. 30 del D. Lgs. 196/2003, per il perseguimento delle finalità sopraindicate. Qualora l’interessato sia puntuale nei pagamenti, la conservazione di tali Dati, di tipo positivo, presenti nel SIC EURISC, può avvenire solo con il consenso dell’interessato. Il consenso non è invece necessario in caso di pagamenti con ritardo o di omessi pagamenti, oppure in caso di finanziamenti relativi all’attività imprenditoriale o professionale dell’interessato. Il Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi di informazioni creditizie ha fissato i tempi di conservazione come sopra esplicitati.

CRIF S.p.A. aderisce ad un circuito internazionale di sistemi di informazioni creditizie operanti in vari paesi europei ed extra-europei e, pertanto, i dati trattati potranno essere comunicati (sussistendo tutti i presupposti di legge) ad altre società, anche estere, che operano – nel rispetto della legislazione del loro paese – come autonomi gestori dei suddetti sistemi di informazioni creditizie e quindi perseguono le medesime finalità di trattamento del sistema gestito da CRIF S.p.A. Questi accordi (denominati cross border data exchange) sono anche funzionali a facilitare l’accesso ai finanziatori di altri Stati membri al sistema di informazioni creditizie EURISC in ottemperanza alle disposizioni dell’articolo 125 del Testo Unico Bancario – nonché, reciprocamente, a facilitare ai finanziatori italiani l’accesso a banche dati analoghe presenti in altri Stati membri. elenco (aggiornato al 17/09/2013) dei sistemi esteri convenzionati
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Re:Moratoria a favore delle aziende e delle p.iva
« Risposta #6 il: Mar 27 Gen 2015 00:17:46* »
standard Basilea I II e III.

direttamente da wiki.

Il Nuovo Accordo sui requisiti minimi di capitale firmato a Basilea, meglio noto come Basilea II, è un accordo internazionale di vigilanza prudenziale, maturato nell'ambito del Comitato di Basilea[1], riguardante i requisiti patrimoniali delle banche. In base a esso, le banche dei Paesi aderenti devono accantonare quote di capitale proporzionate al rischio assunto, valutato attraverso lo strumento del rating.
L'accordo è strutturato in tre "pilastri":
Requisiti patrimoniali;
Controllo delle Autorità di vigilanza;
Disciplina di mercato e Trasparenza.

Il testo dell'accordo nella versione definitiva nel giugno del 2004, è entrato in vigore nel gennaio 2007, con una proroga di un anno concessa alle banche che hanno adottato il metodo advanced. A seguito della crisi finanziaria che ha colpito alcuni importanti istituti di credito, una nuova versione dell'accordo è stata emanata con il nome di Basilea III.

I principi cardine di Basilea II
[/b]

Nodo fondamentale del problema risultò essere che l'accordo Basilea I valutava le aziende in base a requisiti molto semplificati: da quanto tempo esisteva una certa ditta, che patrimonio possedeva, quale ragione sociale. In una parola Basilea I si limitava a prendere atto della "storia" patrimoniale di una ditta, e della capacità attuale di rimborso della stessa, senza avere la possibilità di valutare se, quanto e in quanto tempo la ditta avrebbe generato reddito. Questo induceva un notevole immobilismo e penalizzava fortemente tutta una serie di settori e di investimenti, primi fra tutti quelli sull'innovazione e sulla ricerca.
Era quindi necessario elaborare una struttura di analisi molto più sofisticata per potere comprendere la realtà del mercato, che negli anni era notevolmente cambiata. Inoltre le banche si resero conto che il loro ruolo di semplici prestatori andava evoluto in un ruolo di maggior responsabilità, cooperazione e integrazione tra impresa e istituto di credito, se si desiderava che il mercato non stagnasse, ma continuasse a crescere in modo realmente produttivo.
Gli accordi hanno elevato la riserva frazionaria delle banche al 2% e fissato il coefficiente di salvaguardia sempre all'8%. Le sofferenze (ossia crediti inesigibili) delle maggiori banche italiane sono al di sopra della media europea che è dell'1.1%. Gli accordi di Basilea II hanno fissato il coefficiente di solvibilità all'8%. Tale coefficiente fissa l'ammontare minimo di capitale che le banche devono possedere in rapporto al complesso delle attività ponderate in base al loro rischio creditizio. In altri termini è una frazione il cui numeratore è dato dall'ammontare di patrimonio di cui dispone una banca ed il denominatore dall'ammontare delle attività ponderate per classi di rischio. Se si considera invece il rapporto tra attivo ponderato e patrimonio di vigilanza il valore richiesto dagli accordi di Basilea II corrisponde a 12,5.
I requisiti minimi patrimoniali devono coprire le perdite inattese dovute a tre rischi:
Rischio di credito
Rischio di mercato
Rischio operativo, che ne rappresenta la maggiore novità.

si tralascia tutta la parte tecnica in quanto non utile ai fini della elaborazione

per chi voglia approfondire  invece:

http://it.wikipedia.org/wiki/Basilea_II
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Re:Moratoria a favore delle aziende e delle p.iva
« Risposta #7 il: Mar 27 Gen 2015 00:22:49* »
Prospettive future: il problema delle PMI e il caso Italia

Nell'ottica di Basilea II cambiano i ruoli per le piccole e medie banche. Infatti queste potrebbero operare sul mercato dei crediti differenziandosi dalle grandi banche mediante una focalizzazione maggiore nella concessione di crediti alle piccole e medie imprese (PMI).
Un rinnovato rapporto gioverebbe ad entrambe le parti: le imprese, infatti, costituirebbero rapporti fiduciari con istituti di credito presenti nel territorio, i quali hanno una maggior consapevolezza informativa della storia della azienda e del mercato nel quale opera, rispetto ad un grosso istituto centrale. Di contro, gli istituti locali avrebbero l'opportunità di crescere trasformando la loro prospettiva locale in globale: le PMI costituiscono in certi casi dei centri di eccellenza che sicuramente non operano su mercati di grande scala, ma comunque competono a livello internazionale; in altri casi la sopravvivenza stesse delle imprese di piccole e medie dimensioni è legata alla capacità di confrontarsi con i mercati esteri.
Confrontandosi a livello internazionale, avranno bisogno di partner finanziari che adottano prospettive internazionali. In questa ottica il passaggio dalla figura della banca-foraggiatrice a quello della banca-assistente controllore e consulente può certamente contribuire a ridurre la presenza di intrecci poco chiari tra banche e alta finanza e la stagnazione di mercato favorendo di contro la crescita delle piccole realtà in realtà più grandi e competitive. Inoltre un approccio vincolato a concetti di controllo e adattamento rispetto al mercato potrà consentire alle imprese di sviluppare una mentalità orientata non più solo a obiettivi a brevissimo termine, ma a una produttività a medio lungo termine, indispensabile per una crescita reale e solida. Non guardare al futuro sviluppo etico-economico vorrebbe dire ingessare il sistema dei finanziamenti-investimenti.
Basilea II è stata sottoposta da più parti a critiche per l'atteggiamento indotto nei confronti delle PMI. Una PMI, infatti, ha minori possibilità di generare reddito o di generarne di ingente. Inoltre in alcuni paesi la PMI è solitamente a conduzione familiare e quindi contraria all'ingresso di soci e capitali esterni, da un lato, non attrezzata nel settore analisi e gestione finanza dall'altro. In tal senso Basilea II è già stata sottoposta a diverse modifiche, soprattutto sotto la spinta dei governi di Germania e Italia, ma il rischio resta e l'accordo continua a generare polemiche.
Se osserviamo la situazione italiana, in particolare, notiamo sia il rischio sia la potenzialità di un cambiamento di questo tipo. L'Italia è un Paese che deve la sua ossatura produttiva alle PMI, inoltre ha un sistema economico molto chiuso, rattrappito, carente di quella capacità di innovare che è la molla necessaria per la competitività.
L'origine del problema italiano è da rintracciarsi in una serie di motivi storici e politici il cui risultato non è più sostenibile nel quadro economico internazionale. L'introduzione delle nuove metodologie dovrebbe spingere le banche a cambiare strategie, se anch’esse vogliono competere a livello internazionale. Le banche hanno da tempo iniziato a prendere atto delle nuove problematiche elaborando previsioni e cercando di coinvolgere i propri clienti nella scoperta delle specifiche della nuova disciplina. Sono infatti costrette a confrontarsi sul piano internazionale e vivono un regime di stringente concorrenza. Le imprese, invece, sono rimaste in buona parte ferme. Sondaggi[Quali?] rilevano come il 50% degli imprenditori non sappia neanche cosa sia Basilea II e men che meno cosa offra e richieda in cambio.
Le PMI italiane non hanno maturato una mentalità in grado di valutare quanto possa convenire la novità in termini di sviluppo futuro. Gioca un ruolo importante anche il fatto che da più parti si è sfavorevoli ad abbandonare la cattiva consuetudine nazionale, basata sulla netta prevalenza del finanziamento a breve e sul divieto di far entrare capitali di terzi all'interno dell'impresa familiare. Le imprese italiane dimostrano di rifiutare, mediamente parlando, l'ingresso di soci e di capitali esterni nell'impresa familiare nel modo più assoluto e anche se il rifiuto dovesse implicare che l'azienda smette di crescere e di essere produttiva.
L'ovvia conseguenza è che le PMI Italia risultano avere un livello di capitalizzazione basso, specie raffrontato con le loro numerose sorelle francesi e britanniche: inoltre, le prime fanno largo uso di strumenti di finanziamento emessi dalle grandi banche popolari e le seconde dei capitali facilmente reperibili in borsa. Le imprese tedesche, invece, godono della presenza di un unico istituto bancario di riferimento, coinvolto anche negli aspetti operativi dei processi aziendali.
Per le imprese italiane in particolare, storicamente sottocapitalizzate e ancora basate sul pluriaffidamento bancario a breve, quello di capitalizzazione sarà l'indicatore che darà più preoccupazioni: la ristrettezza del capitale proprio non è certo un segnale di solidità e di propensione al rischio. Senza contare che a tutt'oggi la pratica delle garanzie personali a fronte dei finanziamenti è stata circoscritta dalla nuova normativa a casi particolari, per cui non può più essere di soccorso. L'immissione di nuovo capitale di rischio, attraverso l'ingresso di nuovi soci o l'utilizzo di nuovi strumenti finanziari, sembrerebbe essere l'unica via percorribile per diminuire il proprio grado di rischiosità, ma si scontra fondamentalmente con due fenomeni: da una parte la riluttanza patologica di molte imprese, specie se a conduzione familiare, a diluire la proprietà e a permettere l'ingresso a nuovi soci; dall'altra la mancanza di una politica fiscale che incentivi in modo deciso la capitalizzazione.
Le PMI italiane rischiano quindi, ancora più delle loro sorelle di essere maggiormente penalizzate dalle nuove regole: la prospettiva è tutt'altro che irrilevante e desta gravi preoccupazioni se si consideri che le PMI costituiscono la base produttiva del sistema economico italiano.
Questo tipo di aziende dovrebbero partire dalla costruzione di un database dei propri bilanci riclassificati, in modo da evidenziare la qualità e l'attendibilità del loro bilancio d'esercizio e da riassumere le rispettive situazioni di redditività, solidità e liquidità. Evidenzierebbero i punti di forza ma anche i punti di debolezza e potrebbero correre immediatamente ai ripari.
È però innegabile che l'analisi finanziaria previsionale richiede investimenti di non poco conto in strumenti e tecnologie, che le microimprese in particolare non possono affrontare, e sarebbe auspicabile, in questo senso, che esse instaurassero un rapporto di consulenza con le banche. Tale processo, però, incontra barriere di non poco conto, soprattutto psicologiche: è difficile, infatti, che l'imprenditore si risolva a trasmettere all'esterno dati prima gelosamente custoditi e a sottoporsi al giudizio di terzi.

Conoscere con un certo grado di approssimazione quali sono le reali possibilità di successo e qual è il verosimile ritorno di un investimento è condizione indispensabile per saper presentare alla banca il progetto da finanziare su basi più solide, suffragate da dati verosimili. L'analisi previsionale ha, tuttavia, dei limiti: è estremamente difficoltoso valutare il grado di adeguatezza e di errore delle valutazioni espresse, tanto più che quasi sempre tale analisi si risolve in un ribaltamento del passato sul futuro, cosa ben poco verosimile.
Ne deriva che risulta essere fondamentale una gestione corretta che ponga la giusta attenzione alle posizioni di redditività e di equilibrio finanziario, oltre che l'autovalutazione delle imprese (attraverso i sistemi di rating assignement utilizzati dalle banche o indici di sintesi più facilmente padroneggiabili), e, non meno importante, una corretta impostazione delle linee di azione per correggere scelte inadatte e consolidare situazioni patrimoniali o reddituali vacillanti.
Un rapporto di maggior controllo fattuale da parte della banca, inoltre, renderebbe anche assai più oneroso, difficile e rischioso per l'impresa avere scarsa cura del proprio assetto patrimoniale e perpetrare falsi in bilancio. Le banche, infatti, rischiando di concedere denaro che non verrà loro restituito e avendo gli strumenti adatti, effettuano analisi estremamente minuziose alla ricerca di falle e discrepanze nelle dichiarazioni patrimoniali. Un'impresa che maneggi o annacqui i bilanci si vedrebbe assegnare un rating molto più basso e pagherebbe molto di più il denaro che le verrebbe concesso, sempre che la banca si decida a concederlo.
Si può dunque auspicare che gli accordi di Basilea II contribuiranno, molto più di tanti altri interventi ad hoc, a fare del bilancio una true and fair view dello stato della gestione aziendale.
Ovviamente tutto ciò deve sempre basarsi su criteri di veridicità e trasparenza, che sicuramente è una base solida per costituire il rapporto banca-impresa.
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« Risposta #8 il: Mar 27 Gen 2015 00:25:14* »
Basilea III
Il Comitato di Basilea per la supervisione bancaria ha rilasciato, nel dicembre 2010, nuove regole a garanzia della stabilità del sistema bancario, note come "Basilea III"; queste nuove regole dovranno integrare o sostituire sia la versione del 1988 (Basilea I) sia la versione Basilea II entrata in vigore nel 2008. Le nuove regole introdotte con Basilea 3 definiscono nuovi standard internazionali per l'adeguatezza patrimoniale delle banche e nuovi vincoli di liquidità. Le regole sono state convenute dai governatori e dai presidenti delle autorità di vigilanza dei paesi membri, e approvate dai leaders del G20 al summit di Seoul[3].
Gli effetti che l'adozione di Basilea III potrebbe avere sull'economia reale e sulla crescita sono oggetto di controversie. Alcuni critici sostengono che questo sistema di regole, dato l'attuale livello del core Tier 1 di importanti istituti bancari[4] potrebbe creare il rischio di credit crunch[5], soprattutto se implementato in una fase di recessione economica.
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Re:Moratoria a favore delle aziende e delle p.iva
« Risposta #9 il: Mar 27 Gen 2015 11:58:12* »
da quello che è stato tratto direttamente dal wiki, in quanto ben esposto si possono derivare alcune considerazioni di base.
a) il basilea 2 e 3 null'altro è che lo studio di settore (fiscale) adottato in Italia dall'agenzia delle entrate, per drogare la base imponibile. E' uno schema in cui si inseriscono dei dati standard e alla fine esce un valore che è il rating. Prima di tutto è utile precisare che tale sistema è ottimale solo in fase crescente dell'economia, in cui per l'appunto, se  esistono SOLO incrementi di valore, ma completamente inadeguato quando esistono decrescite, di qualsiasi tipo esse siano. ( una su tutte è per l'appunto la crisi attuale ). Orbene, i correttivi nel sistema di algoritmo inserito dallo standard, non è in grado di stabilire se a parità di condizioni il rating è variato, non per mancanza di capacità produttiva ( attitudine alla redditività )  ma per crisi strutturali dei mercati che anche se incidono sulla redditività, lasciano inalterata la propensione al ricavo. Es: un divano di ottima qualità mantiene la sua qualità crisi o non crisi. La mancata vendita, sappiamo bene che  non dipende dalla scarsezza qualitativa del prodotto (validità complessiva ), ma dalla congiuntura. Ma per basilea 3 non esiste distinzione, l'azienda che produce DIVANI, non soddisfa  alcuna condizione di incremento del reddito prospettico e la banca 'taglia' il finanziamento a questa impresa, perchè gli esce un allert in ROSSO!!
Le banche che finanziano imprese che producono divani, non finanziano più le aziende che producono quel prodotto..........
Ma se questo succede che banche potranno mai essere ora e nel futuro, se sono utili alla collettività per la loro funzione di cui gli stati e la politica gli ha attribuito? Paradossalmente è talmente tanto distorta la visione finanziaria, che le banche con questo sistema ( imposto e poi parliamo di chi lo ha imposto )  devono assolutamente fermare ogni impiego perchè nella sua  totalità complessiva il mercato decresce? 
b) se ne deduce che il sistema di valutazione del rischio è esclusivamente per difendere solo le banche dai rischi e null'altro. Un sistema avulso completamente dalla realtà, che a sua volta induce a far scattare tutta quella serie di meccanismi nefasti per l 'economia produttiva di interi stati che aderiscono e pertanto esiste una centrale rischi, un sistema interbancario e sistema Europeo dei rischi, da cui se sciaguratamente un cittadino  o una impresa ci incappa è impossibile uscirne. Di fatto il circuito bancario è costretto a voltare le spalle a tutte le economie, perchè non è in grado di gestire il rischio finanziario.
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Re:Moratoria a favore delle aziende e delle p.iva
« Risposta #10 il: Mar 27 Gen 2015 12:23:50* »
induzione fiscale alla mancata capitalizzazione delle imprese, è un altro nefasto fenomeno, soprattutto in Italia. Infatti le aziende che producono reddito, sono definanziate fiscalmente. Al netto degli incrementi le imposte sui redditi prodotti incidono per percentuali impossibili da sostenere. Parliamo di un valore prossimo al 50% e più! Ovvero un socio di maggioranza che non fa assolutamente niente per produrre redditività, non solo,ma  fa di tutto per stracciare redditività a cui NON GLI INTERESSA SE SEI AL COLLASSO, MA LUI ( STATO )  ANCHE SE UNA IMPRESA E'  AL COLLASSO VUOLE ASSOLUTAMENTE IL SUO 50%  incrementi o non incrementi. IL CITTADINO TUTTO QUESTO  MECCANISMO PERVERSO E SENZA SENSO NON LO CONOSCE, UNA INTERA AREA POLITICA DEI CITTADINI NON LO CONOSCE ASSOLUTAMENTE, PER CUI  UNA VASTA SCHIERA DI SOGGETTI NON SI SANNO PIU' FARE I CONTI  E QUESTE PERSONE  SOFFIANO ESCLUSIVAMENTE  SUL CONCETTO DELL'EVASIONE SENZA CONOSCERE NULLA! Chi è in una media azienda italiana, in realtà si è inventato lo stipendio. E' la sua società o impresa che gli produce una busta paga mensile, non l'utile finale, anche perchè è l'unico sistema legale per far uscire soldi propri dai conti bancari delle imprese di cui le stesse famiglie sono titolari è per l'appunto la costituzione di un reddito che legalmente esce dalla impresa stessa. ecco perchè gli utilili dell PMI sono inesistenti, appunto perchè essendo imprese familiari, non si potranno mai autocapitalizzare ne tanto meno faranno entrare soci diversi nelle compagini di impresa che gestiscono, in quanto la loro DIMENSIONE E' MEDIAMENTE PICCOLA e non esiste nulla che le faccia  accrescere, nè la fiscalità e nè le banche che sono sistemi distruttivi di ricchezza e basta. Un sistema che ha piacere in italia di mantenere attraverso un sistema finanziario marcio le oligarghie produttive della grande impresa senza dare nessuna speranza alle PMI di crescita e una parte politica non lo ha mai voluto capire così come una parte del sindacato fortemente ideologizzato a sinistra.
« Ultima modifica: Mar 27 Gen 2015 12:31:48* da Luigi Intorcia »
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Re:Moratoria a favore delle aziende e delle p.iva
« Risposta #11 il: Mar 27 Gen 2015 15:56:17* »
L'analisi delle dimensioni delle imprese italiane, nasconde dunque una stortura incredibile avvenuta proprio in Italia. E intanto le banche non hanno risentito della crisi come in altri stati europei  proprio perchè il sistema finanziario italiano presta soldi solo alle medie imprese e se le banche hanno la possibilità  di frazionare in micro interventi e non mega finanziamenti, tanto prima sono in grado di fermarli. Ma i micro finanziamenti alle imprese, o agli autonomi,  le banche li erogano  se e solo se  hanno reddito o rinnovano scoperture e affidamenti  solo se hanno reddito, ma se hanno reddito il 50% di tale reddito lo mangia l'imposizione fiscale  per cui esiste un conflitto spaventoso fra la necessità di dimostrare un reddito e l'imposizione fiscale che aggredisce il reddito stesso  ed è il classico cane che si mangia la coda. La stessa cosa avviene sempre di più ad una vasta area di cittadini, che prima avevano un risparmio e ora sono indebitati sino all'osso del collo e basta un funzionario solerte per determinare la morte civile di un individuo, che non ha nessuna possibilità di accesso al sistema bancario. Questo spinge ovviamente a rivolgersi all'usura illegale, praticata da autentici delinquenti, che sono messi in una posizione di dominio, proprio dalle stesse banche che gli procurano a ciclo continuo nuovi 'clienti'  o ce  sbattono direttamente  senza alcun ritegno una sterminata  platea di sventurati che non hanno altre strade per sopravvivere.
Per quanto riguarda la situazione della produzione di reddito, il fatto ancora più grave in assoluto è ciò che colpisce il privato in genere. Infatti se il suo reddito netto è 1.000 € in un mese ad esempio lui ha dovuto prima pagare tutte le imposte per determinare 1.000 €  e poi intasca i famosi 1.000. Ma per produrre 1.000 ha dovuto produrre almeno sino  a 2.200 €, per steccare la differenza fra contributi e tasse. Il pubblico dipendente ha prodotto lo stesso costo che finanziamo tutti, ma lui non ha mai avuto il rischio di non riuscire a produrre il suo reddito mentre il privato lo ha completamente sulle sue spalle e se non riesce lo stato al 99.99% vuole ancora 1.200 che non ha prodotto fra contributi e sistema impositivo progressivo, che funziona cosi per via degli acconti sulle stesse imposte. Un privato prima che spezza il costo fiscale ci mette anche  un anno intero, il pubblico il giorno dopo che finisce di lavorare invece, quindi la differenza è contro il il privato che di fatto NON E' PIU' IN GRADO DI PRODURRE, inoltre non è nemmeno più in grado di conseguire un  reddito, in quanto la strada è sbarrata dall'impossibilità totale, di trovare un lavoro che sopperisca al mancato guadagno derivante dalla sua attività lavorativa, che ha dovuto abbandonare, ma se in questa nefasta condizione ce lo ha sbattuto un suo creditore, che non gli paga il credito che vanta,  intanto si trova a pagare un debito bancario che non è più in grado di onorare, poi non è più in grado di onorare debiti fiscali ( quindi sarebbe un evasore ) in più se fallisce nemmeno il credito più è in grado di incassare, perchè lo divora nell'ordine prima la banca e poi equitalia che gli porta via tutto, anzi alle volte lo fa stare ancora nel debito, perchè nemmeno il sistema di riscossione di equitalia lo tutela, se mai lo finisce di rovinare a vita. Ma la banca nel frattempo lo ha già inserito nel crif e quindi non accede più al credito, alla banca non interessa nulla della causa che determina una non onorabilità puntuale di un debito.
Per continuare nella nefandezza, il sistema degli appalti pubblici, dove si richiede il famigerato DURC è una assurdità delle assurdità, esattamente per quelle imprese che hanno crediti non riscossi perché le amministrazioni pubbliche, non gli hanno  più pagato i crediti che  vantano. Quindi si è trovato derubato due volte, una volta perchè ha anticipato e un altra perchè escluso dalle gare di appalto in quanto non ha più il DURC regolare che non è tale perchè la stessa amministrazione non lo ha più saldato, mandandolo automaticamente fuori mercato. Ma  a favore di chi?
« Ultima modifica: Mar 27 Gen 2015 21:23:34* da Luigi Intorcia »
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Re:Moratoria a favore delle aziende e delle p.iva
« Risposta #12 il: Mar 27 Gen 2015 18:48:03* »
Dopo le interessanti precisazioni di Luigi in tema di rapporti fra Banche e PMI e i vari accordi BASILEA vorrei non Vi sfuggisse l'ultima iniziativa governativa che ha deciso di imporre alla Banche Popolari la trasformazione in SpA.

In Veneto, questa disposizione, riguarda due importanti banche che sono particolarmente radicate sul territorio e che hanno nel corso della loro vita sempre privilegiato il rapporto di fidelizzazione con i piccoli imprenditori. Sono la Banca Popolare di Vicenza e la Banca del Veneto.

Già molti amici imprenditori temono che il loro rapporto con queste banche sarà snaturato passando da un rapporto pluriennale di fiducia e corretta relazione ad una spersonalizzazione che non terrà in alcun conto la storia delle aziende che essi, nella maggior parte, hanno costituito e fatto prosperare.

Non è improbabile che tutto questo dia la spallata definitiva al sistema imprenditoriale Veneto che è corteggiato da Paesi confinanti per ospitare le aziende venete, in primis, l'Austria.

Ma i nostri lungimiranti governanti dove vivono? Aggiungono problemi a problemi a che pro?

Ciao a tutti.


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Re:Moratoria a favore delle aziende e delle p.iva
« Risposta #13 il: Mar 27 Gen 2015 19:14:33* »
la situazione del nord est ( polo produttivo principale italiano ) è allo stremo. Questo provvedimento è una mazzata tremenda alle già disastrate condizioni in comparti produttivi strategici italiani, per lo più manufatturiero di trasformazione. Il presupposto della personalizzazione dei rapporti fra banche locali e imprenditori rappresentava una anomalia, che il cartello bancario non si poteva permettere, in quanto sfuggiva al controllo del finanziere, che deve recuperare sui mercati finanziari quote strategiche, mettendo in difficoltà i davidini. Ora ci sarà una fuga di aziende e di imprenditori e una desertificazione produttiva e chi resta paga per chi se ne va in modo pesante. L'autosufficienza produttiva non potrà più essere raggiunta e questo è un cancro in metastasi avanzata dell'economia di quella regione. Gli Austriaci si staranno slinguazzando alla grande perchè alla distruzione del tessuto connettivo economico e produttivo del Veneto e del Friuli corrisponde l'ingresso mercanteggiato dei loro prodotti ( le produzioni furbamente se le tengono ben protette  nei loro confini, non sono così idioti come gli Italiani. Loro le persone le fanno lavorare e non le licenziano ) Tecnicamente è il dumping che scatenò la prima guerra mondiale e una rivincita assolutamente non giusta nei loro confronti a spese di persone fra le più industriose e laboriose dell'italia intera. Condivido assolutamente il tuo pensiero Cesco.
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Re:: Moratoria a favore delle famiglie, delle aziende e delle p.iva
« Risposta #14 il: Mar 27 Gen 2015 22:00:39* »
prima di lasciare strada ad Alessandro, occorre fare una ultima precisazione molto importante: da dove arriva questo sistema che butta fuori i cittadini e le imprese dal sistema bancario?
La risposta sta purtroppo in quello che è avvenuto in America 14 anni fa. Il altre parole è una americanizzazione del sistema finanziario Europeo, importato diffuso e consolidato da storture incredibili dei mercati finanziari Americani. Infatti in quel sistema erano presenti buchi finanziari stratosferici. Il sistema perdeva capitale alla velocità della luce, per cui la Fed era costretta quotidianamente a travasare su terminali cifre che corrispondevano a moneta contabile che una volta usciti dai terminali, non rientrava più. Il giorno dopo stesso problema e questo per anni e anni è avvenuto . Per cui la SEC americana ha dovuto fare degli interventi per proteggere il sistema bancario americano. Ha creato un mostruoso sistema di controllo che è stato regolato dal più grande provvedimento mai emanato che si chiama S.O.X. Sarbane Oxley Act. ( 2002 Bush figlio  ) Ovviamente è uno standard estremamente complesso che mira al controllo complessivo finanziario  con un sistema poderoso gestito dalla S.E.C. ( Securities Exchange Commission ) che è come se fosse l'f.b.i. per il potere di controllo che ha ( in America chi sgarra va in galera ).
le società e le banche sono tenute ad inserire all'interno dei loro sistemi informatici dei framework certificati, che avevano e hanno tutt'ora determinate caratteristiche tecniche che eliminano il rischio di adulterazione dei dati contabili.
Per fare un immediato esempio uno standard sarebbe lo stesso concetto che passa per la distanza fra binari ferroviari  di più stati. Si chiamava 'scartamento'. Se lo scartamento dei binari non fosse standard, un treno italiano non può viaggiare sui binari Francesi, e treni francesi non possono viaggiare sui binari Olandesi, ovvero sono simili ma non colloquiano fra loro a livello tecnico. Dunque gli Americani hanno imposto che per 'colloquiare' con loro a livello finanziario altri si dotassero di simili sistemi di controllo  finanziario e la risposta Europea è stato il basilea 1 2 3 che salvo poche differenze marginali è l'esatta copia del sistema americano, ma con un nome diverso. Quindi la schifezza ce la siamo importati semplicemente perché era da dove partiva la spazzatura che lo ha imposto. Chiaramente le implicazioni esplicitate in questo modo semplicistico in realtà sono cosi talmente tanto  complesse che per spiegarle ci vorrebbero migliaia di righe. Sempre semplificando, enormemente il concetto bisogna infine tentare di spiegare il motivo per cui sono  sistemi paragonabili alla peggiore  spazzatura finanziaria. La risposta è estremamente facile: lo spostamento di un numero impressionate di soggetti da una condizione PRIME ad una condizione ' SUBPRIME'. Se un intero sistema finanziario mondiale viene spostato in una maggiore condizione di rischio, i profitti di chi concede soldi aumenta a dismisura perché dipende sempre di più dal sistema che lo domina e in questo si maciullano i cittadini e le imprese. E nelle economie non evolute che hanno sbavature grandi o piccole che siano, questo rullo compressore li schiaccia senza pietà. Ovvero, stiamo parlando del capitale di terza generazione, ma queste sono implicazioni dei grandi sistemi che a tanti risultano lontani e difficili da capire. Accontentiamoci almeno di 'stoppare' il massacro in Italia e una moratoria del c.r.i.f. e del s.i.c. di può ottenere, ma occorre una legge, altrimenti non si potrà obbligare mai nessuno a evitare di continuare ad uccidere gli operatori economici come si sta facendo da 5 anni a questa parte in Italia.
« Ultima modifica: Dom 15 Mar 2015 10:30:36* da Luigi Intorcia »
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