Autore Topic: SIAMO TRUFFATI NON DEI FALLITI  (Letto 938 volte)

Offline Luigi Intorcia

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SIAMO TRUFFATI NON DEI FALLITI
« il: Gio 23 Mar 2017 15:32:07* »
Un muro nero si sta avvicinando a tantissimi disoccupati soprattutto giovani a velocità pazzesca. Una generazione sta scomparendo e quella successiva fatta da 50 enni, è completamente tagliata fuori dallo stato sociale. Non avrà niente e non avranno nulla i figli, questi ragazzi  sono condannati ad un sistema di impoverimento che non farà  prigionieri. Un sistema che obbliga a far stare a casa il 70% dei nostri giovani, senza lavoro,  significa triplicare all'istante l'indigenza assoluta.
PER CUI IL PROBLEMA DA RISOLVERE IMMEDIATAMENTE E' IL LAVORO, LA PRODUZIONE E I STRAMALEDETTI REDDITI


Tutti i cittadini, hanno  firmato tantissimi  patti SOCIALI  con lo stato,  fra cui quello della  contribuzione obbligatoria   e questo disastrato STATO, attraverso leggi incostituzionali messe giù da una classe dirigente, la peggiore mai avuta dall'Italia dal dopo guerra ad oggi,  li hanno  violati sistematicamente uno ad uno in uno stillicidio che dura da 5 anni, scalone contributivo  esodati e porcate varie, pagate con lacrime e sangue vero da parte di ogni cittadino di questa nazione, per garantire pensioni d'oro a pochi privilegiati, gli stessi, che seduti sullo scranno a non fare letteralmente NIENTE, ci stanno annientando.
Quando la pressione contributiva arriva a coprire una media del 40 % ante imposte del reddito, io cittadino a te stato ho pagato anche la reversibilità al superstite, chiunque esso sia lo sapevo prima e lo so dopo, come lo sa prima chi ti imberta montanti assurdi di reddito e poi con una legge te li toglie.

Dal  momento che tu stato, non garantisci più la prestazione, che 'ORA' ti sto lautamente pagando, significa che i contributi al 40% sono una bestemmia. Da semplici calcoli una pensione di reversibilità, incide per poco più del 15% dell'intero montante contributivo, ma per garantirselo un cittadino, è obbligato a versare 35 anni di contributi!!  Con il cavolo che lo stato rinuncia al 40 % del reddito! Mentre la reversibilità sarà una pia illusione  per gli sciagurati che avranno una casa e poco più della miseria che  è come una  condanna a morte definitiva. Questa non è una   illusione,  ma una tragica realtà.......  Ecco perchè è anche una immane porcata
Pensione di reversibilità: che cos’è, chi ne ha diritto, come si richiede.
La pensione di reversibilità, o pensione ai superstiti, è una prestazione che viene riconosciuta ai familiari dell’assicurato (iscritto a una gestione previdenziale) defunto, che può essere lavoratore o pensionato: in particolare, parliamo di pensione di reversibilità se l’assicurato era già pensionato e di pensione indiretta se l’assicurato lavorava ancora. Questo trattamento economico viene erogato dall’Inps e varia a seconda del grado di parentela col defunto del superstite avente diritto e del suo reddito.

l'approfondimento era qui lo scorso anno: http://www.democraziainmovimento.org/forum/index.php?topic=1820.0

NORMATIVA, MA FATE ATTENZIONE A COME SI PERDE.........

Pensione di reversibilità: chi ne ha diritto

Il trattamento spetta:

al coniuge (anche se è separato o divorziato, in quest’ultimo caso se titolare di un assegno di mantenimento) fino a un determinato limite di reddito; il componente dell’unione civile è equiparato al coniuge;
ai figli (sino a 26 anni se studenti universitari, sino a 21 anni, se studenti delle superiori, altrimenti sino alla maggiore età), o senza limiti se inabili e cioè con problemi fisici o mentali tanto da trovarsi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa;
ai nipoti minori, anche se non formalmente affidati, solo se siano a carico degli ascendenti (quindi nonno o nonna) alla data della morte;
ai genitori over 65 senza pensione;
ai fratelli ed alle sorelle inabili.
Perché possa essere erogata la reversibilità, è necessaria la vivenza a carico del defunto: la vivenza a carico è presunta per i figli minori, mentre deve essere provata per gli altri familiari.


 
Pensione di reversibilità: a quanto ammonta

La pensione di reversibilità, per le gestioni facenti capo all’Inps, è liquidata in base a determinate percentuali applicate alla pensione spettante all’assicurato:

coniuge (o componente dell’unione civile) solo: 60%;
coniuge (o componente dell’unione civile) ed un figlio: 80%;
coniuge (o componente dell’unione civile) e due o più figli: 100%;
un figlio: 70%;
due figli: 80%;
tre o più figli: 100%;
un genitore: 15%;
due genitori: 30%;
un fratello o una sorella: 15%;
due fratelli o sorelle: 30%;
tre fratelli o sorelle: 45%;
quattro fratelli o sorelle: 60%;
cinque fratelli o sorelle: 75%;
sei fratelli o sorelle: 90%;
sette o più fratelli o sorelle: 100%.
La pensione, poi, può essere ridotta se il beneficiario supera determinati limiti di reddito:

reddito superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld), calcolato in misura pari a 13 volte l’importo in vigore al primo gennaio: in questo caso, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 75%;
reddito superiore a 4 volte il trattamento minimo annuo Fpld: in questo caso, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 60%;
reddito superiore a 5 volte il trattamento minimo annuo Fpld: in questo caso, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 50%.
In pratica, la pensione è ridotta, a seconda dei casi, del 25%, del 40%, o del 50%, se il reddito del beneficiario supera, rispettivamente, 19.573,71 euro, 26.098,28 euro, 32.622,85 euro, per l’anno 2017.


 
I limiti al cumulo dei redditi non devono essere applicati se chi percepisce la pensione fa parte di un nucleo familiare con figli minori, studenti o inabili. Inoltre, il trattamento proveniente dal cumulo dei redditi con la pensione ridotta non può essere inferiore a quello spettante, se il reddito risulta pari al limite massimo della fascia precedente a quella in cui si colloca il reddito posseduto.

Bisogna ricordare, poi, che la pensione di reversibilità è integrabile al minimo, se non si superano i limiti di reddito (per conoscerei limiti di reddito: Integrazione al minimo, quando non è dovuta?).

Pensione di reversibilità: come si richiede

Se la gestione presso cui il pensionato era assicurato fa capo all’Inps (ad esempio fondo pensione lavoratore dipendenti, gestione artigiani o commercianti, gestione separata), è possibile inviare la domanda tramite il sito dell’istituto, attraverso la pagina servizi per il cittadino, sezione “domanda di prestazioni previdenziali”: pensione, ricostituzione, ratei maturati”. Attraverso questa funzione, tra l’altro, si possono richiedere anche i ratei di pensione maturati e non riscossi dal defunto.

Per compilare la domanda di reversibilità online, è necessario essere in possesso del codice Pin dell’Inps o dell’identità unica digitale Spid. In caso contrario, ci si può rivolgere a un patronato.

Affinché la domanda sia completa bisogna allegare una serie di certificazioni indispensabili: certificato di morte, di matrimonio e stato di famiglia alla data del decesso (tutte e tre attraverso un’autocertificazione); attestazione che non siano in corso sentenze di separazione con addebito e di non avvenuto nuovo matrimonio; dichiarazione sul diritto alle detrazioni d’imposta; dichiarazione reddituale.


 
Pensione di reversibilità: quando può terminare?

L’erogazione di tale trattamento non dura per sempre, in quanto il diritto alla pensione per i superstiti può finire in questi casi:

il coniuge si risposa;
i figli vengono meno allo stato di inabilità;
i figli universitari terminano o interrompono gli studi;
i figli universitari compiono il 26esimo anno di età;
i figli studenti (non universitari) compiono il 21esimo anno di età;
i figli non studenti diventano maggiorenni;
i genitori iniziano a percepire un’altra pensione;
i fratelli celibi e le sorelle nubili si sposano o percepiscono un’altra pensione;
i nipoti minori, equiparati ai figli, si trovano nelle medesime condizioni dei figli per cui è prevista la cessazione del diritto alla pensione.

IL MURO E' IN AVVICINAMENTO INESORABILE E UNA VALANGA DI SOGGETTI INDIGENTI, IRROMPE A RITMI INCALZANTI , CHE ADOMBRA LA DEFINITIVA CERTEZZA CHE LO STATO SOCIALE SIA DEFINITIVAMENTE TRAMONTATO.
ENTRO 4 ANNI I POVERI ASSOLUTI PASSERANNO DA 5,5 A OLTRE 10 MILIONI DI CITTADINI.

QUESTA EMERGENZA NON ASPETTA NE' I SERMONI SULLA COSTITUZIONE, NE ATTUATORI DEI PIFFERI E DEI CIUFOLI INSIEME, NON ASPETTA CHE SI FACCIANO ASSEMBLEE INUTILI FRA CAPI E CAPETTI, NON ASPETTA, CHE  LA SINISTRA SIA PIU' SINISTRA E LA DESTRA SIA PIU' A DESTRA, NON ASPETTA L'ORDITO CAPITALISTA, NON ASPETTA IL COMPIMENTO DI MEGA AFFARI DELLE MULTINAZIONALI, NON ASPETTA  CHE SPARISCA LA CORRUZIONE, NON ASPETTA CHE GLI AEREI TORNINO A VOLARE, NON ASPETTA CHE I MANAGERS  SIANO TOCCATI DAL SEGNO DIVINO DI NON RUBARE INGAGGI DA VIAGGI SU MARTE ANDATA E RITORNO  E FACCIANO IL LORO DOVERE E  NON ASPETTA CHE LE IDEOLOGIE DI CUI SONO IMBEVUTI TROPPI IMBECILLI,  FINISCA ALL'ISTANTE.

IMBECILLI,  CHE INVECE DI RIMBOCCARSI LE MANICHE,  ULULANO ALLE LUNE 24 ORE SU 24,  NON ASPETTA CHE LA PIANTINO CON PROBLEMI ESISTENZIALI  E INFINE NON ASPETTA CHE SI ACCUSI CHE SIA NAZIONALISTICO PROTEGGERE I CITTADINI.

TUTTI QUESTI  SOGGETTI, CHE HANNO NELLA LORO CORDA IL FAR ASPETTARE A RAGIONE O A RAGIONE, IN QUANTO IL TORTO LO HANNO E BASTA,  SONO LA PARTE PESANTE DEL PROBLEMA E MAI DELLE SOLUZIONI, CHE NON ARRIVERANNO MAI.
BISOGNA LASCIARE SPAZIO AI VERI DECISORI,  SPERANDO CHE NON SIANO DEI PAZZOIDI E  ABBIANO IL CORAGGIO DI OSARE DOVE  DIO NON VUOLE PIU' OSARE PER SCONGIURARE ULTERIORI DRAMMATICHE LOTTE LE CUI CONSEGUENZE NEFASTE SONO INCALCOLABILI. 
Luigi Intorcia 
« Ultima modifica: Gio 23 Mar 2017 15:53:51* da Luigi Intorcia »


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Luigi Intorcia