Autore Topic: e dopo republic arriva la moneta delle banane  (Letto 1274 volte)

Offline Luigi Intorcia

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e dopo republic arriva la moneta delle banane
« il: Mar 04 Apr 2017 14:51:34* »

IL GIORNO IN CUI AL CITTADINO NON ARRIVA MONETA ELETTRONICA O PARALLELA TRACCIATA SU UN BANCOMAT COSA FARA' IL SUDDETTO?

la soluzione è peggiore del problema?

La deviazione mentale è arrivata a livelli assoluti e pericolosissimi, che sarebbe venuto il momento di stigmatizzare pesantemente e obbligare i corridori alle idiozie a fare una seria riflessione.

la moneta deve avere la massima liberalità sottostante e non avere alcun vincolo di possesso, arbitrario o non arbitrario e nessun controllo sulla circolazione.

C'è da scommetterci che i balordi della finanzia mondiale, a questo volevano  farci arrivare e ci stanno riuscendo.

Basta avere la base ( la solita bancarella di pidocchiosi arricchiti collegati a tripla mandata con la finanza mondiale  )  da cui parte tutto un processo e siamo FOTTUTI peggio di prima.

Ma il fatto assurdo, è che ai cultori del parallelismo monetario, non gli balena nel cervello,  che la moneta non basta a risollevare nemmeno il fico secco, senza due potentissimi sistemi di controllo: il primo resta fiscale e il secondo resta economico,, per imporre pesantemente prezzi politici fluttuanti pre accordati in base alle variazioni dei prezzi delle materie prime e BASTA!
A questo agganciare il concetto del coefficiente di lavoro in base a multipli di fatturato attivo. 
Basta stabilire l'aliquota ( con molta facilità)  del fatturato libero e in caso contrario, nel caso di surplus incontrollabili che sono arricchimenti deplorevoli,  abbattere i redditi di produzione  sino al 70% di imposte, sulla differenza.

Il deterrente NON DEVE ESSERE FISCALE, MA SOLO  IL POTERE CHE DERIVA DALLA FORZA LAVORO.
Le imprese, la maggioranza di esse, bacerebbero questa soluzione,  molto di più del massacro fiscale incondizionato che le sta distruggendo a partire dal Nord est a cui questa politica economica basilare,  gli permette di ripartire con potenze produttive senza precedenti.

Meno robot e più mano d'opera e zero tasse, per quelle imprese fatte da veri cittadini sovrani italiani. Questa è la maggioranza che vogliamo e non pappagalli ammaestrati, buoni a spargere menzogne.

QUESTA E' LA RICETTA E NESSUN ALTRA.


Luigi Intorcia 
« Ultima modifica: Mar 04 Apr 2017 15:11:11* da Luigi Intorcia »


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Luigi Intorcia

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Re:e dopo republic arriva la moneta delle banane
« Risposta #1 il: Mer 05 Apr 2017 08:45:50* »
Non sono d'accordo, i robot e l'intelligenza artificiale vanno sfruttati per aumentare la produttivitá e la competitivitá.
É questo guadagno che va poi distribuito per pagare gli stipendi di chi lavora.
Non dimentichiamo che siamo in calo demografico, ci salvano solo gli immigrati, di cui peró non avremo piú bisogno se aumenta l'automazione.
Ci sará quindi meno offerta ma forse anche meno domanda di lavoro.
Si potrebbe allora diminuire l'orario di lavoro per bilanciare in parte il mercato e dare piú tempo libero, con cui spendere il denaro guadagnato.
Ma per tutto questo serve piú politica e piú stato e non una politica succube dell'economia come ora.
Altrimenti continueranno a guadagnare i soliti noti (e meno noti).

Offline Luigi Intorcia

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Re:e dopo republic arriva la moneta delle banane
« Risposta #2 il: Mer 05 Apr 2017 12:57:11* »
entro certi limiti si, diciamo il 10 o 20% di un fatturato globale.

Ma quando il fatturato globale è raggiunto con pochissimi soggetti il concetto cambia drasticamente.

Il ragionamento sono esuberi unicredit e sistema bancario italiano ( 40 mila esuberi ) che ha inserito i totem elettronici all'interno delle filiali. Si stanno studiando i totem interattivi che parlano ai clienti e fanno CONSULENZA. Costano il 99% in meno di un costo di un dipendente.

Quindi si assumono i totem e si buttano fuori UMANI!

Ora  fammi capire chi li paga gli umani buttati fuori da un circuito ad altissimo valore aggiunto come nell'esempio di una banca!

Trovami la soluzione.
Grazie 
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Luigi Intorcia

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Re:e dopo republic arriva la moneta delle banane
« Risposta #3 il: Mer 05 Apr 2017 13:03:39* »
il cfl è un concetto inserito fra i punti dei bilanci delle società e sarebbe il numero dei dipendenti che opera a vario titolo nell'ambito del personale di cui si avvale l'impresa è un indice.

In economia, la Legge di Okun, che prende il nome dall'economista Arthur Melvin Okun (che la propose nel 1962[1]) è una legge empirica che collega il tasso di crescita dell'economia con le variazioni nel tasso di disoccupazione. Secondo questa legge, se il tasso di crescita dell'economia cresce al di sopra del tasso di crescita potenziale, il tasso di disoccupazione diminuirà in misura meno che proporzionale.

La legge è espressa convenzionalmente dalla seguente formula:

{\displaystyle u_{t}-u_{t-1}=-\beta (g_{Y_{t}}-{\overline {g}}_{Y})} {\displaystyle u_{t}-u_{t-1}=-\beta (g_{Y_{t}}-{\overline {g}}_{Y})},
dove u rappresenta il tasso di disoccupazione, {\displaystyle {\overline {g}}_{Y}} {\displaystyle {\overline {g}}_{Y}} è il tasso di crescita normale della produzione o del reddito, -β è il coefficiente di Okun. Nella formulazione originaria, risalente al 1962, Okun afferma che per ogni punto percentuale del tasso di disoccupazione eccedente il 4% - il tasso a cui può svilupparsi pienamente la crescita potenziale dell'economia - si riscontra un decremento nel tasso di crescita del PIL di circa tre punti percentuali. Ne consegue che le variazioni di produzione influiscono in modo meno che proporzionale sulla disoccupazione. Questo perché a fronte di una crescita della domanda, le imprese preferiscono chiedere ai loro dipendenti di fare straordinari piuttosto che assumere nuova manodopera (labor hoarding) ed è possibile che parte dei nuovi assunti non fossero precedentemente previsti nella forza lavoro essendo classificati come lavoratori scoraggiati. Inoltre, data tale relazione, varrà che se la crescita è inferiore al tasso normale, la disoccupazione sarà maggiore di quella del periodo precedente.

La legge di Okun è stata associata a considerazioni di tipo Keynesiano, in quanto suggerisce che per poter raggiungere un tasso di disoccupazione obiettivo è necessario che la crescita del PIL superi quella potenziale di una determinata misura.

Negli Stati Uniti durante il periodo che va dal 1965, questa legge ha interpretato la situazione economica, stabilendo che per ogni punto percentuale del tasso di disoccupazione, o meglio del tasso naturale di disoccupazione, il PIL reale si riduce dai 2 ai 3 punti percentuali.
 
Per tornare al nostro caso. quando esistono  società e imprese  che hanno fatturati stratosferici e personale inesistente l'agenzia delle entrate gli va a fare accertamenti e la società deve dimostrare come ha raggiunto i fatturati.

 Inserendo il concetto in un sistema di controllo POTENTISSIMO ma veramente forte, in una dichiarazione basta metterci un puntino e un numero e il sistema restituisce la suddivisione del monte fatturato in cui ha concorso ogni singolo dipendente o socio d'opera. Ad esempio in 50 mila euro di fatturato esiste un lavoratore che contribuisce a circa il 33% del fatturato stesso ( e' un esempio ovviamente ) se una azienda ha 1.000.000 di fatturato e ha 20 dipendenti a tempo indeterminato il coefficiente è zero.
Se l'azienda ha 10 dipendenti il coefficiente è 1 è questo valore che attribuisce l'aliquota da calcolo di imposte e collegato alla percentuale impositiva. Ogni volta che è zero altrettante zero imposte. Tutte le volte che ha un valore allora IMPOSTE. Dopo di che si stabilisce una franchigia fissa, pari al 33% di tutto il fatturato che è esentato  ma tutta la differenza in eccedenza  l'impresa la deve cagare. Tutta interamente. Il ragionamento era semplificato, ma sotto ci sta uno studio da 'paura'.
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Luigi Intorcia

Offline dcaliman

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Re:e dopo republic arriva la moneta delle banane
« Risposta #4 il: Sab 08 Apr 2017 17:56:18* »
Girando per i siti allestiti in zona Lambrate, dove tanti anni or sono vi era la Faema, i giovani studenti della scuola di design ed altri arrivati da ogni parte del mondo per il fuori salone del Mobile di Milano, hanno costretto colui che ha tenuto il primo corso di automazione al politecnico a porre questa domanda : Tra 5 anni questi giovani cosa faranno? A chi il gg sucessivo in trattoria ha espresso timori è stato risposto : Il robot è partito assieme al SW Office, in pochi anni sono state estromesse le segretarie, per i robot sono sempre necessari i tecnici per l'allestimento degli stessi e dell'allestimento impiantistico più coloro che dovranno assisterli per la manutenzione. Un pò meno ma il personale non diminuirà drasticamente. 15 anni or sono il costruttore di quel telefono/computer che si vedeva nella trasmissione televisiva condotto al sabato su RAI 2 dalla Sampò, aveva proposto al Banco di Roma l'introduzione dell'apparecchiatura - utilizzata in Milano da MacDonald per fidelizzare i clienti caricando 10 o 20.000 lire sulla carta magnetica- Gli fù risposto che non potevano rinunciare a 5000 esuberi, non penso che sia solo dipeso dal ritardo tecnologico ma hanno convolato a nozze in Unicredit, ora hanno lo stesso problema. Pensare che era partito tutto dall'esigenza di sostituire il verniciatore, lavoro molto insano.