Autore Topic: Magia: il reddito di cittadinanza crea lavoro? Quale e come?  (Letto 595 volte)

Offline Epertini

  • Amministratore
  • Novizio
  • *****
  • Post: 21
      • Mostra profilo
La novitá degli ultimi post del M5S (http://www.beppegrillo.it/2017/05/il_reddito_di_cittadinanza_per_rilanciare_il_lavoro.html e http://www.ilblogdellestelle.it/il_reddito_di_cittadinanza_per_creare_lavoro.html)
é che il reddito di cittadinanza crea lavoro. Non si spiega bene peró come.
Citazione
È una vera e propria manovra economica che serve a rilanciare il lavoro, (Alessandro di Battista)

I beneficiari del reddito, infatti, dovranno formarsi, riqualificarsi e accettare una delle tre proposte di lavoro che saranno offerte. Per poter garantire un lavoro ai cittadini bisognerà però rendere più efficienti i Centri per l’impiego. (Roberta Lombardi)

Si parla di rendere efficienti i Centri per l’impiego e della riqualificazione e formazione dei disoccupati.

La realtá é che il lavoro si potrebbe sí creare, ma grazie a un’aumento della domanda. Non si capisce perché quelli del M5S non spieghino questo aspetto, forse lo ritengono troppo difficile per i loro elettori? O forse perché questo metterebbe in crisi il modello basato sull’offerta dei neoliberisti, di cui loro di fatto fanno parte?

Il rischio vero, peró, é che le famigerate tre offerte tra cui il disoccupato si troverebbe a scegliere siano inadeguate alle sue competenze, magari composte dai minijob che potrebbero sostituire i voucher.

Una vera fregatura, e d’altra parte quella del reddito di cittadinanza o simili é una proposta fatta propria dai neoliberisti, per allentare un po’ la tensione sociale che hanno creato con la loro ingordigia. Eppure il m5s si continua a concentrare su questo, che é solo un palliativo e non la soluzione ai problemi dei disoccupati.





Offline dcaliman

  • Associato DiM
  • Novizio
  • *
  • Post: 45
      • Mostra profilo
Re:Magia: il reddito di cittadinanza crea lavoro? Quale e come?
« Risposta #1 il: Ven 19 Mag 2017 09:55:08* »
Forse il problema risiede nel voler organizzare all'interno dello Stato una struttura con caratteristiche burocratiche classificata "Centri per l'Impiego", anzichè permettere la libera scelta di ogni cittadino di sapersi adattare, aumentando l'esplorazione di cose conosciute superficialmente tra le tante apprese a latere della riconosciuta specializzazione. Purtroppo l'economia produttiva ha un andamento instabile reso maggiormente improgrammabile dall'allargamento dei mercati. In presenza di un mercato non in espansione, si assiste alla non necessità per tutto il periodo in contrazione di alcuni ruoli-si pensi ai sindacati, non riescono ad ottenere nessun aumento retributivo, anzi assistono impotenti alle chiusure degli opifici-. Costoro in stato di necessità,come in guerra, debbono cambiare pelle, conoscendo sui territori le capacità lavorative debbono trasmettere le loro capacità organizzative ed offrire le consulenze necessarie alla realizzazione di tante cooperative di lavoratori, aggiungendo quelle tensioni necessariamente imprenditoriali. Dato che le sole buone volontà, e le buone intenzioni non bastano, si preoccupino di trasmettere quelle soluzioni scoperte in ambienti politici diversi da quelli che hanno gestito la politica negli ultimi 40 anni. Senza questo rinnovamento culturale non sarà possibile per la maggioranza accedere al tavolo dove poter esprimere le nostre sovranità individuali e pubbliche. Buon lavoro.